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10 Luglio 2024

Parodontite. Per SIdP serve più attenzione dei professionisti e dei cittadini verso la malattia

Cairo (SIdP): lavoriamo per promuovere la formazione e la sensibilizzazione verso una malattia ancora troppo sottovalutata. Ghirlanda (ANDI): solo il 30% dei dentisti è consapevole delle attività da predisporre per gestire la patologia

Maria Elisabetta Gramolini

Gengive che sanguinano o si ritirano, denti che si muovono o sembra che si spostino. I primi sintomi della parodontite sono dei segnali a i pazienti devono dare subito attenzione e rivolgersi a uno specialista. Per intervenire e prevenire altre patologie, la Società italiana di parodontologia e implantologia (SIdP) ha presentato ieri 9 luglio, in Senato, un decalogo in occasione della Giornata nazionale dedicata alla malattia orale.   “In Italia una persona su due soffre di parodontite”, afferma Francesco Cairo, presidente della Società scientifica. Il 25% degli over 65 ha problemi di perdita dei denti, percentuale che sale al 50% sopra i 75 anni. “Ma, soprattutto – sottolinea Cairo –, solo il 9% degli italiani riceve una diagnosi, e appena l'1,4% dichiara di aver ricevuto terapia parodontale”.  

Le raccomandazioni e il numero verde

La parodontite è una malattia sistemica che aumenta il rischio di diabete e malattie cardiovascolari e metaboliche. Per questo, “è fondamentale diffondere nella popolazione la consapevolezza dell’importanza della prevenzione, diagnosi e terapia precoce della malattia”, suggerisce il presidente della SIdP. Molte fasce della popolazione pensano che la parodontite sia legata all'invecchiamento e quindi sia inevitabile, “invece – precisa Cairo – molti si ammalano prima dei 20 anni, e la prevenzione potrebbe avere un grande impatto clinico”. In particolare, i fumatori corrono un rischio tre volte maggiore di sviluppare disturbi gengivali rispetto a chi non fuma. “Gli impianti – spiega ancora Cairo – sono fondamentali per i nostri pazienti ma si fanno solo se la parodontite è sotto controllo”. Fra le raccomandazioni inserite nel decalogo, figura quella di lavare i denti nella maniera corretta almeno due volte al giorno per prevenire l’infiammazione. Per dare ulteriore assistenza, la Società scientifica ha attivato un numero verde (800144979) attivo tutto l'anno che fornisce gratuitamente informazioni ai cittadini sui disturbi gengivali, anche attraverso l'help-desk (prevenzione@sidp.it).  


Fonte di costi

Tantissime patologie che determinano dei costi per il Servizio sanitario nazionale se prese in carico in maniera precoce possono fare la differenza, non solo per la qualità di vita dei pazienti ma anche per la spesa pubblica”, osserva nel suo intervento Francesco Zaffini, presidente della commissione Affari Sociali del Senato. La parodontite “è una patologia frequente fra gli over 65 – spiega Zaffini – e se non viene affrontata correttamente genera ulteriori disagi e costi. Il processo di riforma della sanità integrativa che stiamo portando avanti potrebbe includere anche la prevenzione dentale garantita dalla disponibilità di una quota di risorse in modo assolutamente gratuito”.  


Un’alleanza per i professionisti

Fra Università e Società scientifiche, “la collaborazione si è intensificata grazie all’articolo 5 della legge Gelli che riconosce alle società l’impegno di stendere le linee guida”, ricorda Umberto Romeo, ordinario di medicina orale e direttore del dipartimento di scienze orali e maxillofacciali della Sapienza Università di Roma. L’alleanza fra i due mondi ha inoltre lo scopo di formare il professionista del presente e quello del futuro: “dagli anni 2000 in poi – aggiunge Romeo – si è iniziato a preparare gli studenti sia sul piano teorico sia su quello pratico con tirocini, tanto che oggi abbiamo la prima laurea abilitante che forma dei professionisti pronti per l’attività professionale”.  


Linee guida nazionali

Per la cura della parodontite, la Società scientifica ha adattato le linee guida internazionali al nostro Paese, pubblicate sul sito dell’Istituto superiore di sanità. Inoltre, con il progetto dal titolo “Gengive sane per salvare il sorriso. Le linee guida delle terapie delle parodontiti”, la SIdP è riuscita a raggiungere con la formazione oltre 2500 professionisti. “Con l’applicazione delle linee guida sarà possibile fare un passo in avanti concreto per contrastare la diffusione della parodontite”, osserva Nicola Sforza, past president SIdP.  


Nei panni del paziente

Il primo obiettivo dell’ordine è convincere i propri iscritti a mettersi nei panni del paziente”, sostiene Raffaele Iandolo, presidente nazionale della Commissione albo odontoiatri nazionali (Cao), che rammenta anche lo sforzo educativo verso tutti gli iscritti e i giovani professionisti attravero il progetto Gengive sane per salvare un sorriso". “Siamo convinti che il rapporto con la Società scientifica debba durare nel tempo”, afferma Iandolo nel rimarcare l’impegno della Commissione per diffondere le Linee guida nazionali per le terapie della parodontite elaborate dalla Sidp con l'obiettivo di migliorare la qualità e la sicurezza delle cure.  


La soluzione formativa

Per Leonardo Trombelli, presidente eletto SIdP, “se avessimo una maggiore formazione, con una specifica competenza paradontale, miglioreremmo l’accesso alle cure e avremmo una migliore qualità”. Fra le possibili soluzioni da adottare per aumentare la sensibilizzazione verso la patologia, Trombelli cita la laurea abilitante appena attivata, l’aumento dei percorsi formativi universitari post laurea (master di I e II livello), l’attivazione della specializzazione in Odontoiatria clinica generale e l’ottimizzazione della formazione professionale continua.  


Mettere la prevenzione al centro

La formazione universitaria in questo contesto è fondamentale poiché è importante mantenere le idee chiare ed evitare che ci siano sovrapposizioni dei ruoli”, afferma Carlo Ghirlanda, presidente dell’Associazione nazionale dentisti italiani (ANDI). “Una delle sfide – prosegue – è un modello professionale aggregato a cui deve aspirare anche la parodontologia. Solo il 30% degli odontoiatri è consapevole delle attività da predisporre per gestire la patologia parodontale. A volte, in un modello libero-professionale, va considerato anche l'aspetto economico, e questo tipo di intervento non è remunerativo”. Ghirlanda si sofferma sul tema della sanità integrativa, oggi riservata solo a 15 milioni di italiani che ne beneficiano grazie ai contratti lavorativi. “Gli altri 40 milioni – commenta Ghirlanda – sono esclusi dalle opportunità di sostenibilità della spesa per cui bisogna trovare delle soluzioni alternative. Sono importanti le azioni di informazioni e prevenzione, perciò come ANDI abbiamo creato un fondo integrativo per farvi fronte che mette la prevenzione al centro del sistema in cui dentista e paziente vengono a contatto in maniera libera”.  


La solidarietà sociale

Chi parla infine delle figure del dentista solidale e dell’igienista dentale solidale è Enrico Montefiori, presidente della Fondazione SIdP. “Sono – spiega – persone che si mettono a disposizione delle fasce di popolazione che non hanno le capacità economiche. Negli anni c’è stato un orientamento importante verso i soggetti con disturbi pervasivi dello sviluppo, che hanno difficoltà a esprimere il loro dolore. È un progetto che ci sta impegnando tanto per formare i loro caregiver”.  


Nel video sotto, a margine della Giornata sulla Parodontite, il prof. Francesco Cario, presidente SIdP  ricorda il ruolo centrale di SIdP nella formazione e promozione di un corretto trattamento della malattia parodontale e nel supporto verso i cittadini per creare una adeguata sensibilità preventiva.  




Nel video sotto, il prof. Leonardo Trombelli interviene sulla necessità di aumentare la sensibilità verso il trattamento della parodontite attraverso la formazione si durante la laurea che quella post laurea.  




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