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14 Gennaio 2025

Ricetta elettronica dei farmaci di fascia C: anche FNOMCeO conferma la fase di transizione

 La Federazione dei medici e degli odontoiatri si allinea sulla posizione di Federarma. ANDI sollecita chiarimenti ministeriali sul periodo transitorio


dentista al computer

La certezza è che dal primo gennaio scorso, la ricetta medica cartacea viene definitivamente sostituita dal formato elettronico. È quanto previsto dall’articolo 1, commi 317 e 318, della Legge 30 dicembre 2024, n. 207, recentemente pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale, si veda il nostro approfondimento a questo link.

A ricordare quanto prevede la norma è una Circolare inviata dalla FNOMCeO ai presidenti CAO e OMCeO.   Secondo quanto sottolineato dalla FNOMCeO, l’introduzione obbligatoria della ricetta elettronica mira a potenziare il monitoraggio dell’appropriatezza prescrittiva e a garantire la completa alimentazione del Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE).

"L’obiettivo – si legge nella comunicazione FNOMCeO – è di assicurare che tutte le prescrizioni confluiscano direttamente nel sistema del Fascicolo Sanitario Elettronico, creando una fonte unica e integrata di informazioni cliniche".


Cos’è il Fascicolo Sanitario Elettronico?

Il Fascicolo Sanitario Elettronico rappresenta il cuore della digitalizzazione sanitaria. "Non è solo uno strumento tecnico – spiega FNOMCeO – ma un mezzo per rivoluzionare l’accesso e la gestione della salute".

Tra i suoi principali vantaggi:

  • Supporto ai medici e ai professionisti sanitari, che potranno accedere rapidamente alla storia clinica dei pazienti.
  • Accesso semplificato per i cittadini, che troveranno in un’unica piattaforma i principali servizi sanitari.
  • Analisi dei dati per migliorare i servizi sanitari, permettendo alle amministrazioni di ottimizzare l’assistenza basandosi su dati concreti.


Cosa dice la normativa sulle ricette elettroniche

La legge stabilisce che, a partire dal 1° gennaio 2025, tutte le prescrizioni mediche – sia per farmaci a carico del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) che per quelli a carico dei cittadini – dovranno essere emesse in formato elettronico. Questa misura è già regolamentata da due decreti ministeriali chiave:

  • Il D.M. 2 novembre 2011, che ha introdotto la dematerializzazione della ricetta cartacea.
  • Il D.M. 30 dicembre 2020, che estende il formato elettronico anche ai farmaci non rimborsati dal SSN.

Entrando nel pratico, la circolare FNOMCeO ricorda che, “in base alle modalità previste da tale decreto, il medico prescrittore procede alla generazione in formato elettronico delle prescrizioni di farmaci non a carico del SSN, riportando almeno i dati relativi al codice fiscale del paziente, la prestazione e la data della prescrizione, nonché le informazioni necessarie per la verifica della ripetibilità e non ripetibilità dell'erogazione dei farmaci prescritti”.  

Ma i “problemi” nascono sulla attuazione in quanto la norma riguarda un tema sanitario e quindi demanda alla Regioni una serie di azioni.

  Federfarma, in una circolare datata 31 dicembre 2024, evidenza “che con l'entrata in vigore dei commi 317 e 318, tale disciplina non potrà essere pienamente applicabile, in quanto emerge la necessità che i Ministeri competenti e le Amministrazioni regionali che gestiscono le ricette adottino disposizioni attuative, specifiche tecniche e circolari indicative per la corretta applicazione delle norme di legge”.
“Alla luce di quanto esposto –continua la circolare Federfarma- si ritiene che a seguito dell'entrata in vigore della norma, nelle more della progressiva attuazione della dematerializzazione di tutte le prescrizioni mediche e fino a diversa decisione espressa da parte delle amministrazioni competenti, le farmacie dovranno continuare ad erogare i farmaci anche in presenza di prescrizioni cartacee e, quindi, a spedire le ricette stesse, per assicurare la piena continuità del servizio farmaceutico”.  

Periodo di transizione sostenuto anche da FNOMCeO, che nella circolare richiama la posizione di Federfarma.  

Fino a quanto durerà il periodo di transizione, ad oggi non è dato a sapere e si prospetterà una applicazione della norma a macchia di leopardo, necessitando interventi delle singole Regioni.  

ANDI, proprio sul tema, ha inviato una richiesta di chiarimenti alla FNOMCeO chiedendo che, di concerto con Federfarma, la Federazione di Medici ed Odontoiatri “ottenga dai Ministeri competenti la definizione del periodo di transizione che permetterà l’implementazione tecnologica ed informatica necessaria per rendere operativa la norma”.


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