Per il dott. Caprara, il punto principale è capire quale può essere il nostro obiettivo e quale la nostra sfera di influenza
Gentile Norberto, ho letto con piacere il tuo DiDomenica riguardante il “green deal” e sono lieto di vedere come questo tema stia stimolando riflessioni tra i colleghi. La domanda che poni è molto interessante: come può il dentista ridurre l’impatto ambientale della sua attività, considerando che attualmente produce un’enorme quantità di rifiuti monouso.
Il progetto internazionale Ecodentistry , a cui ho partecipato dal 2012 approfondiva questi ambiti. Dopo quell’esperienza, dieci anni fa, ho fondato l’iniziativa Verdenti che oggi conta circa 40 studi dentistici e alcune centinaia di richieste di adesione. Verdenti si occupa di ridurre l’impatto ambientale degli studi odontoiatrici e valuta l’influenza delle nostre terapie e materiali sulla salute del paziente.
Con i colleghi del gruppo e con la consulenza di importanti figure europee delle certificazioni ISO 14001, SA8000 valutiamo cosa può fare il dentista in termini di sostenibilità ambientale.
Il punto principale è capire quale può essere il nostro obiettivo e quale la nostra sfera di influenza. Non basta concentrarsi sulla produzione di CO2. Se infatti approfondiamo tale aspetto si arriva a delle conclusioni paradossali per cui una bottiglia di plastica può risultare più ecologica di una di vetro, considerando l'energia necessaria per produrre quest'ultima e la conseguente emissione di CO2. Anche le mail inquinano: secondo uno studio dell'Ademe una mail di un megabyte produce 19 grammi di CO2. Questo significa che un’azienda digitale con 100 dipendenti che invia 33 messaggi al giorno produce 13,6 tonnellate di CO2 all’anno, l'equivalente di 13 viaggi aerei andata e ritorno Parigi-New York. Anche OD 33 con il suo mailing produce CO2...
Esaminando i flussi di produzione e le risorse coinvolte nei processi, si nota che c’è ancora molta confusione su come raggiungere risultati concreti. Oggi, la parola d’ordine non è più solo riciclo, ma soprattutto riutilizzo. Ad esempio durante eventi pubblici, è più ecologico usare bicchieri di plastica rigida riutilizzabili, ma poco riciclabili, rispetto ai bicchieri di carta monouso riciclabili, ma non riutilizzabili.
Per questo è importante avere obiettivi forse modesti, ma pratici e immediati. Come Verdenti, ci siamo concentrati su due aspetti principali: l’inquinamento ambientale dovuto ai nostri prodotti e il risparmio di risorse. La CO2 passa in secondo piano, essendo spesso una conseguenza di comportamenti sostenibili.
Sappiamo, come hai ricordato, che la maggior produzione di CO2 è data dai trasporti dei pazienti e degli operatori su cui però abbiamo un impatto relativo. Possiamo cercare di organizzare l’agenda con appuntamenti lunghi, come ricordato dalla collega Claudia Tarditi, ma alla fine l’effetto non è rilevante. Possiamo pagare i mezzi pubblici (se ci sono...) alle assistenti o consigliare il car-sharing, anche se molti già lo fanno per ridurre gli esorbitanti costi del carburante.
La nostra sfera di influenza tuttavia diventa rilevante se ci concentriamo sull’utilizzo di prodotti non inquinanti per l’ambiente e per il paziente. Tuttavia, questi materiali, come ricordava la collega, non sono sempre facilmente reperibili e le normative non agevolano il loro utilizzo. Ad esempio circa dieci anni fai volli utilizzare delle buste di stoffa per gli strumenti odontoiatrici, prodotte in America, che potevano essere riutilizzate centinaia di volte. Erano riciclabili e anche riutilizzabili. Avevano il certificato FDI e venivano quotidianamente usate negli studi dentistici e negli ospedali americani. In Europa però non c’era il marchio CE e quindi non potevano essere utilizzate.
Con il gruppo Verdenti stiamo utilizzando un altro tipo di busta per strumenti, che ci ha permesso di evitare l'immissione di oltre un milione di buste di plastica nell’ambiente. Questo è un esempio concreto di salvaguardia ambientale.
Per quanto riguarda il risparmio di risorse, ci sono molte pratiche che possiamo adottare per ridurre il consumo di acqua, energia e carta. Chiudere le luci, usare LED, installare miscelatori d’acqua e utilizzare la firma elettronica ecc. possono tradursi in un significativo risparmio annuale.
Certamente alcuni materiali definiti green costano purtroppo di più, ma alla fine ritengo che sommando tutti i comportamenti pro-ambiente ci sia un ritorno positivo, anche dal punto di vista economico.
Anche all’ambiente interno, ovvero la salute del paziente, va dedicata una particolare attenzione. Il progetto Verdenti ad esempio collabora con l’ISDE (Medici per l’ambiente), sul tema delle microplastiche contenute in certi materiali.
Per finire però va ricordato un importante concetto che completa il cerchio e che viene seguito dagli appartenenti al gruppo Verdenti: un comportamento corretto nei confronti dell’ambiente deve essere accompagnato da un comportamento etico in tutti gli aspetti della nostra vita.
Non possiamo piantare degli alberi per apparire “green” e poi avere lo studio chiuso dai NAS o eseguire overtreatment sui pazienti per meri obiettivi di profitto. Sarebbe soltanto un falso ambientalismo di facciata (greenwashing).
Non possiamo essere virtuosi nei confronti dell’ambiente e poi non prestare attenzione “all’ecologia” dei materiali che mettiamo in bocca ai pazienti.
Inoltre non possiamo definirci ambientalisti se non ci indigniamo per il comportamento delle 57 società multinazionali e stati che producono l’80% della CO2 mondiale o per le esercitazioni militari in Europa che nel febbraio-maggio 2024 hanno prodotto quasi quattro milioni di tonnellate di CO2 al mese, più dell’intera città di Milano in un anno. Anche questi sono aspetti che fanno parte del “green deal”.
In questo modo potremo salvaguardare, per quanto possibile con il nostro impegno individuale, l’ambiente in cui viviamo, indispensabile per la nostra sopravvivenza, e per la nostra serenità. Ricerche riguardanti la Forest Therapy e il metodo Shinrin yoku fanno infatti comprendere come stare a contatto con la natura o anche il solo fatto di guardare gli alberi e i giardini in città, riduca lo stress (a questo link per approfondire).
Dott. Tiziano Caprara
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