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05 Novembre 2025

Erosione dentale: diagnosi precoce, gestione del rischio e protocolli anti-acido per lo smalto

Dall'eziologia intrinseca ed estrinseca al sistema BEWE: da Curasept una guida clinica per l'intercettazione e la terapia quotidiana con prodotti ad azione tampone


Dentista tecnologie monitor

L'erosione dentale è un processo patologico, cronico e localizzato, che comporta la perdita progressiva dei tessuti duri dentali (smalto e dentina) a causa di un’azione chimica non mediata da batteri. Questa perdita è causata da reazioni tra acidi di diversa natura e la superficie dentale, dove gli ioni H+ rilasciati dalla dissociazione degli acidi nell'ambiente salivare giocano un ruolo centrale.

La velocità e l'intensità della demineralizzazione dipendono dalle caratteristiche chimico-fisiche dell'agente acido. Inizialmente, l'azione degli acidi sullo smalto porta a una demineralizzazione che parte dalle guaine interprismatiche per estendersi al "nucleo" del prisma. In questa fase precoce, la saliva è fondamentale grazie alla sua azione tampone e alla presenza di ioni minerali, potendo invertire il processo e promuovere la remineralizzazione. Tuttavia, quando l'aggressione acida è frequente o intensa, la saliva non è più in grado di contrastare efficacemente la demineralizzazione, rendendo la perdita di tessuto visibile sulla superficie dei denti.


Prevalenza e impatto epidemiologico

A livello globale, la prevalenza dell'erosione dentale è stimata tra il 30-50% nella dentatura decidua e il 20-45% nella dentatura permanente .

I dati europei sono significativamente elevati.In Italia, l'erosione colpisce circa il 40% degli individui, pari a ben 23.596.000 persone su una popolazione totale di circa 58,99 milioni. Nonostante questa incidenza, il problema rimane ancora sottostimato: di fatto, sono pochissimi gli italiani consapevoli dei fattori di rischio.

La problematica interessa trasversalmente le diverse fasce d'età:Circa il 70% dei bambini fino agli 11 anni con denti da latte.Circa il 30% degli adolescenti. Circa il 40% della popolazione adulta


Fattori di rischio

L'esposizione agli acidi che innesca l'erosione dentale può derivare da cause endogene (intrinseche) legate a condizioni mediche o da fattori esogeni (estrinseci) riconducibili principalmente alle abitudini alimentari e allo stile di vita. La distinzione tra queste due origini è cruciale per una corretta diagnosi e per l'impostazione di un piano terapeutico e preventivo efficace.

Fattori intrinseci

La principale fonte intrinseca è l'acido cloridrico di origine gastrica:

  • GERD (malattia da reflusso gastroesofageo): Una forma cronica di reflusso che implica il passaggio di fluidi gastrici fino alla cavità orale. La patologia può essere "silente," senza i sintomi tipici (bruciori esofagei). Le manifestazioni orali classiche sono l'erosione palatale degli incisivi superiori, alitosi e, nei casi più gravi, ulcerazioni e bocca secca.
  • Disturbi alimentari: Episodi di “vomito indotto” aumentano drasticamente il rischio di lesioni erosive. L’erosione colpisce il 20% dei pazienti con anoressia nervosa e più del 90% quelli con bulimia nervosa. Anche in questo caso, le superfici palatali degli elementi anteriori superiori sono un valido segno diagnostico.

Fattori estrinseci

Rappresentano la causa più comune e sono strettamente legati al pH delle sostanze assunte:

  • Bevande acide, sport drink e alcolici: Molti di questi prodotti hanno un pH inferiore alla soglia critica di 5,5, al di sotto della quale inizia la demineralizzazione. Esempi includono la Coca Cola (2,7), la Pepsi (2,7) e il vino (generalmente 3-4).
  • Alimenti acidi: Diete ricche di frutta (es. limone pH 1,8-2,4; arancia pH 2,8-4,0) o condimenti come aceto (pH 2,4-3,4) rappresentano un rischio.
  • Sport e iposalivazione: La disidratazione e la fisiologica riduzione del flusso salivare, indotte dall'attività fisica intensa, unite al consumo di bevande sportive acide, amplificano il rischio erosivo.


Altri fattori

Farmaci per l’asma: Possono modificare il flusso salivare e il pH orale, e spesso causano reflusso gastroesofageo. Hanno un pH basso e possono indurre iposalivazione.

Gravidanza: La maggior tendenza a episodi di nausea, soprattutto nei primi mesi, e le variazioni nelle abitudini alimentari aumentano il rischio. 


Scenari e stadi clinici dell'erosione

L’erosione dentale si manifesta clinicamente in due scenari progressivi: la dissoluzione acida pura e la combinazione con l’usura meccanica. La progressione non è solo superficiale: a livello della dentina, l’esposizione prolungata agli acidi distrugge lo smear layer e apre i tubuli dentinali, aumentando significativamente il rischio di ipersensibilità dentale.

1. Dissoluzione acida pura

Questo stadio è tipico delle fasi iniziali, in cui l’effetto erosivo delle sostanze acide prevale. Il danno consiste in una rimozione graduale, ma inesorabile, dello strato minerale.

  • Manifestazione clinica: Sebbene non siano ancora evidenti alterazioni anatomiche macroscopiche o la comparsa di ipersensibilità dentinale, si può osservare una lieve opacità o perdita di lucentezza dello smalto.
  • Importanza: Questa fase rappresenta il momento migliore per intercettare il problema e attuare misure preventive, bloccando la progressione verso un peggioramento clinico. 

2. Combinazione di erosione chimica e usura meccanica

Questo stadio si verifica quando il problema erosivo si protrae nel tempo e viene intercettato tardivamente.  Se l’erosione porta ad un assottigliamento eccessivo delle strutture dentarie, queste si possono rompere facilmente, diventa vulnerabile anche alle azioni meccaniche.

  • Fattori aggravanti: Masticazione, errato spazzolamento quotidiano (specialmente con prodotti abrasivi e /o tecniche inadeguate) e parafunzioni , aggravano la perdita di tessuto.
  • Progressione in profondità: Nei casi avanzati, l’erosione raggiunge la dentina, un tessuto più vulnerabile a causa della sua minore mineralizzazione e della maggiore percentuale di matrice organica. Il processo tende a iniziare a livello della giunzione amelo-dentinale.
  • Conseguenze: Maggiore è l’esposizione dentinale, più avanzata è la condizione erosiva, con un aumento del rischio di sensibilità dentale e complicazioni strutturali.

Diagnosi, classificazione e monitoraggio

Una diagnosi precoce è fondamentale, poiché l’erosione dentale è spesso sottovalutata.

Il sistema di classificazione BEWE

Per standardizzare la valutazione dell’usura erosiva, è stato introdotto il sistema BEWE (Basic Erosive Wear Examination) nel 2008 da Bartlett, Ganss e Lussi. Si tratta di una scala a quattro punti (da 0 a 3) che consente una valutazione rapida e riproducibile dell’erosione dentale.

Il sistema BEWE valuta il grado di erosione sulla superficie di tutti i denti presenti in un sestante. Tuttavia, per l’assegnazione del punteggio di un sestante, viene preso in considerazione solo il risultato più alto rilevato al suo interno.Il sistema BEWE divide la dentatura in sei sestanti e richiede l’ispezione di tutte le superfici dentali esposte all’ambiente orale.

Procedura di punteggio

1.     Ispezione visiva: Il dentista o l’igienista esamina visivamente tutte le superfici dei denti (vestibolare, linguale/palatale, occlusale/incisale) presenti all’interno di ciascun sestante.

2.     Assegnazione del punteggio (Scala 0-3): Per ogni sestante, si assegna il punteggio più alto rilevato su qualsiasi superficie dentale. Non si sommano i punteggi dei singoli denti.

    o   Punteggio 0: Nessun segno di usura.

    o   Punteggio 1: Perdita iniziale di smalto, appena visibile (es. opacità, perdita di lucentezza).

    o   Punteggio 2: Perdita di smalto più pronunciata, con esposizione della dentina su una superficie inferiore al 50%.

    o   Punteggio 3: Grave perdita di sostanza, con esposizione della dentina su una superficie superiore al 50% o alterazione significativa della morfologia dentale.

3.     Dopo aver assegnato il punteggio (0, 1, 2 o 3) a tutti i sei sestanti, si calcola il punteggio cumulativo totale sommando i sei punteggi parziali. Questo totale permette di definire il livello di rischio del paziente, determinante per la successiva gestione clinica.


  

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Oltre all’esame clinico e all’uso del BEWE, strumenti moderni permettono di monitorare con precisione l’evoluzione dell’erosione:

  • Fotografia clinica: Strumento efficiente per l’individuazione e il monitoraggio.
  • Scansioni intraorali: Consentono di monitorare la progressione dell’erosione attraverso la sovrapposizione delle immagini digitali, permettendo di valutare l’efficacia delle terapie preventive o di pianificare un intervento terapeutico o protesico mirato. 


La Linea CURASEPT BIOSMALTO

Protezione ErosioneAlla luce dei fattori di rischio e delle caratteristiche cliniche dell’erosione, è necessario adottare un protocollo di igiene orale quotidiana che agisca in modo sinergico, proteggendo lo smalto dagli attacchi acidi e riportando il pH orale a livelli fisiologici.

La linea CURASEPT BIOSMALTO Protezione Erosione è stata sviluppata con una formula innovativa per contrastare l’erosione acida in presenza di fattori di rischio intrinseci ed estrinseci.

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Con il contributo non condizionante di CURASEPT.


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FONTI

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