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09 Giugno 2015

Tar riammettono studenti da atenei esteri. Carrassi (Unimi): ci perde chi fa il test


Diventa un precedente la sentenza del Consiglio di Stato numero 1 di quest'anno che consente agli studenti di medicina ed odontoiatria trasferiti all'estero - anche per aggirare i quiz d'ammissione ai corsi di laurea - di iscriversi superato il primo anno di corso fuori sede.

A confermare che le Università devono ammettere gli studenti di rientro dal 2° anno in poi, se in regola con i crediti e se c'è posto, è ora una sentenza del Tar Lazio che dà ragione a uno studente romano: proveniente dall'Università Nostra Signora del Buon Consiglio di Tirana, ambiva ad iscriversi a Tor Vergata. L'ateneo aveva detto no e lo studente ha fatto ricorso al Tar chiedendo l'annullamento del bando dei test 2014 laddove pone il superamento dei quiz come condizione necessaria per l'iscrizione di tutti.

Riflette il Preside di Medicina dell'Università degli Studi di Milano Antonio Carrassi: "In effetti fino al 2014 nell'occuparsi di rientri di giovani provenienti da Facoltà straniere il Consiglio di Stato era sulla posizione di dire no a chiunque non avesse superato il test quale che fosse il paese di provenienza. La sentenza 1/2015 in plenaria, più cogente, ha sostenuto una posizione diversa affermando che per il rispetto dei trattati europei possono presentare domanda di "rientro" anche soggetti trasferiti all'estero che non avevano superato il test in Italia a due condizioni: primo, nell'università di destinazione ci devono essere posti disponibili sulla base dei numeri stabiliti dal decreto ministeriale facoltà per facoltà; secondo, lo studente deve avere curriculum e crediti adeguati. A Milano una sentenza del Tar ha peraltro imposto la riammissione di quattro studenti per i quali l'ateneo aveva verificato che non sussistevano le condizioni, e il giudizio finale per questo contenzioso è previsto a gennaio 2016".

I principi in base ai quali gli studenti sono riammessi - avere accesso al massimo numero di posti disponibili per studiare, allargando l'orizzonte a tutta Europa - valgono nell'Unione Europea da cui l'Albania è fuori. Però il corso di Odontoiatria a Tirana è stato avviato nel 2005 con il supporto scientifico, tecnico, metodologico, gestionale e didattico di personale dell'ateneo di Tor Vergata a Roma; i due corsi dunque presenterebbero omogeneità nella preparazione offerta. Il Tar Lazio ha invece negato che lo studente possa essere risarcito per danni "subiti e subendi" perché se l'ateneo non ha posti immediatamente reperibili il problema di iscriverlo è oggettivo.

"La mia posizione -dice Carrassi - è che appare fondamentale mantenere il numero programmato negli accessi ai corsi di laurea, ricavato in relazione al fabbisogno di operatori nel Paese e alle disponibilità formative degli atenei in termini di tempo d'aula. Esulare da tali principi è andare nella direzione sbagliata ed accettare trasferimenti di giovani iscritti all'estero senza prima fargli fare il test crea una discriminazione con i nostri studenti. Quel test va superato a costo di ripeterlo più volte".

Mauro Miserendino per Doctor33

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