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09 Ottobre 2015

Gli zuccheri semplici sono alla base del processo carioso. Per IADR la carie non è una patologia multifattoriale


L'International Association for Dental Research (IADR) è un gruppo di ricercatori  internazionali accademici e non che ha come mission la salute orale  globale ed opera in partnership con le associazioni dentali nazionali, l'industria, le università . Ha pubblicato di recente due report che sottolineano  il ruolo degli zuccheri semplici (free sugars) come  principale agente cariogeno e criticano  invece il pensiero che la carie sia una patologia multifattoriale.

Il primo report  è di Aubrey Sheiham epidemiologo Britannico che ritiene  gli zuccheri semplici  la principale  determinante della carie mentre gli altri fattori, flora batterica in primis, svolgerebbero solamente un effetto gregario. 
Free sugars, per l' Organizzazione Mondiale della Salute ( OMS), sono i mono o  disaccaridi  aggiunti agli alimenti dall'industria alimentare dai cuochi o dal consumatore stesso, otre agli zuccheri del miele e dei succhi di frutta naturali.
Non viene fatta, quindi, alcuna distinzione tra gli zuccheri aggiunti dall'uomo al cibo e quelli presenti in natura.
Tra i fattori responsabili della carie, scrive Sheiham, si annovera  la flora batterica, il flusso salivare, il ruolo delle sostanze acide. Definire però la carie una patologia multifattoriale è fuorviante poichè senza i free sugars la carie non si realizzerebbe.  

Oggi è chiaro che la catena dei fenomeni che portano alla lesione cariosa parte da qui. Perchè  definire la carie come una malattia trasmissibile ed infettiva, se i microrganismi sono ubiquitari nelle bocche ed è solo il substrato zuccherino che stimola poi la crescita dei patogeni, la loro adesività e la produzione di sostanze acide  necessarie alla realizzazione della lesione?

Provano a dare una risposta al quesito Beau Meyer, DDS, e Jessica Y. Lee, DDS, ricercatori presso la University of North Carolina a autori del report "legame tra zucchero, carie dentale, e politiche  sanitarie" in cui sostengono che occorrerebbe un cambiamento comportamentale difficile però da intraprendere perchè l'industria dello zucchero ha una notevole influenza su comitati e organizzazioni internazionali.  

Alcuni progressi si stanno però realizzando, l'OMS ha modificato di  recente le linee guida sui consumi di zuccheri puri.  Anche se era auspicabile una tolleranza zero   si sono mossi piccoli passi nella giusta  direzione.  "E' fortemente  raccomandato  un consumo di free sugars giornalieri  inferiore al 10% dell' apporto energetico  totale  anche se è consiglabile - Continua lo  statement dell' OMS - non superare il 5% dell'apporto energetico".
 
Gli Autori lanciano poi un appello ai politici che abbaino il coraggio di sviluppare delle politiche che disincentivino l'aggiunta di zucchero agli alimenti e alla comunità scientifica che dia voce al problema per migliorare la salute della popolazione.

A cura di: Davis Cussotto, odontoiatria libero professionista Twitter @DavisCussotto
 

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