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15 Aprile 2007

Decontaminazione, disinfezione, sterilizzazione: quanto costano?

di C. Guastamacchia


Sia lo Zeitgeist (“spirito del tempo”) che un’ovvia ed elementare ragione medica stabiliscono che tutte le nostre procedure operative quotidiane si debbano svolgere con la più ampia garanzia igienica per il paziente. Questo assunto fondamentale e incontestabile viene tuttavia sempre esaltato senza che si presti sufficientemente attenzione al costo di questa esigenza. Un’esemplare analogia servirà a meglio comprendere il problema. Supponiamo (evidentemente per assurdo) che in un appartamento non vi sia acqua corrente e, di conseguenza, non ci si possa lavare né compiere alcuna manovra “igienica”: è chiaro che ben presto ci si renderebbe conto che quella situazione va migliorata… introducendo, appunto, l’acqua corrente. Bene: è assolutamente scontato che l’introduzione di questa “novità” (imprescindibile ma, rispetto a prima, assoluta “novità”) ha un costo. Aggiungiamo: un costo niente affatto piccolo ma, anzi, molto elevato.
Qualcosa del genere è accaduto con l’introduzione “cogente” di numerose norme garantiste riguardo all’igiene delle nostre sedi di lavoro. Nell’ultimo numero (marzo 2007) del bollettino CRA (Clinical Research Association) viene perfettamente documentato che, per gli USA, l’aumento in questione oscilla tra il 18 e il 20%. Crediamo che l’Italia non sia da meno, a parità di modifiche. Trasferire questo aumento dei costi sul paziente non è facile, soprattutto perché nessuna campagna ad hoc viene fatta per informare il paziente di questa costosissima “novità”. Ma non basta: quanto detto si riferisce a una sede di lavoro in cui il dentista abbia una sola assistente. Ben presto, tuttavia, ci si rende conto che, per ottemperare a tutto quanto venga richiesto (beninteso: se lo si vuole fare!) una sola assistente non basta. Ecco, allora, che con la seconda assistente i costi aumentano, passando a un 28% che può anche trasformarsi in un 30%.
Tutto ciò, si badi bene, indipendentemente dall’inflazione o dall’aumento delle spese “generali” che, ovviamente, intanto non diminuiscono, anzi…
Che fare? Ecco alcuni suggerimenti, secondo noi indispensabili:
1. sottolineare alle autorità competenti che tutto questo ha un costo elevato e, per farglielo ben comprendere…
2. …esigere e verificare che tutte le sedi pubbliche rispettino quanto viene richiesto a noi privati;
3. far “toccare con mano” ai singoli pazienti come ogni garanzia al riguardo sia molto dispendiosa;
4. analizzare ergonomicamente le procedure operative che possono far ridurre tempi e costi di tali garanzie.
Altri suggerimenti? Li aspettiamo con ansia: avete qualche proposta da fare?



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