Si celebra domani giovedì 21 settembre la XXII giornata mondiale dell'Alzheimer una malattia di cui ancora poco si è capito, senza cure se non farmaci che rallentano il suo avanzare, che colpisce una persona ogni 3 secondo: nel mondo sono 46,8 milioni le persone affette in Italia sono 600 mila.
Malattia che incontra la salute orale in molti aspetti, quelli scientifici li abbiamo sintetizzati in questo articolo.
L'altro fronte per la gestione dei pazienti con declino cognitivo e con demenza è l'umanizzazione dell'assistenza e il supporto alle famiglie ed ai caregivers, veri baluardi nel trattamento e nello sviluppo di programmi di recupero ed assistenza domiciliare.
La cura dei pazienti con demenza dovrebbe essere continua, globale e personalizzata, trattando l'intera persona in base alle sue esigenze e preferenze e dovrebbe essere integrata a tutti i livelli di assistenza sanitaria e di assistenza sociale e familiare.
Il recupero ed il mantenimento della salute orale rientrano a pieno titolo nel trattamento di questi pazienti, che vanno rispettati nella loro fragilità a cominciare dallo sviluppo di piani terapeutici appropriati, che anche nelle fasi precoci o latenti della malattia tengano conto dell'età e dei fattori di rischio evitando terapie complesse il cui mantenimento nel tempo possa presentare difficoltà per il paziente. In seguito il monitoraggio e la gestione protesica e igienica dovrebbero essere eseguite di concerto con i caregivers, opportunamente formati in tal senso, e messi in grado inoltre di interpretare eventuali sofferenze orali del paziente che negli stadi più avanzati di malattia non riesce a comunicare propriamente. Da questo punto di vista andrebbe rivista la scala di priorità che, nelle fasi iniziali in cui il paziente potrebbe essere ancora trattato ambulatoriamente in modo risolutivo, vede spesso la bocca passare in secondo piano venendo a costituire poi un problema di difficile soluzione in caso di urgenze e trattamenti di bonifica e ripristino quando il paziente non è più collaborante. (Perra C, Notarelli A, Lo Presti E. Prevenzione Odontostomatologica 2010, 4: 13-16)
Anche del ruolo dell'odontoiatra nella prevenzione e nella cura delle demenze si è parlato a Gavirate il 2 e 3 Settembre, durante il festival dell'Alzheimer, organizzato dal prof. Marco Trabucchi, geriatra e presidente dell'Associazione italiana di psicogeriatria, e da Michele Farina, giornalista del Corriere della Sera, autore di "Quando andiamo a casa?: Mia madre e il mio viaggio per comprendere l'Alzheimer. Un ricordo alla volta".
Il programma del festival ha coinvolto la molteplicità dei soggetti implicati nella cura delle demenze, e soprattutto i pazienti e le loro famiglie, nella loro variegata distribuzione e caratterizzazione e nei loro diversi bisogni di attenzione e cura.
Fil rouge della maratona la centralità non del singolo paziente ma di tutto il nucleo familiare e di cura, e soprattutto la necessità impellente per i malati e per tutta la società di togliere alla demenza nelle sue diverse forme il marchio della "vergogna", che comincia dalle difficoltà diagnostiche e ancora oggi permea il percorso di vita, spesso lungo e ancora potenzialmente ricco di possibilità, dei pazienti e dei loro cari.
Ed ecco materializzarsi a Gavirate in un ambiente festoso e animato medici, care-givers, terapisti occupazionali e riabilitativi, psicologi e tante altre figure di supporto e cura, ma anche artisti, attori, personaggi dello spettacolo e della cultura, rappresentanti della tradizione culinaria italiana, maestri di yoga e di canto e molto altro per dare la misura di quanto ancora un malato di Alzheimer possa fare per continuare ad essere, seppur diversamente, presente.
Al tavolo dedicato alle domande e al dibattito anche il ruolo centrale dell'odontoiatra nel prevenire e accogliere, con la dott.ssa Costanza Micarelli (nella foto), consigliere dell'Accademia Italiana di Odontoiatria Protesica che ormai da tempo ha affiancato all'eccellenza nella formazione scientifica un ruolo di servizio nei confronti dei pazienti per spiegare, rassicurare, indirizzare pazienti e colleghi in modo corretto dal punto di vista scientifico e umano.
In un contesto colloquiale e aperto, partecipato da scienziati del calibro della Prof.ssa Amalia Bruni, direttrice del centro di neurogenetica della Calabria, dal Prof. Trabucchi e da pazienti, familiari e terapisti è stata accesa la luce su un aspetto raramente considerato, ma la cui importanza sta assumendo una crescente evidenza. L'AIOP si è messa come sempre a disposizione delle associazioni dei pazienti per concretizzare il messaggio lanciato a Gavirate: dalla bocca alla mente: il valore di un sorriso.
In un momento in cui l'odontoiatria, medici e pazienti, è assediata dalla monetizzazione, dalla "aziendalizzazione" nelle sue diverse sfumature è fondamentale che si riporti ogni volta che ce n'è l'occasione lo sguardo sul ruolo deontologico di cura dell'odontoiatra, che rischia di venire travolto dalla commercializzazione di una professione che è prima di tutto una branca della medicina.
Risulta interessante a questo proposito la conclusione di un articolo apparso sul J of American Geriatrics Society nel 2015 a termine di un periodo di tre mesi di addestramento multidisciplinare al trattamento del paziente anziano rivolto a tutte le figure coinvolte, mediche e paramediche: la partecipazione maggiore e la maggior condivisione delle informazioni sono state a carico degli infermieri e delle famiglie, laddove il personale medico, tra cui i dentisti, sono risultati meno coinvolti in un trattamento interprofessionale. L'articolo conclude sollecitando gli operatori sanitari inclusi i dentisti all'aumento della conoscenza nella cura del paziente anziano, particolarmente se affetto da demenza, e allo scambio interprofessionale.
(Solberg et al. Geriatric Care Boot Camp: An Interprofessional Education Program for Health Care Professionals. J Am Geriatr Soc. 2015 May; 63(5): 997-1001.)
Conclusione che può essere condivisa e auspicata, soprattutto alla luce di quanto ascoltato e visto, a Gavirate, da chi questi problemi li vive quotidianamente.
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