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10 Gennaio 2018

Albo degli Igienisti Dentali, le considerazioni (a freddo) di UNID. Questi i passaggi ancora da compiere e le nuove questioni che si aprono


Il nostro Sistema Sanitario, seppur tanto criticato, è uno tra i più efficaci nonostante l'ultima riforma delle professioni operanti nel settore risalga a poco più di 70 anni fa. Nell'arco di questo tempo comunque l'Italia non è rimasta a guardare e si è adeguata alle normative Europee e ai nuovi profili, creando una vasta rappresentanza di quegli operatori della salute, nati dalla frammentazione della madre medicina, conferendo così al sistema un valore aggiunto detto specializzazione delle competenze.

Tale valore, nell'arco del tempo ha assunto sempre più importanza soprattutto per il fatto che oggi il cittadino/paziente ha la possibilità di farsi curare da professionisti competenti ed in base ad esigenze specifiche.

Sono circa 22 le professioni nate dalla legge 42/99 e successive a cui mancava l'ultimo passaggio, quello della vigilanza del Ministero della Salute attraverso l'istituzione degli Ordini Professionali. Attraverso l'approvazione della DDL Lorenzin, le professioni sono riconosciute e valorizzate e con esse si aggiorna un Sistema Sanitario datato 1946. Per le professioni che ancora non erano "ordinate" come la nostra, potrebbe cambiare molto.

Sono tante le domande che ci poniamo, ma soprattutto siamo in attesa di vedere se tutto questo cambierà il nostro modo di vivere la professione. In maniera semplicistica diremo che gli Ordini non saranno enti economici, ma enti pubblici sussidiari dello Stato quindi saranno sottoposti alla vigilanza del Ministero della Salute; saranno degli organi centrali che conterranno gli Albi professionali, nel nostro caso l'Ordine sarà quello dei Tecnici Sanitari di Radiologia medica e delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione e ogni professione avrà il proprio Albo, quindi noi avremo l'Albo degli Igienisti Dentali,

Albo aspettato e agognato da più di un decennio.

Attraverso una quota annua, ognuno di noi avrà l'opportunità di essere iscritto ad un elenco pubblico che lo stesso cittadino potrebbe consultare, così come avviene per i Medici e gli Odontoiatri. Per il cittadino/paziente, sarà una certezza appurare il titolo e quindi le competenze di chi lo sta curando, l'operatore sanitario a sua volta verrà tutelato e se prima l'assicurazione professionale era un indicazione, ora diventa obbligatoria per tutti.

L'Ordine sarà un ente supremo dove verranno convogliate tutte le problematiche legate alle iscrizioni, alle certificazioni, agli atti d'abuso che colpiranno pesantemente anche chi lo agevola, alle rappresentanze ministeriali o Universitarie e quant'altro.

A questo punto però ci chiediamo, se la legge impone alle professioni non ordinate, l'iscrizione all'INPS e quindi alla odiata Gestione Separata, ora che ci hanno Ordinati, chi o cosa provvederà alla nostra previdenza?
Rimarremo ordinatamente nei cassetti dell'INPS o cosa?

Ovviamente è prematuro parlarne, visto che l'attuazione della legge Lorenzin deve passare dai famosi Decreti, ma sicuramente ognuno di noi, sotto sotto se lo sta chiedendo. Noi di UNID come associazione rappresentativa per il Ministero, abbiamo potuto e voluto essere partecipi di questo grande traguardo e oggi l'attuale Direttivo al suo secondo mandato è ben lieto di essere testimone di questo storico cambiamento per cui anche i passati Direttivi hanno lavorato e dal quale ci aspettiamo di essere tutelati e riconosciuti in tutti i contesti. La nostra professione ci ha imposto dei compiti ben precisi che abbiamo onorato a tutela e per il benessere della salute del cittadino, lavorando a fianco dell'odontoiatra o in autonomia, ma sempre con la massima professionalità. Siamo quindi entusiasti di essere stati riconosciuti come professione Ordinata e di aver raggiunto uno degli scopi per cui UNID è nata ed ha sempre lavorato con la massima chiarezza e la massima disponibilità, continuando a portare avanti gli obiettivi preposti così come abbiamo fatto con l'Albo o con l'abusivismo che ci ha portato alla collaborazione con i NAS per tutelare i nostri soci, ma soprattutto l'utente.

Vogliamo e sentiamo questo cambiamento come un momento di progressione dove la nostra professione e professionalità acquisisce un grado in più rispetto al passato e la giusta ricompensa per chi come noi ha lavorato per arrivare ad oggi che ancor più di prima, resterà al fianco degli associati per accompagnarli attraverso il percorso che si sta delineando.

A cura di: Team Redazione U.N.I.D.

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