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11 Novembre 2015

Sedazione in pedodonzia. Le linee guida dell'AAPD per prevenire complicanze

di Davis Cussotto


Utilizzare la sedazione in pedodonzia, consente di raggiungere buoni risultati soprattutto nei pazienti fobici, nei portatori di handicap o in presenza di numerose lesioni cariose.

Nausea, vomito e sonnolenza sono effetti collaterali frequenti ma che si possono prevenire con adeguate istruzioni postoperatorie e con una attenta vigilanza.

A sostenerlo sulle rivista Anestesia Progress è Annie Huang, professore presso l'University of Southern California.

La difficoltà al risveglio e i disturbi respiratori si manifestano perchè i piccoli pazienti lasciano troppo presto lo studio. Per evitare le complicanze più gravi, che vanno dai danni cerebrali alla morte, occorre attenersi alle dieci linee guida stilate dalla American Academy of Pediatric Dentistry (AAPD):

1) Somministrare i sedativi per bocca solo in presenza di un medico anestesista.

2) Attenta valutazione medica e chirurgica del piccolo paziente per escludere situazioni di rischio anestesiologico.

3) Rigoroso rispetto della regola del digiuno.

4) Esame delle vie aeree per escludere situazioni anatomiche che potrebbero favorire l'ostruzione, in primis l'ipertrofia tonsillare.

5) Chiara consapevolezza della farmacocinetica e farmacodinamica dei farmaci utilizzati e delle possibili interferenze con altre terapie utilizzate dal piccolo paziente.

6) Attrezzature adeguate per la gestione delle vie aeree e accesso venoso attivo.

7) Competenza del personale in fatto di rianimazione e basic life support.

8) Monitoraggio dell'anestesista o di personale qualificato durante la fase di cura dentale.

9) Presenza di una "sala di osservazione" all'interno dello studio in cui si segue il paziente dopo l'intervento sino al completo recupero dello stato di coscienza.

10 ) Adeguate istruzioni di dimissione.

Il cocktail di farmaci utilizzati comprende oppiacei (Morphina), benzodiazepine (Diazepam, Midazolam) antistaminici (Idrossizina) e anestetici locali (lidocaina) talvolta associati a inalazione di Protossido di Azoto.

A cura di: Davis Cussotto, odontoiatria libero professionista Twitter @DaviCussotto

Inserito il 13 Novembre 2015: Sull'argomento leggi le precisazioni del prof. Luigi Paglia

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