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27 Marzo 2017

Legionella: nessun maggior rischio di contagio per gli operatori odontoiatrici. I risultati da un'indagine statunitense

di Lara Figini


La legionella è un genere di batteri gram-negativi aerobi di cui sono state identificate più di 50 specie, suddivise in 71 sierotipi. E' l'agente eziologico della legionellosi, una malattia opportunistica che colpisce più frequentemente persone affette da altre malattie sistemiche o con un sistema immunitario indebolito per l'età o per l'assunzione di farmaci. La legionellosi può manifestarsi sia come legionellosi vera e propria, che come una grave e potenzialmente forma letale di polmonite, o come febbre di Pontiac, o con sintomi simili a influenza. Dai casi di legionellosi riportati dai Centri per il Controllo delle Malattie e la Prevenzione (CDC), il 44% dei casi ha richiesto della terapia intensiva, e il 9% sono risultati letali.

La Legionella è in grado di sopravvivere in acque di varie temperature, vari pH, a vari contenuti nutrienti, e con vari livelli di ossigeno, quindi è comune sia in ambienti acquatici naturali che artificiali. La Legionellosi si contrae attraverso l'aspirazione o inalazione di aerosol di acqua contaminata. In ambito odontoiatrico una varietà di apparecchiature dentali, come manipoli ad alta e bassa velocità, strumenti ad ultrasuoni, e siringhe ad acqua nebulizzata, producono abbondanti e costanti aerosol di acqua per cui il personale odontoiatrico potrebbe essere maggiormente esposto al rischio di contrarre la Legionellosi. Sul tema, il rischio di contrarre il batterio nello studio odontoiatrico, si è aperto un ampio dibattito che è arrivato fino ai tavoli ministeriali includendo la prevenzione nello studio odontoiatrico tra i capitoli delle linee guida non ancora pubblicate in Gazzetta Ufficiale.

I risultati di una ricerca condotta quasi 3 decenni fa, quando però vi erano ancora sistemi di disinfezione/sterilizzazione ben diversi dagli attuali, suggerivano che il rischio di contrarre l'infezione da specie Legionella tra il personale dentale era da 2 a 7 volte maggiore rispetto alle persone comuni che non avessero contatti lavorativi con l'ambiente odontoiatrico.

Ma allo stato attuale è ancora così?

Uno studio recentissimo americano pubblicato su JADA di marzo 2017 tratta questa problematica con l'obiettivo primario di determinare la prevalenza di anticorpi di L pneumophila in persone coinvolte nell'ambito odontoiatrico negli Stati Uniti e confrontarlo con la prevalenza in una coorte di persone che non erano professionisti odontoiatrici allo stato attuale e comunque non avevano mai praticato nel settore odontoiatrico. L'obiettivo secondario dello studio inoltre è stato quello di caratterizzare i fattori di rischio per l'esposizione a L pneumophila.

Gli autori hanno ottenuto dati demografici e dati sulla frequentazione professionale di ambiti odontoiatrici mediante il Programma annuale di screening della American Dental Health Association con un sondaggio somministrato a un campione di popolazione a partire dal 2002 fino al 2012.

Gli autori hanno quindi prelevato campioni di siero ottenuti dai partecipanti inclusi nello studio per ricercare gli anticorpi L pneumophila.

Tra i 5.431 partecipanti, circa il 10% sono risultati positivi alla L pneumophila, senza differenze significative tra gli operatori odontoiatrici e non.

La posizione geografica è risultata essere l'unico predittore significativo di sieropositività, senza alcun aumento del rischio di essere esposti a L pneumophila associato con l'età, razza, sesso, anni di pratica odontoiatrica , ore di pratica odontoiatrica alla settimana, uso delle barriere di protezione, o pratiche di controllo delle infezioni.

Dai dati di questo studio americano si può concludere che lavorare in ambito odontoiatrico non aumenta il rischio di essere esposti a Legionella e che comunque l'uso di maschere o schermi è ancora considerato la miglior strategia per azzerarne il rischio.

A cura di: Lara Figini, Coordinatore Scientifico Odontoiatria33

Per approfondire:

Rates and predictors of exposure to Legionella pneumophila in the United States among dental practitioners Cameron G. Estrich; Stephen E. Gruninger; Ruth D. Lipman JADA marzo 2017 148(3)

 
 

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