A volte i "cervelli" in fuga (fortunatamente) ritornano anche se grazie ad un progetto legato borsa di studio. Almeno questo è quanto capita a Elena Calciolari (nella foto), odontoiatra di 32 anni che dopo una esperienza di alcuni anni in Inghilterra torna in Italia per gestire un progetto di ricerca volto a testare un metodo di screening dell'osteoporosi tramite radiografie dentali panoramiche.
La dottoressa Calciolari si laurea nel 2010 a pieni voti in Odontoiatria e Protesi Dentaria a Parma, nel 2012 si specializza all'Università di Siena in Parodontologia e nello stesso anno partecipa ad un concorso nazionale indetto dalla Società Italiana di Parodontologia (SIdP) vincendo una borsa di studio per intraprendere un dottorato di ricerca (PhD) allo UCL Eastman Dental Institute di Londra.
"Se ci fosse un momento sliding doors della mia vita, sicuramente sarebbe quello", dice ad Odontoaitria33 la dott.ssa Calciolari.
Grazie a questa borsa di studio nell'ottobre 2012 si trasferisce a Londra dove inizia la sua attività di ricercatrice "full time" sulle tematiche di osteoporosi, rigenerazione ossea e effetto dell'osteoporosi sul cavo orale con il professor Nikolaos Donos.
"Gli anni del mio PhD all'Eastman -racconta- sono stati estremamente stimolanti e mi hanno permesso di lavorare con i massimi esperti del settore, di partecipare a importanti congressi internazionali (da Boston a Stoccolma, a Milano e Seul) e di instaurare solide collaborazioni di ricerca che mi hanno fatto trascorrere dei lunghi periodi in Grecia e in Australia".
Dopo aver "difeso con successo il mio PhD", nel 2016 si sposta alla Queen Mary University di Londra, seguendo il professor Donos che nel frattempo è diventato il Direttore di un nuovo centro di ricerca clinica (Centre for Oral Clinical Research) e "dove ci occupiamo di tantissimi progetti di ricerca in ambito parodontale e implantare".
Accanto all'attività di ricerca "pura" pratica anche l'attività clinica lavorando nei fine settimana come parodontologa in un paio di studi odontoiatrici privati a Londra.
Negli anni riceve importanti riconoscimenti ma la svolta arriva con il premio L'Oréal UNESCO per le donne e la scienza che assegna ogni anno a 6 ricercatrici una borsa di studio di 20 mila euro. Il progetto di Elena è stato selezionato tra quelli presentati da 450 ricercatrici under 35 e si prefigge di individuare tempestivamente l'osteoporosi nelle donne in età post-menopausale attraverso una panoramica dentale. "Grazie a l'Oréal e UNESCO potrò finalmente rientrare in Italia (all'Università di Parma) dopo tanti anni all'estero, dove gestirò in maniera completamente autonoma un progetto di ricerca a me molto caro e che è volto a testare un metodo di screening dell'osteoporosi tramite radiografie dentali panoramiche".
Dottoressa Calcilari, quali sono i progetti di ricerca a cui lavora? Quali gli obiettivi?
Il filone di ricerca di cui mi occupo da ormai 5 anni è la rigenerazione ossea. In particolare, mi sono occupata di caratterizzare a livello molecolare (proteico) il processo di formazione ossea in condizioni di salute e in presenza di osteoporosi. L'idea è quella di identificare specifici proteine e segnali molecolari che potranno essere il target di terapie future mirate a migliorare il processo di formazione ossea anche in pazienti, come quelli osteoporotici, con problemi di metabolismo osseo. Inoltre da odontoiatra mi sono focalizzata sull'effetto dell'osteoporosi sul cavo orale e su come superfici impiantari diverse possano essere sfruttate per favorire la formazione ossea.
Consiglierebbe ad un giovane odontoiatra di seguire la sua esperienza?
Un'esperienza all'estero la consiglierei a tutti i giovani perchè ti apre la mente, ti arricchisce culturalmente e ti dà la possibilità di metterti in gioco. Il Regno Unito in particolare è stato, finora, un modello di successo nella ricerca scientifica ed è per questo che continua ad attrarre ricercatori da tutto il mondo. A parte l'aspetto della ricerca, anche l'attività clinica negli ospedali e studi privati offre molte opportunità a noi odontoiatri, per cui consiglierei assolutamente ai giovani colleghi un percorso simile al mio.
Come sta vivendo la Brexit? Sarà preclusa la possibilità per i dentisti italiani di venire a lavorare in Inghilterra?
Purtroppo la scelta della "Brexit" da parte del Regno Unito va nella direzione opposta all'apertura internazionale e rischia di avere effetti molto negativi sul sistema britannico. Non credo si arrivi alla preclusione per i dentisti italiani di lavorare in Inghilterra, ma già negli ultimi anni abbiamo assistito a un incremento della burocrazia per la conversione della laurea e a un innalzamento del livello di inglese richiesto per lavorare in Inghilterra. A livello poi di ricerca il rischio è che l'Inghilterra venga tagliata fuori dai grant europei e che diventi così un partner meno ambito per le collaborazioni scientifiche.
Come vede l'odontoiatria italiana, le manca il nostro Paese professionalmente parlando?
Professionalmente parlando, l'Inghilterra offre sicuramente più opportunità e meritocrazia dell'Italia. Il sistema inglese è estremamente efficiente e preciso, le facoltà di odontoiatria permettono ai giovani di fare moltissima pratica su manichino e paziente e la ricerca ha molti più fondi che in Italia. Non è però tutto oro quello che luccica. A livello lavorativo le cose che mi sono mancate di più sono l'elasticità e flessibilità italiana, la nostra capacità di adattarci alle situazioni, la nostra creatività e capacità di pensare al di fuori degli schemi. Io che mi occupo di Parodontologia posso dire che i migliori parodontologi del mondo rimangono probabilmente quelli italiani e abbiamo centri di eccellenza che non hanno assolutamente nulla da invidiare ai centri inglesi. Purtroppo però manchiamo talvolta di organizzazione e rigore e la ricerca in Italia è ancora troppo poco valutata.
Nor.Mac.
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