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29 Marzo 2011

Enpam: come sarà il futuro?

di Andrea Telara


Nuovi coefficienti per il calcolo delle rendite e una bussola per orientarsi tra le pensioni del futuro. Per gli iscritti all’Enpam, l’ente nazionale di previdenza e assistenza dei medici e degli odontoiatri, l’inizio del 2011 ha coinciso con l’arrivo di due importanti novità. La prima riguarda l’importo dei trattamenti pensionistici che, tradizionalmente, sono legati a doppio filo all’andamento dell’inflazione, cioè alla crescita dei prezzi al consumo. Nel gennaio scorso, come da copione, sono stati resi noti i dati dell’Istat sul caro-prezzi che, nel 2010, si è attestato attorno all’1,55% su base annua, contro lo 0,75% del 2009. Dunque, a partire dal 31 dicembre 2010, gli assegni erogati dell’Enpam a chi si è già messo a riposo sono stati rivalutati in base al tasso d’inflazione sopra menzionato.
L’aumento dei prezzi al consumo influirà però anche sull’ammontare delle pensioni future. Va ricordato, infatti, che l’assegno previdenziale viene calcolato (con un meccanismo non proprio semplicissimo da capire) secondo la media dei redditi dichiarati nel corso della carriera, rivalutati in base ai 3/4 del tasso d’inflazione e con altri coefficienti stabiliti a priori.

Il progetto busta arancione
Per gli iscritti all’Enpam, tuttavia, la novità più importante degli ultimi mesi è soprattutto un’altra: il progetto della Busta Arancione, appena perfezionato, che aiuta i camici bianchi a calcolare in anticipo le pensioni del futuro.
Consultando il sito dell’Enpam, oggi i medici e gli odontoiatri possono infatti ottenere una stima sull’assegno previdenziale che percepiranno tra 20, 30 o 40 anni, dopo essersi messi a riposo. Per effettuare i calcoli, bisogna fornire alcune informazioni importanti sul proprio profilo personale, come l’età, il sesso, la data di iscrizione all’Ordine e gli anni di carriera già maturati.
Il parametro più significativo è però il reddito medio percepito durante la carriera. Ogni contribuente che vuole stimare l’importo delle pensioni, infatti, deve specificare quanto guadagnerà, più o meno, nel corso di tutta la vita lavorativa. Una volta acquisite queste informazioni, un motore di calcolo fornisce automaticamente l’importo dell’assegno previdenziale che maturerà nei prossimi decenni.

Una situazione poco confortante
Occorre sottolineare che le simulazioni appena descritte vanno prese con il beneficio d’inventario. Il progetto della Busta Arancione non ha, infatti, la pretesa di calcolare al centesimo le pensioni del futuro. Più semplicemente, si tratta di una bussola per orientarsi, che consente ai medici e agli odontoiatri di capire in anticipo cosa li attende durante la terza età. I risultati, in alcuni casi, sono purtroppo tutt’altro che confortanti.
La prova arriva dalle tabelle riportate più sotto dove, utilizzando il servizio della Busta Arancione, sono state fatte alcune simulazioni sugli assegni previdenziali che percepiranno otto diversi profili di odontoiatra operanti in regime di libera professione.

 
 

GdO 2011;4

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