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21 Giugno 2011

Nuova iniziativa Andi contro l’abusivismo


Ogni giorno nel nostro Paese migliaia di cittadini sono truffati da operatori sanitari che li curano senza avere preparazione e strutture adeguate, compromettendo irreparabilmente la loro salute. Solo nel settore odontoiatrico sono stimati 20 mila dentisti abusivi, una piaga che da oltre 60 anni l’ANDI (Associazione Nazionale Dentisti Italiani) tenta di contrastare sensibilizzando l’opinione pubblica, ma soprattutto le Istituzioni chiedendo di inasprire le pene per coloro che esercitano illegalmente una professione sanitaria o per gli iscritti all’Albo che li “coprono” svilendo la propria professione.
Pur essendo l’esercizio abusivo di una professione sanitaria un reato penale, chi viene scoperto e denunciato quasi sempre non arriva alla condanna ma patteggia la pena con poche centinaia di euro di ammenda. Grazie alla sensibilità dei Parlamentari attenti al problema, negli anni sono stati molti i disegni di legge che hanno cercato di inasprire le pene per la violazione dell’art. 348 del codice penale, ma nessuno è mai stato approvato diventando legge.
Oggi in Parlamento giacciono 4 proposte di legge specifiche sul tema e solo una ha cominciato il percorso parlamentare in Commissione Giustizia tra molte difficoltà, nonostante vi sia una disponibilità bipartisan alla loro approvazione.
Sul tema, recentemente, sia il Ministro della Salute che quello della Giustizia hanno dichiarato la propria volontà di intervenire con provvedimenti ad hoc.
“Riteniamo che si debba e si possa trovare una soluzione rapidamente –dice il Presidente Nazionale ANDI Gianfranco Prada- per ripristinare la legalità in questo settore, ma soprattutto per tutelare la salute dei cittadini. Non è possibile indugiare ulteriormente, bisogna creare un reale deterrente legislativo che impedisca ai truffatori di continuare a delinquere”.
La proposta di ANDI è quella di inserire nel D.D.L. “Delega al Governo per il riassetto della normativa in materia di sperimentazione clinica e per la riforma degli ordini delle professioni sanitarie, nonché disposizioni in materia sanitaria”, attualmente in discussione alla Commissione Affari Sociali della Camera, un emendamento che permetta di confiscare le attrezzature ed ogni altro bene o strumento utilizzati, a qualsiasi titolo, per tentare o consumare il reato a coloro che vengano condannati per esercizio abusivo di una professione sanitaria.
“Per questo –continua il Presidente Prada- abbiamo chiesto aiuto al Ministro della Salute prof. Ferruccio Fazio, a quello della Giustizia On. Angelino Alfano, al Presidente della Commissione Affari Sociali della Camera On. Giuseppe Palumbo ai suoi Componenti ed ad altri 99 Parlamentari che hanno firmato le proposte di legge che giacciono in Parlamento sulla materia inviando questa mattina il testo dell’emendamento che vorremmo fosse inserito nel DDL Delega ed approvato. Confidiamo nella loro volontà di porre fine a questo meschino reato che da troppo tempo provoca danni irreparabili alla salute degli italiani”.
Questo il testo dell’emendamento proposto da ANDI
all’art. 348 del Codice Penale è aggiunto il seguente comma: “in caso di condanna per l’esercizio abusivo di una professione sanitaria, il giudice, oltre alla pena prevista dal comma precedente, ordina la confisca delle attrezzature, di ogni altro bene o strumento utilizzati, a qualsiasi titolo, per tentare o consumare il reato. La confisca si applica anche all’esercente la professione sanitaria che abbia prestato il proprio nome allo scopo di permettere il tentativo o la consumazione del reato. Della sentenza di condanna è data comunicazione all’Ordine dei medici chirurghi ed odontoiatri”;
all’art. 240 del Codice Penale è aggiunto al comma 2 il seguente numero: “3) delle attrezzature e delle cose che sono servite alla consumazione del reato di esercizio abusivo della professione odontoiatrica”.
Fonte: comunicato stampa Andi

 
 

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