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12 Aprile 2016

Non è possibile divulgare il numero dei prestanome sanzionai dall'Ordine. Per la CAO Nazionale un'associazione privata non può interporsi tra Enti pubblici


E' un "non è possibile" la risposta della CAO nazionale ad ANTLO in merito alla richiesta inviata dall'Associazione degli odontotecnici alle CAO provinciali il 5 Aprile scorso con la quale veniva chiesto di conoscere il numero di iscritti ai quali sono stati aperti procedimenti disciplinari per prestanomismo negli ultimi 5 anni.

"Ritengo opportuno sottolineare che per quanto importanti siano i contributi e le proposte avanzate dall'ANTLO in tema di lotta e contrasto all'abusivismo", scrive ai presidenti CAO provinciali il presidente nazionale Giuseppe Renzo. "Si tratta -ricorda Renzo- comunque, di un'associazione privata che agisce in autonomia e indipendenza e che si propone" e qui cita una passaggio della nota inviata da ANTLO alle CAO, "di essere strumento di collegamento fra odontotecnici e le Istituzioni, un mezzo per far giungere agli organi legislativi e di governo le idee, le istanze e le proposte di chi opera in prima linea nella tutela della salute dei cittadini".

Un' associazione privata che, per il presidente Renzo, "non può certamente interporsi, proprio per la sua natura privatistica, tra enti pubblici".

Le CAO Provinciali, in quanto organi ausiliari dello Stato, spiega il presidente Renzo nella nota, "svolgono funzioni di iniziativa e controllo dando il proprio concorso alle Autorità istituzionali nello studio e nell'attuazione di tutte quei provvedimenti volti alla tutela della salute dei cittadini. I dati e le informazioni di cui disponiamo vengono trattati nel rispetto delle normative e sono comunicati alle competenti autorità ministeriali, che sole hanno il diritto di esigere, qualora non in loro possesso, tutti gli elementi utili per un'eventuale indagine".

Per questi motivi il presidente nazionale CAO ritiene che "eventuali rapporti di collaborazione con le Autorità pubbliche non possano che essere gestite direttamente dai competenti organi rappresentativi della professione odontoiatrica".

Norberto Maccagno

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