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30 Novembre 2021

Allineatori trasparenti, Iandolo (CAO): “Vigilare sui rischi”

Chiesta attenzione verso le politiche di aziende sugli allineatori trasparenti e sulla possibilità di inviare i dispositivi direttamente a casa del paziente. Avviata interlocuzione con il Ministero 


Riflettori accesi, da parte della Commissione Albo Odontoiatri nazionale, sulle politiche di marketing di aziende produttrici di allineatori trasparenti.
Il Presidente della CAO nazionale, Raffaele Iandolo (nella foto), ha inviato una lettera a tutti i 106 presidenti delle Commissioni di Albo provinciali, invitandoli a svolgere una funzione di “vigilanza e segnalazione nei confronti dei propri iscritti rispetto ai rischi” di queste iniziative. Da parte sua, la CAO nazionale intraprenderà “le necessarie relazioni istituzionali con il Ministero della Salute”, al fine di monitorarne i possibili risvolti.

Al centro dell’attenzione, in particolare, l’iniziativa di un’azienda, che si propone di ‘reclutare’ odontoiatri partner: il produttore fornirebbe lo scanner per rilevare le impronte, e compenserebbe il professionista con una remunerazione secondo un tariffario prestabilito e con una copertura dei costi fissi, rendendosi disponibile anche ad erogare ulteriori benefit in cambio dell’occupazione dello studio. Sarebbe poi l’azienda a costruire, sulla base della scannerizzazione effettuata, e a inviare al domicilio del paziente il dispositivo. 

“In qualità di Presidente della Commissione Albo Odontoiatri Nazionale – scrive Iandolo - non posso esimermi dall’evidenziare che tale iniziativa sembra presentare elementi di criticità; in particolare essa va a incidere sulla dignità dell’esercizio professionale dell’odontoiatra e sulle eventuali connesse responsabilità medico-legali inerenti alla diagnosi finalizzata al trattamento o alla cura”. 

“Altro aspetto delicato risulta essere la possibilità da parte di un’azienda di inviare dispositivi medici su misura direttamente ai pazienti",  continua Iandolo. "Appare evidente che risulterebbero esserci i presupposti per la sussistenza di una lesione dell’indipendenza e dell’autonomia professionale nella diagnosi e nella terapia, ovvero nella predisposizione del piano di trattamento. Inoltre, occorre altresì evidenziare che l’aspetto economico (preventivo e tariffe) verrebbe gestito da soggetti terzi, anziché dal professionista”.

A cura di: Ufficio Stampa FNOMCeO

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