Dopo sette anni di discussioni e scontri tra Regioni e i vari Governi, sono stati definiti i nuovi Lea, i livelli minimi di assistenza sanitaria erogati dalle Regioni.
Il via libera sul testo del Decreto del presidente del consigio dei ministri (Dpcm) predisposto nel luglio scorso arriva dalla Conferenza delle Regioni nella sua ultima riunione prima dell’insediamento del nuovo Governo. L’obiettivo del documento è uniformare i Lea in tutte le Regioni al fine di garantire una assistenza minima uguale per tutti i cittadini italiani.
Per quanto riguarda l’odontoiatria pubblica sono poche le novità introdotte rispetto a quanto già oggi previsto. Dire che alcune prestazioni sono garantite, sapendo per una visita odontoiatrica in una struttura pubblica si può attendere anche fino a 270 giorni (fonte Tribunale diritti del malato), è come non erogare il servizio. Su questo punto il ministro Livia Turco aveva proposto di vincolare i finanziamenti destinati alle Regioni per la Sanità, alla reale applicazione dei Lea; ma non se ne è fatto nulla. Da segnalare come il Dpcm all’art.16 comma 3 inviti gli amministratori regionali, nell’attivare i programmi di assistenza, a basarsi sulle “migliori esperienze di collaborazione tra erogatori pubblici e privati accreditati”.
Che cosa prevedono i Lea odontoiatrici?
Stando a quanto approvato, a tutti i cittadini deve essere garantita la visita odontoiatrica al fine della diagnosi precoce di patologie neoplastiche del cavo orale e il trattamento immediato delle urgenze odontotostomatologiche (trattamento delle infezioni acute, emorragie, dolore acuto, molaggio di irregolarità smalto-dentinali conseguente a frattura). I nuovi Lea prevedono poi assistenza odontoiatria a carico del SSN limitata a programmi di tutela della salute odontoiatria nell’età evolutiva e assistenza odontoiatrica e protesica a determinate categorie di soggetti in condizioni di particolare vulnerabilità.
Per quanto riguarda il programma tutela della salute odontoiatrica nell’età evolutiva, se volgiamo la vera novità di questi Lea, si punta alla prevenzione riconoscendone il valore sociale. Le Regioni dovranno attivare programmi specifici verso i bambini da 0 a 14 anni. I programmi regionali dovranno prevedere monitoraggio di carie e malocclusioni; trattamenti delle patolgie cariose; correzione delle patologie ortognadontiche a maggiore rischio. Per quanto riguarda invece le prestazioni erogabili è prevista la visita a tutti i soggetti senza limitazione di frequenza (comprese radiografia endorale ed eventuale rimozione di corpo estraneo); nonché estrazioni, chirurgia parodontale, chirurgia orale ricostruttiva, ablazione del tartaro e così via.
Nell’indicare a chi destinare le risorse per l’assistenza odontoiatrica e protesica (soggetti con vulnerabilità sanitarie e sociale) il Dpcm definisce anche come individuare questi soggetti mediante criteri. Il primo prende in considerazione le malattie e le condizioni alla quali sono frequentemente o sempre associate complicanze di natura odontoiatrica (per esempio labiopalatoschisi e altre malformazioni congenite, alcune malattie rare, tossicodipendenza ecc). Il secondo prende in considerazione le malattie a causa delle quali le condizioni di salute potrebbero risultare aggravate o pregiudicate da patologie odontoiatriche concomitanti. Definita la vulnerabilità sanitaria viene specificato che si dovrà prevedere l’intervento quando il mancato accesso alle cure odontoiatriche possa mettere a repentaglio la prognosi “quoad vitam”.
I soggetti affetti da altre patologie (non a rischio morte) a cui possono associarsi complicanze di natura odontoiatrica potranno accedere alle cure dentali solo se la condizione patologica stessa risulti associata a una concomitante condizione di vulnerabilità sociale. A questi ultimi andranno garantite tutte le prestazioni previste dal piano sanitario individuale e incluse nel nomenclatore generale, esclusi protesi e interventi estetici. Rientrano comunque in questa fascia di vulnerabilità: pazienti in attesa o post trapianto (cornea esclusa); immunodeficienza grave; cardiopatie congenite cianogene; patologie oncoematologiche infantili, trattamento radioterapico per neoplasie del distretto cefalico; emofillia grave.
La vulnerabilità sociale è invece definita in tre distinte situazioni: di indigenza, di povertà, di reddito medio-basso.
Per stabilire il reddito il Dpcm suggerisce di utilizzare l’indicatore Isee o criteri analoghi. A tutti i soggetti riconosciuti appartenenti a questa categoria sociale dovranno essere garantite: visita, estrazioni dentarie, otturazione e terapie canalari, applicazione di protesi rimovibili (escluso il manufatto protesico); applicazione di apparecchi ortodontici ai soggetti 0-14 anni con indice Iotn = 5 (escluso il costo del manufatto); apicificazione ai soggetti 0-14 anni.
Redazione
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