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27 Gennaio 2023

Aggiornamento annuale delle ASO, alcune considerazioni

Abbondanza (IDEA): servono regole univoche in tutte le Regioni per gli erogatori degli eventi che rilasciano i crediti e per la verifica


E’ vero che dal 21 aprile 2018, con la pubblicazione del DPCM sul profilo, e confermato nel nuovo DCPM dello scorso anno, è entrato in vigore l’aggiornamento obbligatorio delle 10 ore annuali, ma sappiamo bene che la sua applicazione ha incontrato non poche difficoltà. Il recepimento regionale che avrebbe dovuto avvenire entro 6 mesi in realtà, in alcune regioni, è avvenuto dopo un anno ed oggi, dopo la pubblicazione del nuovo DPCM, le Regioni, tardano a pubblicare le indicazioni necessarie, come IDEA ha denunciato. Le Regioni hanno brancolato a lungo nel buio anche dopo il recepimento concentrandosi principalmente sull’erogazione della formazione per la certificazione della qualifica, cosa più impellente. E poi c’è stata la pandemia, l’impossibilità di organizzare eventi in presenza e le difficoltà di presenziare online dovute ai problemi di connettività che il nostro Paese presenta in molte zone.

Tutto questo ha fatto sì che l’aggiornamento, per molti ASO, non fosse accessibile immediatamente dopo la prima pubblicazione del DCPM del 2018.

Sull’aggiornamento annuale di almeno 10 ore rimangono, poi, ancora molti punti da chiarire e le poche Regioni che hanno dato indicazioni meno generiche di quelle contenute nel DCPM, lo hanno fatto in ordine sparso, provocano disparità territoriali.

Mancando totalmente le indicazioni, abbiamo assistito ad una organizzazione selvaggia di corsi fino al giorno in cui il Covid-19 ha spostato l’attenzione su tematiche più urgenti. Abbiamo ottenuto ben 2 rinvii delle scadenze per l’acquisizione della qualifica e la sospensione delle attività degli Enti di formazione a causa delle modifiche del DPCM sollecitate dalle associazioni di categoria, cosa che ha generato ulteriore confusione nel settore. 

Ogni giorno, come Associazione, ricevevamo e riceviamo ancora decine di telefonate e mail con la richiesta di chiarimenti in merito all’adeguamento per gli ASO in forza lavoro.

I disagi legati alle differenze di scadenze, di ore in presenza obbligatorie, di selezione degli enti preposti all’aggiornamento in alcune Regioni e la totale assenza di informazioni in altre hanno fatto sì che in maniera difforme gli ASO abbiano iniziato ad ottemperare all’obbligo di aggiornamento delle 10 ore (il minimo richiesto dal DPCM) ed ancora oggi, sorprendentemente, alcuni ASO, ma anche alcuni titolari di studio odontoiatrico, scoprono l’esistenza del DPCM con i relativi contenuti.

Considerato che la modifica del DPCM, pubblicato in G.U. il 3 maggio 2022, in cui si indica come termine ultimo entro il quale adeguare gli ASO rimasti in attesa di definizione dal 2018, all’art. 2 comma 5 recita “Nei casi di cui all'art.  11,  la  prima  annualità di aggiornamento deve concludersi  entro  dodici  mesi dall'entrata  in vigore del presente Accordo”, siamo convinti che siano ancora molti ASO che non hanno raccolto i crediti necessari e che potranno quindi mettersi in regola effettuando l’aggiornamento, come indica il DCPM. Tra gli obiettivi del rimaneggiamento del suddetto comma vi è proprio la volontà di stabilire, in via definitiva, le indicazioni per l’erogazione dell’aggiornamento dando uniformità di recepimento sul territorio nazionale.

Riteniamo che la priorità sia oggi sollecitare il Ministero a meglio regolamentare l’aggiornamento indicando chiaramente chi possa organizzare i momenti formativi e certificare le ore svolte, quali siano le sanzioni e creare un sistema di verifica e certificazione per gli ASO garantendo pari trattamento e disponibilità dell’offerta formativa.

L’aggiornamento dell’ASO è fondamentale ai fini dell’abilitazione allo svolgimento del lavoro, tuttavia IDEA reputa che la richiesta di adeguamento dell’aggiornamento pregresso, in un momento come questo in cui ancora si stanno definendo criteri, programmi e organizzazione, andrebbe ad appesantire la burocrazia ed a caricare di ulteriori costi gli studi e le tasche degli ASO disoccupati. 

Rossella Abbondanza: Presidente IDEA 

 
 

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