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11 Novembre 2024

Turismo odontoiatrico, nasce un sito per spiegare che è meglio rimanere in Italia

L’iniziativa della CAO di Lecce punta a sensibilizzare cittadini ed istituzioni. Caggiula: servono strumenti per contrastare il fenomeno a livello europeo


Sorrisisicuri cao foggia

Sono 200.000 gli italiani che in un anno vanno a curarsi i denti all'estero, un trend in continuo aumento, considerando che qualche anno fa erano 50.000. Tra le destinazioni più frequentate l’Albania, anche grazie a massicce campagne pubblicitarie via web e la facilità di raggiungere la capitale Tirana dall’Italia ed in particolare dalla Puglia. Ed è proprio dalla Puglia, dalla CAO Lecce, che nasce una campagna di comunicazione attraverso un sito internet, sorrisisaniesicuri.it, per fare capire ai cittadini i rischi di andare a farsi curare all’estero. “E’ un’iniziativa nata a difesa della salute dei cittadini e, di conseguenza, anche a tutela della professione medica”, spiega ad Odontoiatria33 il presidente CAO Lecce Salvatore Caggiula.  

I dati su quanti cittadini italiani vanno a farsi curare all’estero dimostrano come per la categoria il fenomeno sia un danno, ma è della salute dei cittadini che come CAO dobbiamo occuparci e ci preoccupiamo. L’obiettivo è fare capire, anche alle Istituzioni, che il turismo odontoiatrico è un problema di salute pubblica. Queste persone, una volta tornate in Italia con riabilitazioni realizzate molto spesso in modo non corretto e senza rispettare i tempi clinici necessari, hanno quasi sempre problemi molto gravi. Problemi che vanno a gravare anche sul nostro SSR, oltre che minare seriamente la salute dei cittadini”.  

Il presidente Caggiula dice che sono molti i pazienti che in seguito alle complicanze comparse si rivolgono agli odontoiatri pugliesi che spesso devono rinunciare a trattarli perché praticamente irrisolvibili. “Se come odontoiatri accettiamo di cercare di risolvere i danni fatti in Albania”, dice, “diventiamo responsabili in solido della malpractice. Di conseguenza diventa di fatto impossibile gestire e trattare le emergenze. La soluzione rimane la rimozione completa di quanto fatto all’estero. Per il paziente oltre il danno la beffa. E la doppia spesa, rifacendo tutto, sempre che la situazione clinica lo consenta”.  

Per sopperire a questo, il Presidente CAO Lecce spiega che alcune cliniche albanesi concordano con odontoiatri locali una sorta di assistenza e affittano i loro studi, dove dentisti albanesi vengono a seguire illegalmente i pazienti trattati oltremare. “Questi colleghi purtroppo non si rendono conto dei rischi a cui vanno incontro, sia legali che deontologici”, sottolinea Caggiula.  

Il sito sorrisisaniesicuri.it punta ad informare i cittadini sulla qualità delle cure fornite dai dentisti italiani ed i rischi di affidarsi alle cure all’estero attraverso approfondimenti e consigli. Per i pazienti c’è anche la possibilità di compilare un form e raccontare la propria esperienza in tema di turismo odontoiatrico.  

C’è anche la possibilità di rivedere i lavori di una giornata organizzata il 14 settembre dalla CAO Lecce, dedicata all’informazione sulla salute dentale, alla sicurezza delle cure e alla promozione dell’eccellenza odontoiatrica italiana.  

Presidente Caggiula che ci ricorda come Ordine e Forze dell’ordine non abbiano strumenti per combattere questo fenomeno a cominciare dal poter bloccare i messaggi pubblicitari veicolati attraverso i social. “Come CAO attiviamo i NAS sul territorio per effettuare verifiche negli studi che ci dicono si prestino a fare lavorare medici albanesi, senza titolo riconosciuto in Italia, o negli hotel, dove effettuano le prime visite prima di concordare il viaggio in Albania. Spesso però quando i NAS arrivano non c’è più nessuno. Serve una normativa più restrittiva a livello europeo e sono particolarmente contento che l’europarlamentare Michele Picaro, nostro corregionale, abbia portato il problema al Parlamento europeo”.

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