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20 Giugno 2007

Ortodonzia e medicina legale

di A. Levrini


Ortodonzia e medicina legale: un legame che un tempo era in sostanza sconosciuto ma che è destinato ad assumere importanza sempre maggiore con il passare degli anni. Contenzioso, responsabilità professionale, penale e civile, nesso di causa, danno da fatto illecito ecc: potremmo continuare così con altri termini giuridici che iniziano a comparire anche nell’esercizio della nostra professione. Sono ormai almeno dieci anni che l’ortodontista è costretto ad interessarsi anche di argomenti una volta estranei al suo lavoro. Secondo la maggior parte degli esperti in materia, le denunce contro gli ortodontisti sono in costante aumento.
Tra le cause principali di questo fenomeno dobbiamo ricordare l’incremento della divulgazione delle conoscenze scientifiche e le maggiori attese di risultato in una specialità di per sé complessa. Per quanto riguarda l’aumento delle conoscenze scientifiche da parte del paziente, in particolare, si può notare come l’interruzione del rapporto di fiducia, e quindi la conflittualità, sia causata da flussi errati o perlomeno inadeguati di informazioni che arrivano al paziente prima e durante la terapia. Purtroppo alcuni di loro se ne vanno ascoltando pareri professionali diversi e spesso contrastanti, talvolta con giudizi ipercritici e non corretti nei confronti della terapia in atto o già terminata.
Questo comportamento antideontologico induce dubbi e sospetti sulla gestione del caso clinico ed è la causa più frequente del contenzioso. Diventa quindi fondamentale il consenso informato durante il colloquio iniziale, nonostante il paziente o i genitori non abbiano tutte le competenze necessarie per comprendere in modo esauriente i problemi che devono essere affrontati.
Oggi non è più sufficiente offrire prestazioni di buona qualità, ma occorre anche dedicare molto tempo a comunicare e motivare. Il paziente (o i genitori) devono essere accuratamente informati con linguaggio facilmente comprensibile sul tipo di trattamento, sulle probabilità di successo ma anche sugli eventuali rischi di insuccesso. Il lavoro di informazione deve continuare durante tutta la terapia (consenso informato dinamico); si illustreranno i progressi e saranno discusse le eventuali difficoltà incontrate, in modo da stimolare la collaborazione e diminuire il rischio che altri pareri, magari non disinteressati, vadano a incrinare il rapporto di fiducia.
Visto l’interesse attualmente suscitato da questo argomento e il numero di lavori pervenuti in redazione, ci è sembrato particolarmente utile pubblicare un numero monografico che non pretende di essere esaustivo, ma perlomeno sufficiente a fornire un valido supporto in tema di ortodonzia. Per mantenere poi costante l’aggiornamento dal prossimo numero prenderà il via una rubrica su questo tema.



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