In un mondo ideale i pazienti non hanno paura e non provano dolore. Per quanto possa sembrare irreale, c'è chi lavora con impegno perché questo "mondo sognato" possa diventare reale: Umberto Montecorboli, medico, odontoiatra e docente presso l'Università di Chieti, ha messo a punto e sperimentato una metodica che può essere d'aiuto sia al paziente sia all'odontoiatra che abbia bisogno di gestire lo stress lavorativo.
La metodica ha bisogno di una strumentazione elettronica che occupa lo spazio di una valigetta e che, secondo il professore, potrebbe essere utilizzata in qualsiasi studio odontoiatrico. Vediamo come.
Che cos'è la stimolazione neurosensoriale polimodale
Immaginate di tenere un piccolo manipolo in ciascuna mano e di lasciarvi distrarre dalla sensazione tattile che esso vi dà attraverso vibrazioni alternate a destra e a sinistra.
Per i pazienti odontoiatrici questa stimolazione può già essere sufficiente a di-strarre la mente, ma l'ap-parecchio che gestisce i manipoli può farvi sperimentare anche altri due tipi di stimolazione: una acustica, che consiste in un suono ripetuto percepito attraverso le cuffie, e una visiva, data da una luce intermittente visibile attraverso un visore indossato come un paio di occhiali che costringe i bulbi oculari a seguirla nei suoi movimenti.
Questa metodica è nuova e si chiama stimolazione neurosensoriale polimodale (Snsp).
È possibile che stimoli tanto elementari come vibrazioni, una lucina intermittente e una nota ripetuta possano davvero distrarre l'attenzione di chi è in uno stato di stress? Giriamo la domanda all'autore della ricerca: "La metodica risulta efficace proprio perché si basa sulla somministrazione di stimoli molto semplici" spiega Umberto Montecorboli; "un brano di musica classica, per fare un esempio, può piacere o non piacere al paziente e stimolare così sensazioni diverse a seconda dei gusti musicali. Gli stimoli elementari, invece, agiscono sulle aree sottocorticali, sul corpo calloso e sugli emisferi cerebrali in un modo così profondo che il paziente odontoiatrico, per esempio, viene distratto al punto di non riuscire più a stimare quanto tempo sia trascorso dall'inizio del trattamento."
Il controllo del paziente
Il paziente è così posto al centro della relazione medica perché può "controllare" la situazione. "Il dispositivo, che abbiamo chiamato BrainSynch, è gestito direttamente dal paziente che può decidere la frequenza e l'intensità degli stimoli seguendo le proprie sensazioni e scegliendo ciò che lo fa stare meglio" spiega Montecorboli. "Se il paziente percepisce un forte stato di ansia relativo al trattamento, per esempio, può decidere di intensificare le stimolazioni esattamente come chi, percorrendo una galleria in automobile, voglia accelerare per uscirne al più presto."
Il dispositivo
Il dispositivo è un brevetto italiano ed è stato messo a punto nel 2001 con la collaborazione di due ingegneri elettronici; nel giro di quattro anni il primo prototipo è stato trasformato in uno strumento abbastanza piccolo da essere utilizzato comodamente e la sua descrizione ha trovato spazio sulle pagine della rivista Neurological Science.
"Ogni persona elabora la propria realtà dalle percezioni tattili, acustiche e visive, e su questo presupposto si basano i risultati della Snsp" afferma Montecorboli; "le stimolazioni elementari sono in grado di saturare il sistema sensoriale in modo da assorbire l'attenzione della persona in modo efficace e dare luogo, inoltre, alla dissociazione temporale che impedisce di stimare correttamente la quantità di tempo trascorso."
L'efficacia della Snsnp
Tra gli studi effettuati per la valutazione dell'efficacia della Snsp ve ne è uno condotto in ambito odontoiatrico dalle Università di Modena e Reggio Emilia.
"Abbiamo chiesto a 20 pazienti di tenere in mano i manipoli vibranti durante l'estrazione di un ottavo inferiore e abbiamo rilevato che il 90% di essi mostrava una riduzione dei livelli di ansia rispetto al 35% dei controlli."
Altri studi condotti hanno permesso di indicare diversi settaggi della strumentazione, dimostrando per esempio che "5 minuti di stimolazione polimodale (visiva, tattile e acustica) seguita da 5 minuti di stimolazione unimodale a frequenza costante con stimolo scelto dal paziente a seconda delle sue preferenze portano a una riduzione dell'ansia nell'86% dei casi secondo uno studio delle Università di Chieti, Milano e Palermo; in generale, inoltre, si può dire che la stimolazione tattile è efficace per la gestione dell'ansia, la stimolazione tattile e acustica è preferibile per la gestione del dolore, mentre la stimolazione visiva è consigliabile quando si voglia intervenire sulla sfera psico-affettiva".
La realtà e il sogno
A chi serve allora la Snsp? "La Snsp attualmente trova applicazione clinica prevalentemente nel settore odontoiatrico, ma potrebbe essere utilizzata per la riabilitazione motoria o cognitiva e per il trattamento di disturbi psichici come gli attacchi di panico o la depressione perché con la somministrazione di impulsi elementari stimola la riprogrammazione del sistema nervoso.
La lettura che ha aperto per me questo campo e ha dato il via a questi anni di ricerca e sperimentazione è stato lo studio di Smith e Sugar pubblicato da Neurology nel 1975: in quelle pagine i due studiosi raccontavano di avere affrontato il grave caso di un bambino con epilessia multifocale di tutto l'emisfero sinistro, il quale non poteva essere operato né reagiva ai farmaci, con l'asportazione completa di tutta la corteccia cerebrale sinistra. I due medici hanno dimostrato che un intervento così drastico ha permesso a un bambino senza speranza di avere una vita normale grazie alla grande capacità del sistema nervoso di riprogrammarsi. È in questa capacità di riprogrammazione, ossia di reagire in modo differente a determinati stimoli o a una situazione che per esempio provoca ansia, che tutti i risultati raggiunti trovano fondamento.
Per quanto riguarda i possibili campi di applicazione, il mio sogno è che un giorno la Snsp possa essere utilizzata sui pazienti in stato di coma, in modo che segnali così elementari possano cercare di stimolare il sistema nervoso di chi è in stato di incoscienza.
Uno dei campi in cui già ora la Snsp può essere utilizzata è sicuramente la gestione dello stress lavorativo: io stesso, nel breve intervallo tra un paziente e il successivo, uso la stimolazione tattile per gestire lo stress e la trovo efficace."
Referenze:
Generali P, Montecorboli U, Gervasi A. Giornale Odonto Gnatologico. 35, maggio 2009.
Messina A, Montecorboli U, Zago S. La Stimolazione NeuroSensoriale Polimodale (Snsp) nelle patologie Stress correlate. Relazione al Convegno Internazionale SIPNEI. Orvieto, 27-30 ottobre 2011. In press.
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GdO 2012;8:10
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