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09 Gennaio 2014

Direttiva ferite da taglio presto il recepimento delle norme europee che interessano medici e dentisti

Critiche le associazioni di settore, norme troppo severe e restrittive

Tra qualche settimana il Parlamento dovrà fornire il parere in merito allo "Schema di decreto legislativo recante attuazione della direttiva 2010/32/UE che attua l'accordo quadro, concluso da HOSPEEM e FSESP, in materia di prevenzione delle ferite da taglio o da punta nel settore ospedaliero e sanitario" proposto dal Governo del novembre scorso dopo aver ottenuto il parere positivo della Conferenza Stato Regioni ed ora al vaglio delle Commissioni parlamentari competenti.

La Direttiva CE 2010/32/UE, interviene in materia di prevenzione da ferite da taglio o da punta nel settore ospedaliero e sanitario e darne piena attuazione.

La Direttiva, approvata dalla UE nel maggio 2010, ha come finalità quella di "garantire la massima sicurezza possibile dell'ambiente di lavoro; evitare ai lavoratori sanitari ferite provocate da ogni tipo di dispositivo medico tagliente (punture di aghi incluse); proteggere i lavoratori dal rischio; definire un approccio integrato che includa la valutazione e la prevenzione dei rischi, la formazione, l'informazione, la sensibilizzazione e il monitoraggio; porre in atto procedure di risposta e di follow-up". Direttiva che si dovrà per forza integrare con la 81/08 in tema di sicurezza nei luoghi di lavoro.

Le lesioni provocate a seguito dell'uso di dispositivi medici taglienti o da punture, si legge nella presentazione del provvedimento, rappresentano un rischio professionale frequente per gli operatori sanitari, costituendo un importante fattore di rischio di gravi malattie professionali, risultando tali lesioni particolarmente pericolose a causa del potenziale rischio di trasmissione di agenti patogeni, presenti in sangue o in altri liquidi biologici, infetti per presenza di batteri, virus o altri microrganismi (come HIV o Epatiti). Al riguardo si evidenzia che secondo alcune stime, in Europa si verificherebbero ogni anno circa l milione di ferite per punture o tagli accidentali, in particolare il personale in servizio nei reparti di degenza acuta è ritenuto la categoria più esposta a questo tipo di lesioni.

Una efficace tutela degli operatori è tuttavia resa possibile attraverso l'adozione di idonee misure di
prevenzione e di protezione, rappresentate in particolare da :

- definizione delle procedure da adottare per l'uso e l'eliminazione di dispositivi medici taglienti e di rifiuti contaminati con sangue e materiali biologici a rischio

- soppressione dell'uso non necessario di oggetti taglienti o acuminati,

-utilizzo di dispositivi medici dotati di meccanismi di protezione e di sicurezza,

- applicazione di sistemi di lavoro sicuri,

- divieto di incappucciamento manuale degli aghi in assenza di dispositivi di protezione

- corretta informazione e formazione del personale,

- sorveglianza sanitaria

Ed è proprio in merito a questo ultimo punto, oltre alla eccessiva burocrazia necessaria ed alle sanzioni previste (l'arresto da tre a sei mesi o un'ammenda da 2.740 euro a 7mila euro per chi viola le misure necessarie a prevenire, eliminare o diminuire i rischi professionali) le principali criticità avanzavate dalla associazioni professionali di medici, infermieri ed odontoiatri.

"Una norma troppo restrittiva ed a nostro parere in contrasto con quanto previsto dal D.Lgs 81/08 in tema di sicurezza sui luoghi di lavoro", ci dice il presidente ANDI Gianfranco Prada. "In particolare giudichiamo inutile la sorveglianza sanitaria in quanto il rischio da ferite da taglio può incorrere solo accidentalmente e si può prevenire con misure specifiche ma non necessariamente con l'adozione del medico competente in tutti gli studi. Per questo già da tempo ci siamo attivati in sede parlamentare per chiedere almeno l'abolizione dell'obbligo per medici ed odontoiatri liberi professionisti con dipendenti dell'obbligo della sorveglianza sanitaria e della nomina del medico competente".

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