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18 Luglio 2008

Aio non firma l'accordo


Salvatore Rampulla, presidente dell’Associazione italiana odontoiatri (Aio), ha evidenziato l’assenza delle condizioni perché la Società potesse aderire al progetto di organizzazione territoriale dell’assistenza odontoiatrica e all’ipotesi di accordo Ministero della Salute (ora intergrato nel ministero del welfare)-liberi professionisti volontari sulla facilitazione delle cure odontoiatriche per le fasce più deboli della società.
Si è svolta ieri, 17 luglio, a Roma, la riunione tra il Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali e Aio, a seguito di convocazione ricevuta l’11 luglio.
Per il Ministero erano presenti il dott. Donato Greco, il dott. Michele Nardone, il prof. Enrico Gherlone, il prof. Alberto Barlattani, il prof. Mario Capogreco e l’avv. Federici. La delegazione Aio era costituita dal dott. Salvatore Rampulla e dal dott. Gerhard Seeberger, past president e delegato agli esteri.

Il documento presentato dall’Aio al Ministero è stato articolato sulla base di alcuni punti chiave, imprescindibili ai fini della sottoscrizione dell’accordo: l’odontoiatria sociale deve prendere le mosse da un programma di prevenzione, un piano integrato esteso su tutto il territorio che deve essere fornito o gestito dal Ssn.

In Italia si assiste a realtà regionali dove si erogano prestazioni odontoiatriche in regime di assistenza garantita dal Ssr, mentre in altre regioni non si riesce neanche a garantire l’assistenza odontoiatrica minima dei portatori di gravi patologie. Questa discriminazione territoriale evidenzia l’utilizzo delle risorse senza una logica uniforme.
È chiaro che una visione molto superficiale delle carenze odontoiatriche porti, demagogicamente, a puntare il dito sulle tariffe applicate dagli odontoiatri liberi professionisti che, secondo una recente indagine pubblicata su “Repubblica”, sono fra i più cari d’Europa. Questo modo di pensare porta a un concetto di mercificazione della professione che l’Aio non condivide e che va anche in aperto contrasto con i valori deontologici di una professione sanitaria.
Purtroppo è stimato in Italia che ben oltre il 50% della popolazione non accede alle prestazioni odontoiatriche. Alla luce dell’attuale situazione nazionale, Aio dà rilievo ai seguenti punti: 
- avviare dei processi di indirizzo che prevedano la collaborazione tra Asl, Ordine dei medici e Associazioni degli odontoiatri, dei medici di base e dei pediatri per produrre progetti di sensibilizzazione alla prevenzione odontoiatrica;
- istituire un tavolo permanente programmatico sui problemi dell’odontoiatria presso il Ministero;
- individuare progetti regionali.

Determinante, ai fini dell’adesione di Aio, sarebbe stato l’inserimento all’interno dell’accordo, di alcuni aspetti che, però, non sono stati presi adeguatamente in considerazione; tra essi particolare rilevanza hanno ricoperto i temi relativi alla lotta all’abusivismo, all’eliminazione degli onorari prestabiliti e alle agevolazioni fiscali. I temi:
- visita, ai fini della prevenzione, del carcinoma orale;
- prendere in considerazione la possibilità di una “assistenza indiretta”, come avviene già in alcune regioni;
- necessità di effettuare una campagna contro l’abusivismo. Apparirebbe un
controsenso chiedere ai dentisti di “calmierare” gli onorari e, nel contempo,
non fare niente per contrastare la piaga dell’abusivismo che crea grossi danni alla salute della popolazione e notevole evasione fiscale;
- eliminazione degli onorari prestabiliti d’ufficio. Gli onorari ridotti rispetto a quelli di riferimento sarebbe opportuno che venissero stabiliti dalle autorità ordinistiche che risponderebbero meglio alle variabili regionali, impedendo che un onorario “unico” si riveli inadeguato a tutto il territorio nazionale.
- l’identificazione chiara e concreta di un incentivo fiscale per i professionisti che aderiscono all’accordo, in termini di sgravio fiscale o correzione degli studi di settore.

Redazione

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