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19 Maggio 2014

Il Parlamento torna a parlare della riforma degli Ordini anche per darne uno alle professioni sanitarie sprovviste. Sen. De Biasi, "il Senato potrebbe licenziare il testo prima dell'estate"


No ad un Ordine professionale dimensione di potere e si ad un Ordine professionale dimensione del servizio, un Ordine professionale che deve essere al servizio del paziente.
Può essere questa la sintesi della Tavola rotonda organizzata dalla FNOMCeO sabato scorso a Torino attraverso la quale si è voluto fare il punto sulla riforma degli Ordini delle professioni sanitarie all'interno del Workshop "Deontologia e professione: innovare per migliorare".

Un riforma necessaria ed auspicata sulla cui approvazione la politica, chiamata a portare il proprio parere al lavori del Workshop, si è detta disponibile ad accelerare i tempi per vederla approvata.
Ad indicare delle date, non sappiamo quanto ipotetiche, è la Senatrice Emilia Grazia De Biasi presidente della Commissione Igiene del Senato che ha annunciato che l'iter per la discussione in Commissione del testo Lorenzin proseguirà spedito.

Sicuramente, ha detto la Sen. De Biase, stralceremo la richiesta di delega avanzata dal Ministro, "in quanto abbiamo bisogno di fare una reale riforma e non di posticiparne l'approvazione" vincolandola a regolamenti che poi non verrebbero approvati in tempi brevi. Verrà anche considerata l'ipotesi di accorpare in un unico testo le tante proposte di legge sul tema.

Quindi la commissione dovrebbe concentrarsi sui primi 9 articoli spacchettando di fatto il Ddl Lorenzin.
"Il 28 maggio cominceremo con le audizioni" delle parti in causa -CAO e principali sindacati del settore odontoiatrico compresi- ha il Presidente sottolineando che particolare attenzione sarà data alla tutela delle professioni sanitarie che oggi sono sprovviste di un Albo professionale. Questo "favorisce l'abusivismo e non più accettabile sia dal punto di vista morale che economico", ha detto.

Secondo la tabella di marcia scandita dal presidente De Biasi, prima della chiusura estiva del Parlamento il Senato potrebbe già approvare il testo della riforma per poi andare spedito in autunno alla Camera.
"Stiamo lavorando di concerto con i colleghi della Commissione Affari sociali della Camera" in modo che il testo, una volta giunto all'altro ramo del Parlamento, non rischi di essere stravolto rallentando la sua approvazione.

 
 

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