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27 Giugno 2014

Autorizzazioni sanitarie nel Lazio, dal Tar uno spiraglio per chi non ha presentato le domande. Pollifrone (CAO Roma), ci stiamo battendo per semplificare ed evitare ulteriori vessazioni


Il Tar Lazio, con la sentenza n. 06679/2014,  ha accolto il  ricorso nei confronti della Regione Lazio di uno studio odontoiatrico che non si era iscritto nella piattaforma informatica SAASS inoltrando la richiesta per ottenere l'autorizzazione sanitaria del proprio studio.
Lo studio era stato diffidato dalla Regione Lazio nel proseguire l'attività sanitaria poiché non aveva provveduto alla conferma autorizzativa nel 2012, nonostante avesse presentato domanda cartacea nel 2007.

Nel motivare la decisione il Tar contesta alla Regione di non aver comunicato al ricorrente le "ragioni ostative alla prosecuzione dell'attività esercitata nello studio, l'interessato avrebbe avuto modo di contro dedurre,. Infatti i giudici scrivono che "ove la Regione avesse comunicato al ricorrente le ragioni ostative alla prosecuzione dell'attività esercitata nello studio, l'interessato avrebbe avuto modo di contro dedurre, ad esempio dimostrando che tale autorizzazione non era necessaria ovvero che la stessa autorizzazione era stata già chiesta sin dal 2007 (28 giugno 2007) senza ricevere alcuna risposta e senza che fosse necessario sollecitare la chiusura del procedimento (come afferma la Regione nella nota n. 158747 dell' 11 dicembre 2013, essendo la chiusura del procedimento un obbligo che incombe su tutte le P.A.) o, ancora, che aveva inviato la comunicazione di inizio attività o che l'omesso invio costituiva irregolarità sanabile."

"La sentenza del Tar conferma che bontà della nostra battaglia rivolta a sburocratizzare gli adempimenti per lo studio odontoiatrico", ci dice Brunello Pollifrone (nella foto) presidente CAO Roma.
"Da tempo sollecitiamo la Regione a sbloccare la situazione e la sentenza del Tar ci consente di continuare il nostro pressing chiedendo una semplificazione degli adempimenti burocratici a carico degli studi odontoiatrici. Proprio in forza di quanto sostenuto dai Giudici ci stiamo attivando per richiedere alla Regione di riaprire il termini di presentazione delle domande sulla piattaforma informatica permettendo agli oltre 400 studi di sanare la loro posizione".

Sulla stessa linea ANDI Roma, che in una nota, annuncia iniziative a sostegno della semplificazione degli adempimenti burocratici per gli studi.

"Gli odontoiatri -scrive il presidente ANDI Roma Sabrina Santaniello- non possono più accettare di continuare ad essere vessati dalla burocrazia: è arrivata l'ora di dire basta e, se sarà necessario, siamo pronti a sostenere decine, anzi centinaia di ricorsi al TAR per far valere i nostri diritti".

 
 

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