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16 Giugno 2009

Il maxillo-facciale può mettere impianti, ma solo su indicazione dell’odontoiatra

di Norberto Maccagno


Fa ancora discutere la questione della possibilità per il medico specializzato in chirurgia maxillo-facciale non iscritto all’Albo degli odontoiatri di praticare l’implantologia.
Dopo la circolare del 14 marzo 2008 in cui si confermava l’impossibilità al medico specialista in chirurgia maxillo-facciale (come per tutti i medici) non iscritto all’Albo degli odontoiatri di svolgere l’attività odontoiatrica, implantologia compresa, il ministero attraverso una nuova circolare ritorna, in parte, sui propri passi permettendo allo specialista in chirurgia maxillo-facciale non iscritto all’Albo, di applicare gli impianti endoossei ma solo su indicazione di un abilitato all’odontoiatria. Una soluzione definita da molti “intelligente” che ribadisce come l’odontoiatria sia esclusività dell’iscritto all’Albo degli odontoiatri, ma che non mette tutti d’accordo.

Da dove si era partiti
Tutto comincia quando la Commissione albo degli odontoiatri di Siracusa chiede, nel 2008, al ministero della Salute di esprimersi in merito alla legittimità, per due medici chirurghi specialisti in chirurgia maxillo-facciale iscritti all'Ordine dei medici ma non all’Albo degli odontoiatri, di esercitare l’odontoiatria. Nello specifico i due medici eseguivanointerventi implantologici all’interno di studi attrezzati ad ambulatori odontoiatrici.
I medici asserivano di esercitare legittimamente tale branca in virtù della loro formazione accademica, che prevede competenze di chirurgia speciale odontostomatologica, eventualmente distinguendo la fase chirurgica dell'inserimento dell'impianto dalla fase di connessione protesica.
“L’opinione di questa Cao - scriveva il presidente dell’Albo di Siracusa nella richiesta di parere inviata al ministero - è che l'implantologia è una branca dell'odontoiatria finalizzata esclusivamente alla riabilitazione protesica delle edentulie e rientrante nella legge 409/85. Come tutte le discipline rientranti in queste limitazioni, essa è legittimamente esercitata esclusivamente dagli iscritti all'Albo degli odontoiatri.”
Attraverso la circolare del 14 marzo 2008 (si veda il GdO 2008;8:4, ndr) il ministero accoglieva le tesi della Cao di Siracusa sottolineando “che con la legge 409/85, recependo le direttive comunitarie (78/686/687/CEE), è stata istituita in Italia la professione di odontoiatra definendo come oggetto della professione la diagnosi e la terapia delle malattie e anomalie congenite e acquisite dei denti, della bocca, delle mascelle e dei relativi tessuti, nonché la prevenzione e riabilitazione odontoiatrica. Legge che separa in maniera netta la professione di medico chirurgo da quella di odontoiatra”.
Attraverso questa nota il ministero ribadisce la volontà della 409/85 di distinguere le competenze dell’odontoiatra e del laureato in medicina e chirurgia, e non tra odontoiatra e chirurgo maxillo-facciale.
Il nuovo parere
Al fine di chiarire gli ambiti di attività delle due professioni, il Dipartimento della qualità-Direzione generale delle risorse umane e delle professioni sanitarie, il 19 gennaio 2009, ha inoltrato agli organismi competenti un’ulteriore circolare a firma del direttore generale dottor Giovanni Leonardi (resa pubblica nel mese di aprile ndr).
Un documento necessario, come spiega Leonardi, in quanto dopo il parere del 2008 “era nata una questione molto più ampia e quindi era giusto tornare sull’argomento in maniera più puntuale affrontando la problematica non in maniera specifica sugli episodi oggetto del parere ma su quella che è la linea di demarcazione tra la professione medica e quella odontoiatrica; chiaramente una linea di demarcazione non facilmente definibile”.
Se con il primo documento il ministero dava il proprio parere in merito alla questione sollevata, ovvero due chirurghi maxillo-facciali possono svolgere l’implantologia (intesa nel suo complesso, riabilitazione protesica inclusa), con questo entra invece nel merito della definizione dell’implantologia dentale distinguendola dall’implantologia endoossea.
La chirurgia implantologica endoossea orale, indica il ministero, “è una branca della chirurgia orale e come tale può essere eseguita sia dai laureati in odontoiatria (meglio se con un training certificato in chirurgia orale) sia dai medici specialisti in chirurgia maxillo-facciale”.
Il piano generale di ogni riabilitazione implantoprotesica, invece, “è chiaramente appannaggio esclusivamente dell’odontoiatra che provvederà, secondo le consolidate definizioni dell’implantologia protesicamente guidata, a programmare numero e sede degli impianti oltre che, ovviamente, al convenzionamento della protesi dentaria”.
In pratica il ministero dà all’odontoiatra la facoltà di richiedere una collaborazione al medico chirurgo specializzato in chirurgia maxillo-facciale per inserire gli impianti, mentre continua a rimanere il divieto per il maxillo-facciale, non iscritto all’albo, di esercitare l’odontoiatria.

Una tavola rotonda organizzata durante il Congresso nazionale del docenti di discipline odontostomatologiche e chirurgia maxillo-facciale ha cercato di fare il punto sulla questione. Abbiamo sintetizzato alcuni interventi e ne abbiamo chiesti altri. Cliccando sulle voci dell'elenco di seguito riportato è possibile consultare i pareri.

 
 

GdO 2009; 10

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