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06 Ottobre 2014

Interventi di medicina estetica da parte degli odontoiatri. Il parere del CSS fa discutere. Le opinioni di CAO, ANDI, Ordine Roma e AITEB


A poche ore dalla pubblicazione il parere del Consiglio Superiore di Sanità sulla possibilità dei laureati in odontoiatria di effettuare prestazioni di medicina estetica sui propri pazienti fa già discutere le parti in causa.

"Il parere del Consiglio Superiore di Sanità -commenta a caldo il presidente nazionale CAO Giuseppe Renzo interpellato da Odontoiatria33- trova in parte conferma la interpretazione più volte fornita dalla presidenza della CAO Nazionale sulle competenze che la Legge 409/85 attribuisce all'Odontoiatra".
"Devo dire, però -continua il presidente Renzo- che nel merito il parere del CSS non  contribuisce a definire quella opportuna e necessaria linea di demarcazione, già in passato e in più occasioni rappresentata dall'Istituzione. Rimane, pertanto, pienamente attuale quanto riportato nelle circolari inoltrate ai Presidenti CAO degli Ordini provinciali ". 

Soddisfatto il presidente nazionale ANDI Gianfranco Prada che in una nota ricorda come il parere del CSS è sicuramente un passaggio importante, "anche in relazione alle forti pressioni che volevano impedire agli Odontoiatri di effettuare questi tipi di trattamenti".
"Particolarmente apprezzata la scelta del Consiglio Superiore di Sanità di valutare quanto definito nel "Position Statement" sottoscritto tra ANDI e il Collegio delle Società Scientifiche di Medicina Estetica nel marzo scorso, in cui veniva ribadita la piena legittimità dell'Odontoiatra ad eseguire terapie di medicina estetica".
"Si manifestano invece criticità verso il passaggio in cui viene introdotto il limite della "zona labiale" come area di operatività dell'intervento", continua il presidente Prada. "Questo va contro il nostro profilo professionale ben definito dalla Legge 409/85, che indica come ambiti di competenza del Laureato in Odontoiatria tutti i tessuti mascellari.
Si ritiene comunque che, su questo aspetto, qualsiasi giudice darebbe maggior valenza alla Legge rispetto al parere del CSS".
"ANDI -annuncia Prada- proseguirà quindi ad impegnarsi perché i limiti e le metodologie di intervento ora indicati dal C.S.S., possano essere ulteriormente ampliati, per arrivare al pieno riconoscimento delle competenze e della valenza professionale, anche in questo settore, degli Odontoiatri italiani".

Roberto Lala, presidente dell'Ordine dei medici di Roma da cui è partita la richiesta di chiarimenti, afferma all'Adnkronos Salute di averlo fatto perché "volevamo chiarezza e indicazioni precise sulle competenze dell'odontoiatra. Ora l'abbiamo pubblicato sul nostro sito e comunicato via mail agli iscritti".
Sul parere, il presidente Lala ricorda che il CSS "ha stabilito che l'odontoiatra in questo tipo di procedure e atti medici non deve andare oltre le labbra. Inoltre quanto scritto dal CSS serve in caso di contenziosi medico-legali e per tutelare i nostri iscritti. Non era -precisa il presidente dell'Ordine- nostra competenza dirimere la questione, noi siamo super partes. E per questo abbiamo chiesto al Consiglio Superiore di Sanità".

Per il segretario dell' Associazione Italiana Terapia Estetica Botulino (AITEB) Guido Dalla Costa il parere del CSS traccia "una linea di demarcazione chiara: gli odontoiatri possono intervenire per finalità estetica sul viso dei pazienti in modo molto limitato".
"Il testo ministeriale -continua- specifica che gli odontoiatri possono agire solo in caso di anomalie congenite o patologie delle zone anatomiche che loro competono -quindi denti, bocca, mascelle e relativi tessuti-, ma solo e limitatamente alle labbra, altrimenti si configurerebbe il reato di esercizio abusivo della professione medica. Inoltre nell'ambito di tali interventi, essi possono impiegare solo ed esclusivamente farmaci e presidi specificatamente autorizzati per quel distretto anatomico. Poiché in Italia la tossina botulinica è autorizzata dall'Aifa solo per la zona alta del viso, in particolare la zona glabellare tra le sopracciglia e attorno agli occhi per le così dette zampe di gallina, ne consegue che anche per questo motivo gli odontoiatri non possono eseguire trattamenti estetici con il botulino". Infine, aggiunge il segretario di Aiteb: "Il parere, richiamandosi alla legge, sottolinea chiaramente che gli odontoiatri restano esclusi dai trattamenti iniettivi finalizzati al ringiovanimento. Il parere espresso dal CSS infatti parla chiaro: essi possono intervenire (limitatamente alle labbra) solo in caso di anomalie congenite o di patologie dei distretti elencati e l'invecchiamento non può essere certo considerato come una patologia".

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