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22 Settembre 2009

Anche in Germania il fenomeno preoccupa i dentisti

di Norberto Maccagno


Anche in Germania il fenomeno del turismo odontoiatrico preoccupa i dentisti.
Per capire come intervenire e quali strategie adottare l’Associazione tedesca dei dentisti con l’IDZ (Institutes der Deutschen Zahnärzte) hanno condotto uno studio che cercasse di dare un valore al fenomeno del turismo odontoiatrico e soprattutto che chiarisse i motivi che porterebbero i cittadini tedeschi a trasformarsi o meno in “turisti del dentale”.
La ricerca presentata nel mese di giugno 2009 si è basata prevalentemente su due aspetti metodologici. Il primo ha puntato all’osservazione della portata e delle prospettive del fenomeno sul mercato, ipotizzandone lo sviluppo futuro; il secondo ha cercato di valutare la motivazione, quel particolare bilancio costi-benefici, che determina la decisione del paziente al momento di un’eventuale scelta di rivolgersi o no all’estero per farsi realizzare la protesi.
“Con lo studio - spiegano dalla IDZ - abbiamo avuto la possibilità di delineare un quadro rappresentativo della situazione contingente di questo specifico segmento di mercato, ragione per cui nell’indagine sono stati coinvolti sia la popolazione sia gli odontoiatri secondo un campione di riferimento relativo ai dati ufficiali del censimento del 2006”.
L’indagine dell’IDZ ha operato come segue: sono state presentate al campione due varianti di un medesimo scenario: la realizzazione di un trattamento implantare nella zona frontale, sulla base di concrete condizioni di acquisto; relativamente a queste ultime, i soggetti avrebbero dovuto operare una scelta a favore della variante nazionale o del risparmio offerto rivolgendosi all’estero.
Il primo dato dell’indagine ha lasciato riscontare che solo l’1,2% degli intervistati si era già recato all’estero per cure odontoiatriche. In realtà il potenziale del mercato è più elevato considerando il fatto che un intervistato su sette, di età compresa tra i 30 e i 75 anni, ha dichiarato di aver preso in considerazione l’idea di rivolgersi oltre confine.
A condizionare la scelta tra favorevoli o sfavorevoli è principalmente il significativo dispendio in termini di tempo. Indubbiamente in prima battuta l’interesse per l’estero è stimolato dalla convenienza in termini di costi; anche se il prezzo resta poi solo uno dei tanti criteri della scelta. L’aspetto qualitativo è invece quello più spesso rimarcato come fondamentale dagli intervistati (92,4%) rispetto alla convenienza economica delle protesi; quest’ultima menzionata solo da una persona su 3 come parametro determinante.
I risultati dei “Bidding games” - ossia una procedura d’asta mediante la quale è richiesto al campione di soggetti analizzato la cifra che sarebbe disposto a pagare per fruire di un determinato bene - sono stati quindi molto significativi.
Il prezzo medio, a fronte del quale gli intervistati sceglierebbero la variante estera, si è attestato sul 40/50% inferiore a quanto praticato in Germania.
Il rapporto dentista-paziente, e la presunta migliore qualità fornita dal dentista connazionale, rimane ancora, anche in Germania, un forte legame capace di frenare il turismo odontoiatrico.

Fonte: "Dentaltourismus und Auslandszahnersatz”. IDZ, 2009

 
 

GdO 2009;12

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