Nella nostra sede nazionale di Roma sono raccolti, sin dai primi pubblicati alla fine degli anni Quaranta, tutti i numeri di Fronte Stomatologico, il nostro organo ufficiale (oggi si chiama Andi Informa). Sul primo numero c’è un articolo nel quale viene lanciato l’allarme abusivismo. Negli anni il fenomeno è certamente cambiato con il mutare della professione e della società. Oggi, forse, più di ieri è difficile da individuare e contrastare. Non più abusivi da soli, ma all’interno di grosse strutture organizzate dove i pazienti faticano a capire le varie professionalità che li curano. Anche per questo, lo scorso anno abbiamo inviato a tutti gli iscritti un badge, indossando il quale, il dentista Andi può rassicurare il proprio paziente sul fatto che lui sia un professionista abilitato a curarlo. Andi tradizionalmente contrasta questa piaga per la nostra professione e ciò prevalentemente su tre fronti. Il primo, interno, cercando di sensibilizzare gli associati a non screditare la propria professionalità ed estromettendo dall’associazione gli iscritti che si macchiano del reato di prestanomismo (in tal senso il nuovo Statuto associativo, recentemente approvato, è assolutamente esplicito). Si tratta però di una sanzione puramente simbolica, visto che un dentista può continuare a lavorare anche se non iscritto ad Andi, mentre non potrebbe farlo se fosse radiato dall’Albo degli odontoiatri, aspetto quest’ultimo che auspichiamo da sempre, almeno in caso di recidiva. Il secondo fronte è quello della sensibilizzazione dei politici affinché si ottenga una significativa revisione dell’articolo 348 del Codice penale: attualmente per il reato di abusivismo si ottiene in genere una sanzione di circa 500 euro.
Ma l’azione più concreta di Andi contro l’abusivismo è quella attivata sul campo, mediante il dialogo costante con cittadini e forze dell’ordine alle quali segnaliamo situazioni anomale, ma anche costituendoci parte civile nei processi, quando ne veniamo a conoscenza, in cui sono coinvolti abusivi e prestanome, ottenendo, quindi, che i condannati versino cospicui risarcimenti che risultano essere di molto superiori alla multa inflitta.
Molte sono state negli anni, e continuano tutt’ora, le campagne di comunicazione attivate dalle sezioni Andi per informare e mettere in guardia i cittadini sui rischi per la propria salute nel ricorrere alle cure degli abusivi. Come Andi nazionale, nei mesi di ottobre e novembre scorsi - ma lo faremo anche nel 2010 - abbiamo acquistato pagine pubblicitarie sui principali quotidiani nazionali, tra cui il Corriere della Sera, proprio per sensibilizzare i cittadini sui rischi del turismo odontoiatrico e dell’abusivismo promuovendo lo studio dentistico Andi. Molte volte, grazie al prestigio e alla credibilità tra i media di cui gode la nostra associazione, abbiamo fatto conoscere il problema ai cittadini, attraverso interviste e servizi mandati in onda su trasmissioni Rai e Mediaset, cercando di dare utili consigli.
In tal senso la sensibilità di Max Laudadio rispetto a questo grave problema ci ha aiutati molto. Quanto scritto ha il fine di evidenziare l’azione concreta di Andi nel contrastare attivamente il problema con tutti gli strumenti a nostra disposizione. Va anche detto che il problema dell’abusivismo odontoiatrico, in Italia, è un argomento trattato strumentalmente da molti per cercare di colmare la mancanza di proposte e di attività concrete per sostenere la professione. Facile sollevare il problema ai media, facile riportare numeri importanti non corredati di elementi concreti che li sostengano o scandalizzarsi per un’illegalità diffusa senza però poi far seguire azioni reali che la contrastino. Sono convinto che il reato si debba combattere con leggi più severe, ma anche con sanzioni più pesanti per gli iscritti all’Albo che svendono la loro professionalità favorendo l’esercizio abusivo della professione: su questo aspetto, come Andi, non possiamo far altro che continuare a sollecitare le istituzioni.
Ribadisco quanto già evidenziato: durante i miei due mandati l’associazione ha cercato di contrastare attivamente con i fatti e non con le chiacchiere l’abusivismo. Con i proclami non si risolve nulla. Ennesima conferma del nostro lavoro concreto, la proposta del nuovo profilo degli odontotecnici. L’unico vero paletto che ha, di fatto, impedito che il profilo passasse come formulato nel 2001 e che avrebbe consentito all’odontotecnico di operare sul paziente è stato messo dal Consiglio superiore di sanità grazie alla mia presenza e a quella, tra gli altri, del presidente della Federazione, dottor Amedeo Bianco e al lavoro di sensibilizzazione rivolto ai colleghi che, come me, dovevano esprimersi in merito. Il resto sono state tante chiacchiere banalmente mirate - anche con assurdi riferimenti meramente lessicali - a evitare il riconoscimento per l’unica misura, sul problema, realmente concreta; cercando tra l’altro di mettere in difficoltà anche importanti esponenti del Ministero.
Dottor Roberto Callioni
presidente nazionale Andi
GdO 2010;1
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