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01 Aprile 2015

Abusivismo, ANTLO in disaccordo con la posizione del presidente CAO. Lettera aperta dell'associazione


Ogni volta che il Presidente CAO parla di odontotecnici lascia sempre sconcertati, non fanno eccezioni le ultime dichiarazioni sulle audizioni alla Commissione Giustizia sul DDL Marinello.
ANTLO, nella sua audizione dello scorso febbraio, ha ribadito con fermezza la condanna contro ogni forma di esercizio abusivo di una professione, sia essa odontoiatrica che odontotecnica, senza fare sconti a nessuno.

Non abbiamo avuto esitazione ad accettare la proposta del Presidente della Commissione a prevedere  ulteriori misure sanzionatorie per gli abusivi.
Non ci siamo però accorti, nè abbiamo traccia alcuna, di una audizione del Presidente CAO alla Commissione Giustizia per chiedere il ripristino di sanzioni specifiche per i prestanome.
Non ci siamo accorti, nè abbiamo traccia alcuna di una qualche iniziativa ma nemmeno di una qualche condanna dello stesso dottor Renzo lo scorso anno quando al Senato le sanzioni contro i prestanome furono scippati con destrezza dall'originario DDL Marinello.

Sugli interventi pesanti dell'Ordine contro i prestanome -come evidenziati dal dottor Renzo- ci permettiamo di rammentargli quanto ebbe a dichiarare proprio ad Odontoiatria 33 all'indomani dell'approvazione al Senato del DDL Marinello e cioè che gli Ordini non avevano armi efficaci per perseguire il prestanomismo.

ANTLO ha presentato una proposta di emendamento che obbliga la trasmissione delle sentenze definitive di sospensione/radiazione dei prestanome per l'automatica loro attuazione  da parte dei competenti Ordini dei Medici.

Chiediamo al Presidente CAO di fare passi ufficiali presso il Legislatore perchè accolga questa proposta di emendamento, altrimenti lasci perdere le sue continue intemerate a favore di una giustizia (con la minuscola) a senso alternato.

Sul profilo dell'odontotecnico registriamo una diversa posizione del Presidente CAO rispetto a quella riportata nei documenti ufficiali del Ministero nel 2001 e a quanto in una recente intervista ha dichiarato l'allora esperto del CSS, Prof. Dolci.  Non ci soffermiamo nemmeno sull'ambiguità con la quale usa il termine "sanitario" riferito al titolo della legge da cui discende il nuovo profilo dell'odontotecnico.

Rimane comunque la speranza che quando il dottor Renzo afferma di voler "urlare la verità" non si riferisca ai risultati di una ricerca che partendo da basi alquanto discutibili addirittura arriva a stimare in 15.000 gli esercenti abusivamente la professione odontoiatrica e siccome tale stima è stata dallo stesso dottor Renzo avallata e propalata, ci piacerebbe conoscere il numero dei relativi prestanome sanzionati dagli Ordini.

Ci conforta però non poco che abbia cambiato posizione sulla mutualizzazione dei costi delle prestazioni odontoiatriche. Peccato che nel frattempo pazienti, studi odontoiatrici, laboratori odontotecnici abbiano non poco pagato le vecchie sue posizioni di totale avversione, per non parlare delle conseguenze sul livello di salute orale della popolazione che - se non erriamo - dovrebbe tutelare come organo ausiliario dello Stato preposto.

Notiamo una palese ambiguità sul concetto di salute: disciplinare le prove di congruità del dispositivo da parte dell'odontotecnico significa attentare alla salute pubblica. Impedire e comunque non favorire per anni, attraverso la mutualizzazione dei costi, gli accessi alle cure  ha significato invece difendere la dignità dell'odontoiatra.
D'altra parte avere la cattedra in Etica Professionale e Codice Deontologico e chiedere la riduzione degli spazi di tracciabilità dei pagamenti la dice lunga su quali basi si fondano le accuse di ambiguità verso gli altri.

Comunque su tutti questi temi e più in generale sulla situazione di crisi strutturale dell'odontoiatria italiana, ANTLO invita il Presidente CAO ad un pubblico confronto. Attendiamo un suo positivo riscontro.
Nel frattempo ci convinciamo ogni giorno di più delle ragioni della
nostra manifestazione con sit in al Ministero della salute il 15 maggio.

PS
Partire da un caso di usura per arrivare a discettare di abusivismo è l'ulteriore prova del carattere assolutamente strumentale dell'utilizzo di tali argomenti. Non è una novità ma una conferma.

Ufficio Stampa ANTLO

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