Nel corso di una prima visita si possono realizzare una serie di scatti fotografici “standard”, che hanno la funzione di immortalare la situazione oro-facciale nel momento in cui il paziente si presenta alla nostra osservazione. Al fianco di una radiografia panoramica iniziale (Opt) forniscono un quadro generale della situazione clinica del paziente. Gli scatti necessari per un set standard sono rappresentati da 12 inquadrature, più eventuali 4 inquadrature di approfondimento.
Inquadrature standard
Le inquadrature standard sono rappresentate da foto dirette del viso e foto dirette e indirette (con specchi da fotografia) della bocca. Sono di semplice esecuzione poiché vengono realizzate quasi tutte mediante ripresa diretta.
Inquadrature del viso
Il paziente, seduto o in posizione eretta, viene collocato (possibilmente) davanti a uno sfondo o a una parete di colore uniforme, ad almeno un metro di distanza.
• Viso frontale con e senza sorriso
L’inquadratura è verticale; comprende l’intero profilo del viso del paziente, da sopra la capigliatura al collo compreso e ci ricorda le fototessera. Si prevede uno scatto con il viso rilassato e bocca chiusa e uno scatto con un bel sorriso, il più possibile naturale (non forzato o distorto).
• Profilo laterale destro e sinistro
Nella medesima posizione facciamo ruotare il paziente di novanta gradi verso destra e poi verso sinistra e realizziamo uno scatto in ciascuna posizione. Otterremo così i due profili del viso, destro e sinistro. Il viso è sempre rilassato e la bocca chiusa. Queste quattro inquadrature possono essere eventualmente integrate da due scatti (destra e sinistra) in una posizione intermedia, facendo cioè ruotare il paziente di 45 gradi. In genere questi scatti a “tre quarti” si eseguono con il sorriso, proprio per evidenziarlo dal fianco nel contesto dell’intero viso.
Inquadrature della bocca
Il paziente è seduto sulla poltrona del riunito. Lo schienale è reclinato in una posizione molto simile alla posizione ergonomica che si utilizza comunemente per la terapia degli elementi dell’arcata inferiore. Tutte le inquadrature della bocca prevedono l’utilizzo dei divaricatori in plastica trasparente. In funzione dell’inquadratura i divaricatori vengono tenuti dall’assistente o dal paziente stesso. Per ovvi motivi si preferisce sempre far divaricare all’assistente ma in alcuni casi, in assenza di una seconda assistente disponibile, l’assistente sarà impegnata a mantenere in posizione lo specchio e/o a soffiare aria sullo specchio sopra per evitarne l’appannamento.
• Sorriso frontale in massima intercuspidazione e in lieve apertura
I divaricatori sono in posizione, ben distesi e lievemente flessi per ottenere la migliore apertura possibile dei fornici; i denti in occlusione e la lingua arretrata, in profondità. L’inquadratura comprende l’intero cavo orale, profili labiali e commessure comprese; in questo modo, inquadreremo anche buona parte della mucosa geniena. Si esegue uno scatto in questa posizione e un secondo scatto chiedendo al paziente di aprire leggermente la bocca, cogliendo il momento in cui tra i margini incisali superiori e inferiori c’è uno spazio di circa 2-5 mm.
• Sorriso laterale destro e sinistro
Uno dei due divaricatori cede leggermente guancia e labbro e l’altro tende un po’ di più. In questo modo è possibile eseguire uno scatto molto simile al precedente, ma più laterale, dove il centro del fotogramma è occupato dal canino. Questa inquadratura può essere ulteriormente migliorata, con qualche difficoltà in più, inserendo uno specchio laterale nel fornice dello stesso lato in cui si inquadra, al posto del divaricatore. L’immagine verrà ripresa in riflessione, nello specchio, migliorando l’estensione del campo inquadrato - che in ripresa diretta sarà penalizzato dal divaricatore che copre in genere il settimo elemento -, l’angolo di ripresa - che sarà più ortogonale alle superfici vestibolari dei denti - e l’estensione delle aree “a fuoco”.
• Overjet
I divaricatori sono in posizione, ben distesi e inclinati all’indietro, verso le orecchie del paziente; quello dal lato in cui si riprende è più teso rispetto al controlaterale, che è più rilasciato.
I denti sono in occlusione e la lingua arretrata, in profondità. L’inquadratura è orizzontale, di profilo, si estende dai centrali, sovrapposti, al canino/premolare.
L’obiettivo è quello di evidenziare l’overjet.
• Tavolato occlusale superiore e inferiore
È l’inquadratura più difficile da realizzare. Si ottiene con l’ausilio di divaricatori modificati e uno specchio occlusale che è in grado di riflettere completamente l’immagine dell’intera arcata dentaria. La difficoltà consiste nel mantenimento, per il tempo necessario, delle tre condizioni indispensabili a inquadrare, mettere a fuoco e scattare. Verranno utilizzati apribocca ben distesi, specchio fermo in posizione e cavo orale alla massima apertura. Per semplificare l’inserimento dello specchio occlusale è consigliabile utilizzare divaricatori con una sola flangia. Si deve eseguire uno scatto dell’arcata superiore e uno per l’inferiore. In questo caso la lingua rappresenta un’ulteriore difficoltà al mantenimento dello specchio in posizione.
Inquadrature di approfondimento
Oltre alle inquadrature standard, che sono necessarie e sufficienti per documentare la situazione del paziente, di rilevante importanza sono le inquadrature del singolo quadrante, mediante specchio, con angolo di ripresa occluso-palatino e occluso-linguale. Queste inquadrature si eseguono, una per volta, rispettivamente con apribocca singolo modificato e specchio occlusale laterale, entrambi posizionati in prossimità del quadrante da fotografare. L’estensione del campo di ripresa va dal primo premolare al secondo molare. L’inclinazione dello specchio sul piano orizzontale consentirà di visualizzare i denti in proiezioni occluso-palatale oppure occluso-vestibolare. Per realizzare inquadrature corrette e di conseguenza immagini di qualità bisogna cercare sempre di curare con grande attenzione i seguenti parametri:
• Piani di ripresa paralleli o perpendicolari, in funzione del caso, al tavolato occlusale: si eviteranno inquadrature inclinate e non riproducibili.
• Massima profondità di campo per estendere il più possibile le zone a fuoco; la si ottiene con il diaframma più chiuso possibile.
• Distanza minima dal soggetto non troppo corta: si eviteranno fastidiose zone d’ombra ove la luce del flash non è riuscita ad arrivare.
• Denti e tessuti molli asciutti.
• Corretta impostazione della fotocamere per evitare sovra/sottoesposizioni o alterazioni dei toni per una scorretto bilanciamento del bianco.
Scatti di Davide Fiori
GdO 2010;9
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