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27 Maggio 2018

A quale lavoro socialmente utile deve essere affidato un abusivo?

Norberto Maccagno

Confesso, in una ipotetica classifica dei reati non saprei dove collocare quello dell’abusivismo odontoiatrico. So bene che molti di voi, con molta probabilità, lo inserirebbero ai primi posti: se non altro perché vedere persone che fanno la vostra stessa professione senza averci dedicato il tempo necessario per ottenere l’abilitazione, vi fa girare le p…e .

Così sono giustificabili ed anche condivisibili i messaggi letti a commento della notizia pubblicata da Odontoiatria33 della condanna ai lavori socialmente utili del finto dentista beccato da Striscia la Notizia in provincia di Forlì/Cesena. Che poi neppure di condanna si può parlare, perché il finto dentista ha chiesto la “messa in mora”, istituto che non prevede una sentenza e quindi del reato, una volta “espiato” non ci sarà traccia.

Ovviamente fino alla pubblicazione delle motivazioni, non possiamo giudicare la questione dal punto di vista giudiziario, possiamo solo farlo attraverso le immagini trasmesse dal Tg satirico di Canale 5 nei tre servizi andati in onda.

Nel primo viene mostrato il finto dentista, aiutato dalla moglie, nello studio (una società dove lui è il titolare, studio autorizzato con tanto di direttore sanitario) mentre visita la paziente prescrivendo farmaci ed utilizzando timbri e ricettari dei veri medici che dovrebbero essere presenti nella struttura. Nello specifico viene utilizzato quello del direttore sanitario del centro.

Nel secondo servizio la finta paziente, con la prescrizione del farmaco prescritto dall’abusivo, si reca nello studio del direttore sanitario (medico di base) per chiedere come mai il finto dentista avesse firmato la prescrizione a nome suo. Direttore sanitario che dice di non saperne nulla e che provvederà a tutelarsi.

Il terzo servizio è quello che si differenzia rispetto ai tanti che Striscia ha fatto sul reato di esercizio abusivo in ambito odontoiatrico. A "costringere" l'inviato Moreno Morello a tornare sulla questione erano stati i messaggi di insulti, postati sui social del programma televisivo, indirizzati nei confronti della donna che aveva segnalato a Striscia l’attività del finto dentista.  

Ma a creare stupore sono le dichiarazioni del sindaco, anche vero dentista, del paese in cui il finto dentista operava, che fino a quando crede che le telecamere sono accese condanna il fatto e gli insulti alla paziente, ma quando crede che le telecamere siano spente si lascia andare in dichiarazioni di solidarietà nei confronti del finto dentista ricordando che è un bravo ragazzo, che il padre era un noto medico e che "a quei tempi non si arrivava alla laurea in medicina, ha iniziato la professione con il padre e poi ha continuato" ha spiegato il sindaco che poi sconsolato dice: "solo che ad uno di 55 anni cosa vai a dire".

Come per dire, tiene famiglia, che altro poteva fare. E giudicando solo la vicedna dalle immagini di Striscia, probabilmente sarà la stessa considerazione fatta dal Giudice che ha accettato di affidarlo ai servizi sociali per tre mesi per scontare la pena e poi poter tornare a lavorare nel suo centro odontoiatrico, ovviamente non come dentista ma come amministratore.

Per tutta la settimana la vera domanda, pensando alla notiza, che mi ha “ronzato” in testa non è stata quella se la condanna fosse adeguata, se la linea dura che il presidente della CAO locale aveva promesso verso il direttore sanitario stava proseguendo, se anche la moglie ed i dentisti indicati come professionisti di quella struttura fossero stati indagati, ma quali fossero i servizi sociali a cui il finto dentista verrà destinato.    

 
 

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Denunciato anche per autoriciclaggio. Sotto sequestro immobili, autovetture e conti correnti. Denunciati anche due odontoiatri iscritti all'Albo


Immagine di repertorio

Lo studio, senza autorizzazioni, era ricavato in una abitazione privata. Rilevate carenze igieniche e rinvenuti farmaci scaduti


 
 

Non aveva le qualifiche necessarie ma, in passato, aveva lavorato nel settore dentale. Sequestrato lo studio, senza autorizzazioni, allestito in un appartamento


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