Dopo il DiDomenica della scorsa settimana in cui chiedevo una mano per fare alcune riflessioni sul primo passo per diventare dentisti, iscriversi al Corso di laurea, in questo affrontiamo lo step successivo: la specializzazione in odontoiatria.
A suggerirmelo è un lettore/lettrice che come spesso capita quando mi raccontano di questioni legate all’ambito universitario, mi si chiede l’anonimato. Anche se, in questo caso, la denuncia non tocca un singolo Ateneo, un professore e neppure più in generale i “referenti” di settore, ma porta l’attenzione verso un aspetto da sempre conosciuto, denunciato ma sul quale la politica non sembra aver mai voluto neppure ascoltare e cercare di capire: figuriamoci affrontare.
Ed è un peccato che il mio interlocutore o la mia interlocutrice non mi consenta almeno di citare l’ateneo che frequenta perché, dalla conversazione telefonica che ho avuto, emerge un livello di qualità formativa, di attenzione alla formazione, di qualità assistenziale verso i pazienti trattati che andrebbe raccontato ed esaltato.
Questo quanto mi scrive.
“Sono laureato/a in Odontoiatria e all'ultimo anno di specializzazione in Chirurgia Orale. Come ben saprete la nostra specializzazione, come anche Ortognatodonzia e Odontoiatria Pediatrica, non viene retribuita in quanto considerata appartenente all'area sanitaria non medica.
Questo ogni iscritto lo sa nel momento in cui decide di intraprendere questa strada, per cui non voglio far riferimento alle 5-6 ore di lavoro quotidiano che ciascuno di noi effettua per eseguire procedure più o meno rischiose (chirurgia in pazienti cardiopatici, sieropositivi, affetti da HCV E HBV) gratuitamente.
Tuttavia, mi piace soffermarmi sul fatto che venga richiesto a noi specializzandi di rientrare in maniera operativa ad affiancare gli strutturati di riferimento nonostante l'emergenza del Coronavirus, senza alcun tipo di retribuzione, tutela assicurativa (l'università copre lo specializzando di odontoiatria con la stessa copertura prevista per gli studenti, cui attualmente viene impedito di recarsi presso i dipartimenti), con le implicazioni fisiche e psicologiche che i DPI che dobbiamo utilizzare comportano (mancanza di respiro, cefalea, sudorazione, vista non nitida a causa delle visiere), ed anzi con l'eventualità che malauguratamente si entrasse in contatto con un paziente Covid positivo verrebbe prevista obbligatoriamente la quarantena e con essa quindi anche l'impossibilità di poter lavorare privatamente.
Tutto questo risulta essere molto triste oltre che rischioso, ma soprattutto noi, la categoria di lavoratori al momento più a rischio di contagio, possiamo davvero essere definiti ancora come appartenenti alla categoria di area sanitaria non medica e quindi non retribuiti?”
Chi segue da tempo la questione “scuole di specializzazione” (direi pochi), sa bene che quella di accettare a malincuore di “finire” nell’area sanitaria non medica è stato il compromesso necessario per poter riaprire i corsi di specializzazione sospesi da anni, perché lo Stato non avrebbe potuto (così giustifica) pagare gli specializzandi. Per ripercorrere un po’ di storia ecco due nostri approfondimenti (emendamento che riattiva le scuole di specializzazione odontoiatriche – ultimo atto che le rende pienamente operative)
Questione specializzazione tornata preponetemene di attualità in queste settimane per quelle in area medica, con la richiesta di FONOMCeO di portare il numero di borse di specialità al pari dei laureati in medicina. Perché, come sappiamo, la carenza di medici negli ospedali e negli ambulatori pubblici non è dovuta alla carenza di laureati in medicina ma di specialisti, quelli che poi vengono assunti nei vari reparti. Degli utimi giorni l’impegno del Governo ad aumentare il numero di borse di studio di specializzazione da mettere a concorso per il prossimo anno accademico.
Ma questo rivendicare e chiedere, non poteva essere l’occasione per portare anche la questione degli specialisti in odontoiatria?
No.
Perché da sempre l’odontoiatra è comunque la cosa più lontana dal SSN di tutte le specialità mediche dando per scontato che non serve perché è normale andare dal privato. Poi sappiamo bene delle differenze regionali ma la media è certamente quella di un SSN che latita cercando di gestire l'offerta in modo "creativo", pur di dare almeno qualche cosa.
Negli ospedali ci sono ancora molti laureati in medicina con specialità in odontostomatologia o maxillo facciale che gestiscono e lavorano nei reparti, mentre negli ambulatori delle Asl prevalentemente l’assistenza è garantita dai “Sumaisti” che fino al rinnovo del contratto avvenuto lo scorso anno, potevano collaborare anche se laureati in odontoiatria e senza un diploma di specialità; come invece richiesto per i concorsi da dirigente medico odontoiatria per lavorare negli Ospedali pubblici. Certo il problema si porrà tra qualche anno quanto la maggior parte di questi andranno in pensione, ma prima di allora magari si approverà qualche deroga o norma che risolva la cosa senza fare spendere soldi allo Stato.
Però il problema di fondo che pone la o il nostro lettore o lettrice, rimane. Perché questa disparità di trattamento tra un medico che frequenta una scuola di specialità e lavora in corsia ed il suo collega odontoiatra che, anche lui, cura pazienti negli ambulatori pubblici?
Quando chiedo al mio/mia interlocutore/interlocutrice se ha scelto di specializzarsi perché vuole cercare di continuare a lavorare nel pubblico, mi risponde di no: “la scelta è per imparare, per meglio qualificarsi”.
Ed in effetti la specialità consente ad un neo laureato, con meno di 2mila euro all’anno di tasse universitarie, di frequentare un corso di alto livello che gli permette di fare 6 ore di pratica tutti i giorni per 3 anni. Già perché, in alcuni atenei italiani, gli studenti non prendono solo un “pezzo di carta”, ma imparano realmente a fare i dentisti.
Quindi ecco probabilmente il perché dell’accettare di essere discriminati, “sfruttati”.
Ma come scrive, lui/lei il problema non sono i soldi, la borsa di studio assegnata invece ai colleghi medici: “lo sappiamo già quando ci iscriviamo”. Il problema è quel lavorare senza tutele in periodo post Covid che per lui/lei, è l’ennesimo schiaffo alla loro professionalità, al loro essere medici, al loro lavoro all’interno di una struttura pubblica.
Al telefono mi dice che la tutela infortunistica sarebbe quel riconoscimento verso il loro lavoro, verso i sacrifici fatti per esercitare l’attività ambulatoriale pubblica.
Sostanzialmente “un gesto” per farli sentire riconosciuti parte di un sistema.
Ed è questa la vera questione degli “specializzandi” odontoiatri: lo Stato, le Istituzioni sanitarie, non danno un valore all’odontoiatria pubblica, non considerano l’odontoiatria pubblica parte integrante del SSN.
Uno degli aspetti che permette di distinguere il valore di un servizio, è quanto sei disposto a pagare per usufruirne, o quanto sei disposto a pagare i professionisti per offrire il servizio. Per l’odontoiatria pubblica sembra, sempre, che nessuno sia disposto a pagare per farla funzionare: se non il singolo cittadino che per ottenere le cure si rivolge altrove, se può.
Nessuna battaglia odontoiatrica (anche quelle che interessano il singolo dentista privato, la libera professione) sarà mai vinta fino a quando rimarrà la convinzione (sia nella politica ma anche nella governance della medicina) che la patologia odontoiatrica è una patologia di serie “b”. Una patologia che per risolverla, in fondo, basta un ambulatorio che tolga il dente, e il male sparisce.
Fino a quando la mentalità sarà questa (nascondendosi dietro ad un “mancano i soldi” che, però, per le atre branche della medicina si trovano), l’odontoiatra continuerà ad indossare il camice da medico di serie “b”.
Copyright © Riproduzione vietata-Tutti i diritti riservati
inchieste 01 Settembre 2026
1783 i posti disponibili negli Atenei italiani sede di corso di laurea, di cui 560 quelli assegnati alle università private. Ecco i posti ateneo per ateneo. Odontoiatria il corso con meno iscritti
cronaca 01 Settembre 2026
Superata la soglia dei mille posti disponibili, 148 posti in più rispetto allo scorso anno. Il 16 settembre il test
cronaca 31 Agosto 2026
Senna (CAO): soddisfatti per il provvedimento ma permangono le criticità sul tema dell’esiguità delle borse e dei pochi posti disponibili
cronaca 14 Luglio 2026
Il progetto MOOD coinvolge 44 Atenei, l’obiettivo di offrire agli studenti un’esperienza di studio sempre più personalizzata e accessibile
cronaca 13 Luglio 2026
Novità rispetto allo scorso anno: allungato il periodo di lezioni e più tempo per gli studenti per dare gli esami. La graduatoria nazionale sarà composta da tre sezioni in base agli esiti degli...
Nuovi servizi extra Lea e innalzamento delle soglie Isee, attivazione di 6 pronto soccorso odontoiatrico, più assistenza per pazienti con disabilità e giovani
O33inchieste 22 Gennaio 2026
Nel 21° Rapporto C.R.E.A. Sanità le cure odontoiatriche diventano il termometro delle disuguaglianze del sistema sanitario italiano
cronaca 02 Dicembre 2025
Obiettivo: portare avanti un progetto di sensibilizzazione collettiva sull’importanza di una corretta igiene orale al fine più ampio di migliorare la salute sistemica degli italiani
inchieste 26 Novembre 2025
L’Health at a Glance: Europe 2024 evidenzia che la spesa out-of-pocket per le cure sanitarie. Quelle odontoiatriche incidono in modo significativo sui bilanci familiari,...
cronaca 05 Novembre 2025
Aumenti economici e arretrati anche per gli odontoiatri del SSN. La (parziale) soddisfazione del SUMAI le critiche del UILFP
interviste 28 Gennaio 2025
La prof.ssa Strohmenger: la salute e la malattia sono due fenomeni di comunità e la loro gestione deve essere un diritto dell’essere umano e un dovere comunitario di farsene...
Una domanda di servizio odontoiatrico domiciliare esisterebbe, dice il prof. Gagliani che aggiunge: basterebbe un piccolo programma fatto seriamente e una nuova odontoiatria “accessibile”
Shota Musayev ha assistito il comandante aggredito dal copilota durante il volo del 30 settembre. Il presidente israeliano Isaac Herzog lo ha premiato insieme...
Approfondimenti 09 Ottobre 2026
Nel Sud-Ovest dell'Inghilterra, un programma del servizio sanitario pubblico per reclutare odontoiatri nelle aree meno servite ha portato all'ingresso di 28...
Approfondimenti 09 Ottobre 2026
L'OMS presenta il modulo STEPS aggiornato, che integra un questionario e una breve valutazione clinica per raccogliere dati sulla salute orale nelle indagini sulle malattie croniche.
Il consigliere regionale Paolo Pagliaro chiede il potenziamento del servizio dell'ospedale Vito Fazzi: segnalate attese di almeno un anno e carenze di...
Cronaca 08 Ottobre 2026
In occasione dell'aggiornamento dei LEA, l'Associazione Italiana Odontoiatri chiede maggiori tutele per i pazienti fragili, risorse adeguate e collaborazioni...
Intervista a Paolo Casentini, medico odontoiatra ed esperto di implantologia, che con Matteo Chiapasco firma "Prosthetically Guided Regeneration": un percorso...
Approfondimenti 07 Ottobre 2026
Un team con un'eccellenza clinica oggi non basta. Gli studi odontoiatrici che crescono senza dipendere interamente dal titolare hanno investito in qualcosa di più: ...
Lettere al Direttore 07 Ottobre 2026
I presidenti provinciali di ANDI e AIO Ferrara ricordano ai colleghi che le radiografie, dalle endorali alle CBCT, vanno consegnate al paziente che le richiede, in un formato leggibile e con la prima...
Secondo un rapporto di mercato, il settore passerà da 12,79 a 17,67 miliardi di dollari entro il 2031, trainato da invecchiamento della popolazione, edentulia, domanda estetica e flussi digitali....
Cronaca 07 Ottobre 2026
Siglata all’Aran l’ipotesi di contratto per circa 137mila dirigenti del Servizio sanitario nazionale, compresi gli odontoiatri dipendenti. Aumento medio a regime di 560 euro lordi al mese,...
Approfondimenti 07 Ottobre 2026
L’azienda contesta le informazioni sui coloranti del dentifricio per bambini riportate da Il Salvagente: secondo Sunstar il prodotto contiene come unico colorante il CI 73360, ammesso nei...
Con l’ordinanza n. 26091 del 2 ottobre 2026 la Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un odontoiatra condannato per errori endodontici e protesici. Le raccomandazioni cliniche orientano il...
Uno studio descrive un primo molare inferiore preispanico con un intarsio di giadeite nella superficie occlusale. L’analisi con CBCT indica che fu inserito quando il dente era ancora vitale: è il...
Inchieste 05 Ottobre 2026
Il Cdc unifica in un’unica sezione le raccomandazioni su SARS-CoV-2, influenza e RSV per gli operatori sanitari, ma lascia fuori l’odontoiatria. Per l’Ada l’aggiornamento diventa...
