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20 Giugno 2021

Hai voglia a spiegare il mangiare sano ad uno che non può masticare

di Norberto Maccagno


La nutrizione è uno degli aspetti più importanti che contribuisce alla salute dell’anziano. Un'alimentazione adeguata è importante per il mantenimento dell’attività quotidiana e per preservare l’autonomia funzionale. L’avanzamento dell’età è accompagnato da cambiamenti fisiologici, psicologici, sociali ed economici che possono esporre ad un’inadeguata alimentazione”.  

A sottolinearlo è un documento dal titolo “Miglioramento della salute dell’anziano per gli aspetti nutrizionali” con particolare attenzione sulla malnutrizione per difetto elaborato dal “Tavolo tecnico per migliorare la salute dell’anziano per gli aspetti nutrizionali”. Tavolo istituito nel 2019 all’interno della Direzione generale per l’igiene e la sicurezza degli alimenti e la nutrizione del Ministero della Salute. Il Tavolo è composto da un geriatra (in Rete viene indicato come il medico personale del Papa), un dietologo, un chirurgo ortopedico, un’esperta in endocrinologia e malattie dell’alimentazione, una specialista in scienze dell’alimentazione, un professore in fisiologia e due medici funzionari del dipartimento ministeriale a cui il Tavolo afferisce.  

Nell’interessante documento vengono analizzate criticità come la mancanza di un programma nazionale di sorveglianza nutrizionale relativo agli anziani; l’insufficiente sensibilità dell’intero sistema alle problematiche nutrizionali nei soggetti in età geriatrica; la mancata considerazione degli aspetti nutrizionali nei criteri di qualità delle strutture assistenziali.  

A ricordarmi di aver letto la notizia della pubblicazione del documento sul sito del Ministero della Salute sono state le riflessioni del prof. Luigi Checchi pubblicate venerdì su Odontoiatria33, proprio sul rapporto denti alimentazione.
Già, perché come ricorda il prof. Checchi, la persona anziana “invecchiando senza denti, si trova costretta a rifugiarsi in una dieta ricca di carboidrati e povera di proteine”.  Sembra una banalità sottolineare che, per una corretta alimentazione, determinate è la masticazione.  

Ma sapete bene che non è così.  

E lo ammette anche il prof. Checchi evidenziando che: “la perdita dei denti è uno dei problemi meno discussi pubblicamente ma più importanti della nostra popolazione”.  
Professore che elenca alcune delle problematiche e dei fattori che “portano l’anziano a deficit nutrizionali, con carenze  subcliniche di vitamine e minerali e  con un conseguente rischio di malnutrizione: edentulie, mobilità dei denti, ascessi, protesi mobili sia parziali che totali,  bocca urente, disfagie, problemi socioeconomici, difficoltà nel muoversi per fare la spesa, il prevalente acquisto di cibi pronti all’uso e preconfezionati, problematiche psicologiche collegate alla diminuzione del numero di  amici o alla perdita del coniuge con conseguente isolamento, la monotonia alimentare spesso causata ed associata a difficoltà nella masticazione ed a malattie croniche, un ridotto senso della sete”.  

Poi, se già questo non fosse abbastanza per ricordare l’importanza di una masticazione efficiente per la nostra salute generale, sempre questa settimana Odontoiatria33 ha dato la notizia di una ricerca che ha cercato di indagare come la perdita dei denti influisce (negativamente) sulla capacità di svolgere le attività quotidiane chiave della vita quotidiana: preparare un pasto caldo, fare la spesa, fare telefonate, prendere medicine, lavorare in casa o in giardino o gestire il denaro.  

Ora faccio delle “fanta politica sanitaria” (in realtà è stato sottolineato più volte): nel chiedere maggiore attenzione verso l’assistenza odontoiatrica perché non si portano dati sul costo sociale per la collettività (ore di lavoro perse, costo per le cure per il dolore, l’ospedalizzazione etc.) di una bocca malata?  

In questo DiDomenica evidenziavo il degrado sociale ed umano del non prevedere un’assistenza domiciliare per gli anziani anche solo per una banale pulizia della protesi  

Giusto istituire Tavoli per organizzare un sistema che consenta di garantire una corretta alimentazione agli anziani ospedalizzati o per sensibilizzare gli anziani ad una corretta alimentazione.

Ma se la corretta alimentazione è condizionata da una carente masticazione?

Quell’anziano mal nutrito (a casa o nell’RSA poco importa) quanto costa al nostro SSN in termini di cure, ricoveri? Tralasciando la quesitone fondamentale: la sua qualità della vita.

Costa di meno curarlo, oppure sarebbe meglio fornirgli lo strumento (i denti) che gli consentano di “masticare” quei pasti realizzati sulla base di un menù bilanciato?  

Ma questo problema, a quanto pare, al Ministero non se lo pongono. E poi c’è l’annosa questione di continuare a considerare i problemi di salute a comparti stagni e non nell’ottica di sistema che considera tutte le variabili, coinvolgendo nella programmazione i referenti di tutte le branche della medicina, odontoiatria inclusa.  

Allora proviamo a sensibilizzarli noi, d'altronde il dovere di un organo d’informazione è anche questo: informare, denunciare, proporre. Nelle prossime settimane, EDRA, l’editore di Odontoatria33, cercherà di organizzare un dibattito pubblico proprio sul tema dell’odontoiatria sociale finalizzata all’assistenza degli anziani coinvolgendo politici, rappresentanti dei cittadini, delle istituzioni preposte all’assistenza ed ovviamente di odontoiatri ed igienisti dentali. Vedremo se ci riusciremo, anche la disponibilità a parlarne darà l'indicazione di quanto il problema è sentito.

Nel documento prodotto dal Tavolo tecnico sull’alimentazione dell’anziano, tra le criticità del sistema si evidenza che “le prestazioni nutrizionali (diagnostiche-terapeutiche) devono essere adeguatamente riconosciute nei LEA”.  

Giusto per ricordare, ecco cosa prevedono i Lea odontoiatrici in tema di protesi per pazienti fragili e socialmente deboli: “applicazione di protesi rimovibili (escluso il manufatto protesico)”.  
Un po’ come se venisse indicato che il SSN ti garantisce l’inserimento di un pacemaker o della protesi d’anca, ma apparecchio e protesi te la devi portare da casa. 
Certo è una battuta, quanto previsto vuole dire che il costo della protesi dentale deve essere addebitata al paziente, e molte Regioni fanno pagare esclusivamente il costo del laboratorio, ma il concetto di fondo rimane: perché la protesi all’anca la passa il SSN a tutti e la protesi dentale a nessuno?  

“Non ci sono i soldi perché tutti avranno bisogno di protesi odontoiatriche mentre di quella all’anca no”.
E’ questa la motivazione da sempre data dalla Politica. Sarà, ma come dicevo prima quanto costa curare un anziano per le cause da malnutrizione rispetto alla realizzazione di una protesi (parziale o totale) e la sua manutenzione nel tempo? Certamente molti il dentista riescono a permetterselo, ma altri no e non solo per problemi economici.  

Il problema di fondo dei finanziamenti, come già sottolineato, non è la disponibilità di risorse ma è la priorità di dove allocare le risorse e come sappiamo, l’odontoiatria per la Politica non è una priorità.  

L’impressione è invece che degli anziani fragili senza denti, non freghi molto a nessuno, forse neppure al settore, salvo i soliti volenterosi.  

Allora ci toccherà aspettare che qualche influencer diventi anziano e denunci la situazione via social. Ma anche questa ipotesi la vedo poco probabile, quell’influencer troverà probabilmente un dentista che in cambio di un -“il dott. XY mi ha fatto tornare a masticare è un santo”- in suo post, le farà la dentiera a gratis, magari pure con due impianti per renderla più ferma.    

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