HOME - Igiene e Prevenzione
 
 
05 Febbraio 2018

La prevenzione dentale. Le procedure da adottare perché non sia uno slogan pubblicitario ma una prestazione concreta per i nostri pazienti

di Stefano Daniele


Oggi la prevenzione dentale è sempre più oggetto principale dei messaggi pubblicitari che spesso la banalizzano. La prevenzione delle patologie orali, sia dentali sia dei tessuti molli, ha avuto un ruolo importante negli ultimi anni per ridurre la prevalenza della patologia cariosa, della malattia parodontale e l'intercettazione precoce delle malattie delle mucose orali.

Con questo mio contributo vorrei spiegare in che cosa consistono - e lo sforzo necessario per applicarli sui pazienti - i principi della prevenzione dentale che rappresenta quella parte di prevenzione orale della quale mi occupo in maniera più approfondita.

La prevenzione dentale parte da principi semplici ed elementari delle istruzioni di igiene orale domiciliare da fornire al paziente in corso di prima visita o contestualmente alla seduta di igiene orale professionale periodica.

Seppur banale non si può dare per scontato che i pazienti sappiano come si lavano i denti nella maniera corretta, con quale frequenza e l'azione sinergica tra placca dentale accumulata e consumo di alimenti contenenti zucchero.

Occorre sapere rispondere al paziente che chiede se lo spazzolino elettrico è più efficace di quello manuale - senza necessariamente citare revisioni sistematiche della letteratura che lo confermano - semplicemente sottolineando che lo spazzolino elettrico non richiede una specifica tecnica e curva di apprendimento.

Ancora, che lo spazzolino inter-prossimale o scovolino è un dispositivo indispensabile per rimuovere la placca tra un dente e l'altro e prevenire l'insorgenza della carie inter-prossimale e che il suo impiego è più semplice e richiede meno tecnica (in maniera simile allo spazzolino elettrico) rispetto al filo interdentale.

Il discorso della prevenzione si complica quando si affrontano i temi del trattamento delle lesioni cariose in fase iniziale, le lesioni ipomineralizzate dello smalto, la perdita di sostanza dentale a livello del terzo cervicale del dente e la sigillatura preventiva dei solchi e delle fossette.

Una macchia bianca dello smalto che si riscontra su un incisivo centrale può avere un significato diverso (dal punto di vista clinico, istologico) a seconda se compare in maniera isolata oppure contestualmente a macchie biancastre / brunastre o perdita di sostanza sui molari permanenti dello stesso paziente.

Allo stesso modo non si può considerare "white spot" un'area di smalto biancastro a livello cervicale in un paziente affetto da reflusso gastro-esofageo.

Zone di smalto biancastro possono avere classificazioni patologiche diverse tra loro e necessariamente un approccio terapeutico differente.

La sigillatura preventiva dei solchi e delle fossette è un intervento di prevenzione dentale primaria riconosciuto dall'organizzazione mondiale della sanità (OMS) in termini di prevenzione della carie nel paziente pediatrico e adolescente.

La sigillatura non è una procedura banale soprattutto se il paziente giunge alla nostra osservazione già da adolescente.

Occorre considerare la morfologia dei suoi solchi occlusali (morfologia occlusale accentuata oppure no) e soprattutto la sua storia di carie al momento dell'osservazione e nella dentizione decidua.

Anche dal punto di vista procedurale è necessario spesso valutare se aprire il solco occlusale e come farlo (classiche frese dedicate oppure polveri abrasive), per quanto tempo lo smalto deve essere mordenzato con l'acido ortofosforico per conferire un valido pattern di ritenzione al sigillante e quale sigillante impiegare.

Il colore del sigillante dovrebbe essere preferibilmente bianco per rendere visibili i margini ai controlli e impiegare un sigillante a rilascio di fluoro.

Si può considerare se far precedere al sigillante l'applicazione - sullo smalto mordenzato - di un sottile strato di resina fluida "bonding" in grado di penetrare più agevolmente le micro-irregolarità create oppure non impiegarlo in base alla viscosità presentata dal sigillante stesso.

Nel caso di apertura del solco che evidenzia zone profonde con carie occorre decidere se procedere comunque con l'intervento di sigillatura oppure condurre un restauro preventivo in resina composita ( Preventive Resin Restorations PRR; Simonsen 1978) ed in questo caso il tipo di procedura adesiva smalto-dentinale e materiale da impiegare ( comunque sigillante oppure composito fluido, composito convenzionale ).

Sono solo dei brevi esempi che però fanno capire che la prevenzione dentale è un argomento complicato - soprattutto in fase decisionale - che richiede esperienza da parte dell'operatore ma soprattutto competenze.

Competenze e conoscenza su " cosa e come fare " significa che l'operatore impiega del tempo per lo studio dell'argomento attraverso la letteratura scientifica, i libri dedicati all'argomento, continui aggiornamenti nonché una discreta esperienza clinica.

In conclusione appare evidente che non si può - ed è altresì fastidioso per coloro che si occupano di tale disciplina - banalizzare il principio della prevenzione per i fini commerciali in considerazione del fatto che si sta parlando della futura salute orale della collettività.

  • Figg. 1-4: sigillatura preventiva dei solchi e fossette su 3.6 previa detersione della superficie dalle glicoproteine salivari mediante polvere di bicarbonato, mordenzatura dello smalto con H3PO4 per un tempo non inferiore ai 60 secondi ed applicazione di un sigillante resinoso a rilascio di ioni Fluoro, Calcio e Fosfato

 
 

Copyright © Riproduzione vietata-Tutti i diritti riservati

Articoli correlati

Uno studio italiano evidenzia come la flessione anteriore del capo associata all'uso prolungato dei dispositivi elettronici possa modificare il bilanciamento tra temporale e...


Uno studio internazionale condotto anche a ricercatori italiani ha analizzato durata di utilizzo più importante di dose e veicolo di somministrazione


Una revisione scientifica aggiornata separa le evidenze dalle convinzioni diffuse e fotografa lo stato attuale delle conoscenze


 
 

Uno studio clinico pilota ha confrontato tre diverse soluzioni di uso comune per valutare la loro capacità di ridurre la contaminazione batterica delle setole dopo l'utilizzo quotidiano dello...


Una ricerca ha esplorato le correlazioni tra l'accumulo di placca sui solchi occlusali, lo stato di igiene orale generale, la patologia cariosa e la complessità delle cure necessarie su studenti...


Una ricerca ha preso in esame studi clinici su pazienti adulti per verificare l’impatto del protocollo IDS su sintomi post-operatori e stabilità delle riabilitazioni.


 
 

In uno studio, che verrà pubblicato prossimamente sul Journal of Dentistry, gli autori hanno valutato, a cinque anni di distanza, l'efficacia della sigillatura microinvasiva dei sesti...

di Lara Figini


L’avvento dell’odontoiatria adesiva ha introdotto il concetto di odontoiatria minimamente invasiva con un design della cavità più conservativo e nessuna ritenzione...

di Lorenzo Breschi


Nonostante la sigillatura rappresenti una metodica ormai consolidata nella prevenzione dell’insorgenza del processo carioso, non sono state a oggi identificate procedure standardizzate di controllo...


 
 

Altri Articoli

L’OMCeO di Milano ricorda agli iscritti le varie scadenze e le possibilità per recuperare i crediti non raccolti nei trienni precedenti


Cinque giorni di lavori, 366 delegati da 27 paesi: l’Italia ha ospitato il 62° Annual Meeting del comitato tecnico ISO dedicato all’odontoiatria. Sul tavolo gli standard che definiscono...


Dalle indicazioni alla valutazione clinica, dalle implicazioni estetiche all’esecuzione chirurgica: il nuovo volume Edra accompagna l’odontoiatra in tutte le fasi di una procedura chiave per la...


 
 

Un sondaggio tra ortodontisti e pedodontisti statunitensi ha rilevato come l'autotrapianto dentale è una procedura ampiamente conosciuta, ma ancora raramente proposta. Ecco...


La prof.ssa Nardi esalta l’opportunità per l’operatore di rispondere in termini di efficienza ed efficacia per i protocolli operativi dedicati al debridment parodontale,...

di Prof.ssa Gianna Maria Nardi


Sono sempre più utilizzate ma quali sono i limiti normativi e deontologici? La discriminante rimane la questione del “suggestivo e promozionale”


 
 

Due giornate di confronto scientifico e una comunità sempre più partecipe: il Section Meeting di Palermo ha raccontato la vitalità della Sezione Italiana dell’International...


Per l’Ente di previdenza di medici ed odontoiatri vanno sempre conteggiate perché svolte sotto “la vigilanza e la direzione sanitaria dell’odontoiatra”


La svolta della General Assembly FDI sintetizzata da AIO dopo il World Congress FDI di Praga speigate dal presidente Musella e dalla delegata prof.ssa Segù


 
 

Se ne parlerà al 45° Congresso Internazionale AIOP. Abbiamo cominciato ad approfondire con il presidente AIOP, il presidente SIdP ed il dirigente AIOP odontotecnici


Come ogni anno ecco le informazioni per non farsi cogliere impreparati, le modalità per effettuare il versamento e cosa si rischia se non lo si versa


La CAO scrive ai Ministri competenti. Senna tariffe inadeguate rischiano di ridurre l’accesso alle cure nel SSN, necessario un approfondimento tecnico sui costi delle prestazioni...


 
 

Tra i fattori modificabili che potrebbero contribuire alla prevenzione anche la salute orale: cosa dice oggi la ricerca


SIOD: “Una beffa dopo le sentenze del TAR. Così si mette in ginocchio la sanità convenzionata”


 
 
 
 
IDI Evolution

Il Podcast
dell'Innovazione
Odontoiatrica

 
 

Iscriviti alla Newsletter

 
 

Corsi ECM

 
 
 
 
 
 

I più letti

 
 

Corsi, Convegni, Eventi

 
 
 
 
 
 

Guarda i nostri video

Guarda i nostri video

Il flusso di lavoro dell’odontoiatra chairside

 
 
 
 
 
 
 
 
chiudi