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06 Luglio 2015

Perché motivare i pazienti all'utilizzo del filo interdentale. Ma non sono tutti uguali

di Lara Figini


Il modo migliore per prevenire infiammazioni gengivali, malattia parodontale e carie è eseguire regolarmente e correttamente le manovre di igiene orale che fanno capo allo spazzolino da denti. Tuttavia l'utilizzo dello spazzolino deve essere integrato con l'uso di altri dispositivi di pulizia, quale il filo interdentale o scovolini per la rimozione del biofilm dentale che si accumula nelle superfici interprossimali, in quanto in queste zone per ovvi motivi lo spazzolino non può arrivarci in maniera efficace. Inoltre, si è visto che tendenzialmente si accumulano maggiori concentrazioni di biofilm dentale nelle superfici interprossimali rispetto a quelle riscontrabili nei siti non prossimali.

Nella scelta del dispositivo interdentale più appropriato per ogni paziente, devono essere considerate le dimensioni e la morfologia degli spazi interdentali [Berchier 2008]. Va anche poi tenuto conto dell'abilità e della capacità di ogni paziente di utilizzare questi dispositivi in maniera corretta . Ecco perché, se si vuole parlare di prevenzione, è molto importante il ruolo dell'igienista dentale e dell' odontoiatra nel motivare il paziente all'igiene orale domiciliare corretta e regolare spiegando bene nei dettagli ogni singola manovra che dovrà fare a casa il paziente con tempistiche e modalità corrette.

Secondo uno studio di Zimmer et al. , solo una piccola parte della popolazione utilizza il filo interdentale quotidianamente, e il suo consumo è maggiore nei soggetti con livelli socioeconomici elevati. Molte persone evitano di usare il filo interdentale, perché ritengono che sia in termini di tempo, scomodo, difficile da usare, e temono di tagliuzzare facilmente la papilla interdentale [Laing 2008]. Accanto a un controllo meccanico del biofilm dentale ottenuto con spazzolino, filo interdentale o scovolini, vi può essere anche un controllo chimico del biofilm utilizzando per esempio anche dei collutori. Uno dei più efficaci agenti antibatterici per il cavo orale è la clorexidina. La sua azione si esplica andando a danneggiere la membrana citoplasmatica, portando a lisi cellulare batterica [Herrera 2003]. Inoltre la clorexidina ha una capacità di ritenzione rimanendo nei tessuti orali per un tempo prolungato. In un recente studio di maggio 2015 pubblicato sull' International Journal of Dental Hygiene si indaga l'efficacia dell'uso del filo interdentale impregnato con 5% di clorexidina gluconato nella riduzione del biofilm dentale sopragengivale.

Questo studio in parallelo, singolo cieco, controllato e randomizzato, ha preso in considerazione un campione di trenta studenti di odontoiatria della Facoltà di Farmacia, Odontoiatria e Infermieristica dell'Università Federale di Ceará, in Brasile, divisi equamente in tre gruppi. Il gruppo di controllo negativo (NC) in cui non venisse adoperato alcun tipo di pulizia interprossimale; il gruppo di controllo positivo (PC) in cui venisse usato il filo interdentale cerato ,senza alcuna impregnazione, due volte al giorno; e il gruppo di test (T) in cui venisse usato lo stesso filo interdentale impregnato però con 5% clorexidina gluconato, due volte al giorno. La durata dello studio è stata di 15 giorni . Passati questi giorni gli autori sono andati ad analizzare la presenza del biofilm , valutata su quattro superfici (mesiobuccale, distobuccale, mesiolinguale e distolinguale) con indice Quigley-Hein, con conseguenti quattro punteggi per ciascun dente. I risultati ottenuti sono stati i seguenti: Nel Gruppo T (filo interdentale impregnato con clorexidina) si sono riscontrati i più bassi livelli di placca batterica , mostrando una differenza significativa rispetto al gruppo di NC (no filo interdentale) (p <0.001) e PC gruppo ( filo interdentale senza clorexidina) (P <0,001). Anche nel Gruppo PC ( filo interdentale senza clorexidina) si è rilevato un minor accumulo di placca batterica con differenza significativa rispetto al gruppo controllo (p <0.001) dove non è stato utilizzato il filo interdentale.

L'uso del filo interdentale impregnato con clorexidina gluconato al 5% provoca ulteriori riduzioni del biofilm sopragengivale rispetto ai risultati conseguiti con il solo utilizzo convenzionale del filo interdentale cerato in una popolazione ben motivata e ben istruita.

A cura di Lara Figini: Coordinatore Scientifico Odontoiatria33

Bibliografia:

- Berchier CE, Slot DE, Haps S, Van der Weijden GA. The efficacy of dental floss in addition to a toothbrush on plaque and parameters of gingival inflammation: a systematic review. Int J Dent Hyg 2008; 6: 265-279.

- Zimmer S, Kolbe C, Kaiser G, Krage T, Ommerborn M, Barthel C. Clinical efficacy of flossing versus use of antimicrobial rinses. J Periodontol 2006; 77: 1380-1385.

- Laing E, Ashley P, Gill D, Naini F. An update on oral hygiene products and techniques. Dent Update 2008; 35: 270-272, 275-276, 278-279.

- Herrera D, Roldan S, Santacruz I, Santos S, Masdevall M, Sanz M. Differences in antimicrobial activity of four commercial 0.12% chlorhexidine mouthrinse formulations: an in vitro contact test and salivary bacterial counts study. J Clin Periodontol 2003; 30: 307-314.

- FWMG Muniz, KS Sena, CC de Oliveira, DM Veríssimo, RS Carvalho e RS Martins . Efficacy of dental floss impregnated with chlorhexidine on reduction of supragingival biofilm: a randomized controlled trial ; Internationa Journal of Dental Hygiene maggio 2015, vol. 13 Issue 2; pag. 117-124

 
 

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