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15 Gennaio 2025

Salute orale: la prevenzione è la soluzione

La persona assistita deve essere motivata ad una scrupolosa igiene orale domiciliare, con strumenti personalizzati. Le considerazioni della prof.ssa Nardi

di Prof.ssa Gianna Maria Nardi


Iginesita spiega

La salute si basa su interventi di prevenzione e deve essere metabolizzata con l'importanza che merita, al pari delle terapie riabilitative. La fase più importante per assicurare un futuro in salute è la prevenzione primaria, che ha come ruolo primario il controllo degli stili di vita di igiene orale, igiene alimentare e abitudine ai controlli periodici programmati in base all’intercettazione degli indici di rischio sistemici o specifici del cavo orale.

La persona assistita spesso ritiene poco importante riservare attenzione ai protocolli operativi di prevenzione primaria, ritenendo poco indispensabile il controllo periodico e il sottoporsi a pratiche cliniche di prevenzione che hanno invece l’importante ruolo di potenziare la resistenza dei tessuti dento-parodontali fortemente condizionati dalle variabili ambientali e stili di vita.

La persona assistita deve essere motivata ad una scrupolosa igiene orale domiciliare, con strumenti personalizzati e scelti in approccio di concordance in base a facilità di utilizzo e situazione clinica ed anatomica dei tessuti del cavo orale. Per il controllo chimico del biofilm batterico, condividere la scelta tra molecole dedicate alla fascia d’età, esigenza clinica e percezione sensoriale degli eccipienti per fidelizzare l’utilizzatore all’uso, che in alcuni casi deve essere quotidiano. 

L’ozonoterapia domiciliare con olio di oliva ozonizzato è risultato essere un nuovo approccio clinico preventivo grazie all’azione battericida, fungicida, antivirale e cicatrizzante. 

Il fluoro è comunque un valido supporto nel controllo della salute dello smalto. Non meno importante la considerazione riservata alla prevenzione secondaria, che permette di intercettare precocemente la presenza di condizioni cliniche a cui vanno riservati interventi tempestivi protocollari preventivi che permettano la reversibilità di stadi clinici patologici.

Gli interventi di prevenzione secondaria, come ad esempio la terapia parodontale non chirurgica, risulta essere fondamentale per controllare gli stati infiammatori e tenere sotto controllo l’evoluzione dell’infiammazione e l’interessamento dei tessuti parodontali profondi.

Le persone assistite a rischio di demineralizzazione delle suferfici dello smalto devono essere sottoposte a sigillature di solchi/fossette, applicazioni di fluoroprofilassi topiche di vernici e/o mousse remineralizzanti e/o trattamenti di infiltrazioni resinose 

Altro momento importante e fondamentale è l’attenta osservazione della fluorescenza della mucosa per rilevare la presenza di eventuali lesioni precancerose e cancerose invisibili ad occhio nudo, che vengono intercettate agevolmente come aree più scure rispetto al tessuto sano (dotato di naturale autofluorescenza visibile tramite il filtro ottico brevettato. Un clip portatile apposto sulla fotocamera dello smartphone permette l’osservazione e l’archiviazione delle fotografie sullo smartphone dello stato di salute del cavo orale. 

La gestione interdisciplinare tra professionisti dell’intercettazione precoce di condizioni cliniche a rischio permette di richiedere tempestivamente una esatta diagnosi che può salvare una vita. 

La prevenzione terziaria viene percepita più facilmente poiché gli interventi terapeutici riabilitativi limitando il danno clinico in atto, che spesso procura dolorabilità, non garantisce la “restituito ad integrum” dei tessuti dento-parodontali, ma arresta la progressione della patologia evitando cure complesse, ma soprattutto evita alla persona assistita la dolorabilità, sempre mal sopportata.  


Nota: immagine creata con IA

 
 

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