I laureati in Italia restano pochi e persiste una forte migrazione di diplomati nel Sud per studiare negli atenei del Centro-Nord.
Il rapporto Almalaurea 2019 presentato nei giorni scorsi non solo conferma, ma consolida i dati di tre anni fa da cui emergeva un gap tra il Sud, esportatore di studenti universitari, e il resto d'Italia. Se dal Nord si sposta il 2,8% degli studenti e dal Centro la mobilità è del 12,2%, al Sud emigra il 26,4% di studenti.
Dopo la Romania l’Italia è il paese con minore incidenza di laureati in Europa, negli ultimi 15 anni gli atenei hanno perso 40 mila matricole, c'è stato un crollo tra 2008 e 2014 del 17% di occupati a un anno per le lauree triennali e del 15% per le magistrali. In assoluto, dal 2003 in poi hanno guadagnato solo le lauree scientifiche, aumentate del 13%. Ora sembrerebbe andare un po’ meglio. Nel 2017-18 c'è stato un aumento del 9,3% di immatricolazioni, dunque una ripresa che però non copre il dato di fondo: in Italia più che all'estero la frequenza universitaria è legata al reddito.
Il Rapporto sul Profilo dei laureati effettuato da AlmaLaurea si basa su un'indagine che coinvolge oltre 280 mila laureati del 2018 e restituisce una fotografia analitica delle loro principali caratteristiche.
Questo il profilo del neo laureato odontoiatra
In prevalenza gli 815 laureati nel 2018, secondo i dati AlamaLaurea, sono maschi (54,5%) con una età media di 27,3 anni: nello specifico tra i 25-26 anni (52%), oltre 27 (32%), tra i 23-24 (16%). Il 3,6% sono studenti stranieri che hanno studiato in atenei italiani.
Dal punto di vista sociale, il 59,1% ha almeno un genitore laureato (29,9% entrambi i genitori; 29,2% un solo genitore laureato), il 53,1% dichiara di appartenere ad una classe sociale elevata, il 21% classe media impiegatizia, il 14,7% classe media autonoma, 8,9% classe di lavoro esecutivo. Il neo laureato ha prevalentemente (90,8%) un diploma liceale (di questi 64,6% Scientifico, 22,3% Classico) con un voto medio di 84,9 centesimi, diploma conseguito nella stessa provincia dove ha conseguito la laurea (42,1%) o in quella limitrofa (23,8%) o nella stessa ripartizione geografica (20,4%).
A differenza della media nazionale, che tiene conto di tutti i laureati, per quelli in odontoiatria la mobilità dal Sud al Centro Nord è contenuta, solo l’8,7% ha ottenuto un diploma al Sud ma si è poi trasferito per laurearsi in un ateneo del Centro Nord. In media l'80,1% dei neo laureati, per almeno la metà della durata del precorso di studi, ha alloggiato a meno di un’ora di viaggio dall’ateneo.
Sul fronte della preparazione, i neo laureati si sono dimostrati buoni studenti visto che la media del voto di laurea è stata di 109,4, ed il 61,6% si è laureato nei termini mentre il 22,7% fuori corso di un solo anno. Odontoiatri che a differenza degli studenti di altre facoltà non sembrano amare compiere esperienze di studi all’estero, solo il 15,8% lo ha fatto, prevalentemente con percorsi Erasmus o progetti finanziati dall’Unione Europea, mentre il 55,8% ha svolto tirocini/stage o lavoro riconosciuti dal proprio corso di laurea.
Neo laureati che secondo quanto raccolto da AlmaLaurea si dicono pienamente soddisfatti della formazione ricevuta. Alla domanda se sono complessivamente soddisfatti del corso di laurea hanno così risposto: decisamente si (36,4%), più si che no (49%), più no che si (10,6%), decisamente no (3,7%). “Voti” positivi anche nel giudizio del rapporto con gli insegnati (molto sodisfatti 1,2% abbastanza 51,6%) e con i compagni di Università (soddisfatti 57,4%, abbastanza 35,5%). Anche le strutture messe a disposizione dagli atenei sono giudicate nel complesso positivamente, il 29,3% le ha giudicate decisamente adeguante mentre il 42,6% spesso adeguate.
Qualche criticità emerge dalle attrezzature per l’attività pratica giudicate raramente adeguate (36,7%), spesso adeguate (32,3%), sempre adeguate (19,6%).
Gradimento verso lo studio che può essere inteso anche dal fatto che il 67,4% dei neo laureati intende proseguire gli studi attraverso una scuola di specializzazione (30,7%) o un master universitario (18,1%).
La ricerca di AlmaLaurea ha anche cercato di capire le aspettative degli studenti in tema di lavoro. Se non stupisce l’84,4% che dichiara di essere interessato a lavorare nel privato, può farlo il 36,3% che vorrebbe lavorare nel pubblico, sapendo che per l’odontoiatria questo, ad oggi, rimane un miraggio visti i pochissimi posti disponibili. Per quanto riguarda come vorrebbero svolgere la professione, la ricerca conferma che oggi lo studio autonomo non è la priorità anche se rimane un obiettivo ambito.
Queste le scelte indicate dai neo laureati (possibili più le risposte):
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