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08 Giugno 2020

Covid-19: L’impatto di SARS-CoV2 sugli studi dentistici in Germania

Lockdown in Germania ha provocato un impatto economico fortemente negativo anche per la pratica odontoiatrica. I dati da una ricerca del Berlin Institute

Cristoforo Zervos

Per arginare il SARS-CoV2 (Covid-19) gli enti regolatori di tutto il mondo hanno adottatodiverse policy e diverse metodologie di approccio, fra cui la quarantena forzata con limitazioni alla libertà individuale. Un interessante studio pubblicato su “Journal of Dentistry”, condotto da Falk Schwendicke, Joachim Krois e Jesus Gomez, dell’Universitätsmedizin Berlin e dal Berlin Institute for AI and Health Policy, ha analizzato l’impatto economico di tali policy sugli studi dentistici in Germania sulla base di un modello ad hoc. 

E’ stato preso in esame un campione di dentisti del servizio sanitario nazionale tedesco, e sono stati classificati in due gruppi (S1/S2): basso/alto volume di prestazioni mediche erogate; basso/alto volume di prestazioni erogate coperte dal Ssn tedesco; basso/alto numero di personale e costi dello studio.

Le varie spese sono state classificate in diverse categorie (personale, materiali, studio, altro).  E’ stato condotto un sondaggio telefonico dal 24 marzo al 2 Aprile 2020 su un campione casuale di 300 dentisti tedeschi (con 146 risposte utili), per determinare i cambiamenti nei servizi eseguiti nelle varie categorie, utilizzando la “catena di Markov” (un modello in cui la transizione da uno stato all’altro avviene su base probabilistica, anziché deterministica) su 100 pratiche dentali in ogni gruppo (S1 e S2) per un totale di 365 giorni.  Sono stati poi presi in esame diversi periodi temporali sotto l’influenza da Covid-19 (Il caso base:90 giorni, 45 giorni e 135 giorni). 

A tutto questo è stato poi applicato il “Metodo Monte-Carlo” (metodo numerico basato su procedimenti probabilistici, usato in statistica per la risoluzione di problemi di varia natura). 

I risultati hanno stabilito che il lockdown ha ridotto l'utilizzo di tutti i servizi dentali più importanti: quelli riguardanti la prevenzione (-80% in media), la parodontologia (-76%) e l’assistenza protesica (-70%).  Nel caso base (90 giorni), le riduzioni medie delle entrate economiche sono state rispettivamente per S1/S2 del 18,7%/15,7% nei casi con copertura del Ssn, del 18,7/18,6% nei casi con coperture da assicurazioni private ​​e del 19% in entrambi i gruppi per i pazienti che non hanno forme di copertura sanitaria.  

Nel caso dei 135 giorni, invece, le entrate complessive sono diminuite del 31%/30% in S1/S2 con un utile netto negativo nell’anno del 29%/12% (S1/S2). In sintesi, i risultati dei provvedimenti restrittivi adottati dalle autorità per il COVID-19 hanno portato un impatto economico fortemente negativo anche per la pratica odontoiatrica.

Questo elemento dovrà essere considerato dalle autorità nel momento di progettare sussidi governativi e reti di sicurezza sociali volti ad alleviare problemi economici sia a breve che a medio termine.  Lo studio consiglia inoltre ai dentisti di prendere in considerazione la riorganizzazione dei protocolli organizzativi interni e di cura per ridurre i costi e mantenere una redditività minima.  

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