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20 Ottobre 2020

Ammortizzatori sociali: gli studi dentistici quelli che li hanno richiesti di più

Dai dati Ebipro, durante il lockdown tra tutti gli studi professionali sono stati i dentisti quelli che hanno presentato più domande. Ora ad essere in crisi sono altre professioni 

Nor. Mac.

Che lo smart working non sia cosa per i dentisti, se non forse per qualche funzione di segreteria, era intuibile ma ora ne abbiamo la prova grazie ai dati di Ebipro, l’ente bilaterale per gli studi professionali, sulle richieste di sostegno al reddito. 

I dati erano stati anticipati dal Sole 24 Ore qualche settimana fa ed indicavano come gli studi dentistici, tra gli studi professionali aderenti ad Ebipro, fossero quelli che hanno presentato più domande per la misura di sostegno al reddito prevista dall’ente bilaterale degli studi professionali, legata agli ammortizzatori sociali. 4.978 le domande presentate dagli studi odontoiatrici aderenti a Ebipro, 2.262 quelle presentate dagli avocati e 2.162 dai commercialisti. Gli odontoiatri aderenti alla bilateralità degli studi professionali sono poco meno del 50% dei professionisti esercenti, ci dicono dall’Ente bilaterale.  

I dati si riferiscono prevalentemente al periodo del lockdown durante il quale gli studi dentistici, rispetto ad altri studi professionali, non hanno potuto lavorare in quanto lo smart working non era praticabile”, dice ad Odontoiatria33 Francesco Monticelli Direttore di Ebipro. “Analizzando i dati  –continua spiegando che la concessione del contributo è stata legata al via libera da parte dell’Inps dei diversi ammortizzatori sociali previsti per il settore- abbiamo notato come gli studi dentistici abbiano ripreso l’attività subito dopo il lock down mentre altre strutture professionali hanno continuato ad utilizzare gli ammortizzatori sociali ”.

Quello del sostegno al reddito è uno degli strumenti attivati da Ebipro a favore degli studi aderenti al nostro Ente bilaterale a sostegno dell’emergenza Covid”, spiega Monticelli. 

Il sostegno prevedeva l’erogazione ai dipendenti degli studi professionali di un contributo di 250 euro una tantum. Operativamente la misura veniva anticipata dai datori di lavoro e poi rimborsata da Ebipro. E’ stato possibile presentare domande fino al mese di giugno 2020. 

Secondo i dati che Ebipro ha inviato ad Odontoiatria33, e riferiti ai primi 9 mesi del 2020, sono oltre 13 mila i dipendenti degli studi odontoiatrici che hanno usufruito del contributo, poco meno di 5 mila gli studi che hanno presentato domanda.Lombardia (1.102 studi), Veneto (785), Emilia-Romagna (692), Piemonte (529), le regioni dalle quali sono pervenute più richieste. 



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