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04 Ottobre 2023

L’approccio all’igiene orale a seconda dell’età: generazioni a confronto

Secondo una recente ricerca condotta da Ipsos per Mentadent, 7 italiani su 10 si dichiarano soddisfatti del proprio stato di salute orale con importanti differenze a seconda delle fasce di età


La prevenzione in fatto di igiene orale è un’abitudine che va coltivata da bambini, che cresce con noi e rimane essenziale a ogni età. Ma gli italiani hanno la consapevolezza che i nostri denti non sono affatto immuni al passare del tempo?

È questo il tema che ANDI e Mentadent hanno deciso di mettere al centro della 43a edizione del Mese della Prevenzione Dentale, attraverso il lancio di un test di autovalutazione della salute della bocca a scopo informativo ed educativo e presentando i dati di un sondaggio condotto da Ipsos per Mentadent.

Secondo i dati, 7 italiani su 10 si dichiarano soddisfatti del proprio stato di salute orale con importanti differenze nelle diverse fasce di età. Dai 35 ai 65 anni si registra infatti un declino della soddisfazione percepita, che cala dall’81% nel range di età 18-34 al 72%, per poi tornare al 78% negli over 65. L’approccio all’igiene orale è dunque diverso e cambia in relazione a bisogni ed esigenze che emergono con l’età.

Per comprendere come cambia l’approccio a seconda dell’età è importante capire quali sono gli stimoli che le diverse generazioni percepiscono maggiormente” hanno sottolineato da Ipsos.

Per la GenZ e per i più giovani tra i millennials, la routine di igiene orale è associata in primis al bisogno di riconoscimento sociale. Tra i giovanissimi il sorriso resta il primo biglietto da visita e, in aggiunta alla consueta routine, il 12% si lava i denti con cura dopo avere mangiato cibi che causano alito cattivo, il 9% dopo avere fumato, l’8% prima di incontrare il partner e il 7% dopo avere fatto sport.

Dalla ricerca emerge anche una certa “ansia da prestazione”, con l’8% dei giovanissimi che cerca di mantenere le buone abitudini anche per non “deludere” il dentista durante le visite di controllo.

Diversa la percezione degli italiani dai 35 ai 54 anni, immersi nel ruolo di genitori.

Consapevoli, in molti casi, di non avere ricevuto da piccoli un’educazione adeguata in fatto di igiene orale, la loro preoccupazione maggiore è trasmettere le buone abitudini della prevenzione ai propri figli.

Solo tra gli over 55 l’attenzione per la cura personale torna a crescere, insieme all’esigenza di rallentare gli effetti del passare del tempo. Preoccupazione che determina, almeno in parte, un cambio di approccio nell’igiene orale: aumenta infatti il numero di volte in cui ci si lava i denti durante il giorno e il numero di prodotti utilizzati.

A fare da comune denominatore tra le diverse generazioni è la fiducia nei confronti del dentista che resta il punto di riferimento indiscusso.

Tuttavia, in un paese in cui l’attenzione per la cura della persona è ben consolidata – gli italiani vogliono mantenersi giovani e a lungo spiegano da Ipsos – la consapevolezza che i nostri denti non sono affatto immuni al passare del tempo è molto più bassa di quanto ci si aspetterebbe. Solo per il 4% i denti costituiscono la parte del corpo che preoccupa maggiormente in relazione all’invecchiamento, a fronte di una diffusa apprensione per mente (33%), pelle (29%), ossa e articolazioni (24%).”

Appena 2 italiani su 10 (il 21%) considerano l’igiene orale un'abitudine importante per mantenersi giovani.

L’obiettivo del Mese della Prevenzione è molto chiaro: sostenere la salute orale della popolazione italiana e motivare tutti alla cultura dell’oral care domiciliare con attenzione a una relazione costante con il proprio odontoiatra. La diffusione del nostro messaggio passa tramite l’informazione che, soprattutto negli ultimi anni, abbiamo trasferito sia attraverso i canali tradizionali sia, e in modo ancora più coinvolgente, con la comunicazione social che ha permesso di aumentare enormemente la popolazione raggiunta” spiega Carlo Ghirlanda, Presidente Nazionale ANDI.

Questo impegno è una sfida che richiede anno dopo anno nuove idee e iniziative in grado di coinvolgere il paziente e di responsabilizzarlo in prima persona: in questo contesto rientra il Test autovalutativo della salute orale generale, ideato da ANDI su basi scientifiche, che rappresenta un nuovo strumento che chiunque potrà utilizzare e ripetere nel tempo. Attraverso queste modalità e grazie all’impegno degli oltre 10.000 dentisti aderenti, lanciamo un 43° Mese della Prevenzione Dentale convinti di ottenere ottimi riscontri.”


Questo il decalogo delle buone abitudini per mantenere giovane il proprio sorriso

  • 1. Spazzolare i denti almeno 2 volte al giorno, meglio se 3 (ricordando di cambiare lo spazzolino ogni 3 mesi).
  • 2. Utilizzare un dentifricio al fluoro e non dimenticare il filo interdentale.
  • 3. Spazzolare correttamente i denti. In caso di dubbi su come fare, non esitare a chiedere al dentista!
  • 4. Non trascurare eventuali alterazioni nella morfologia e nel colore dei denti.
  • 5. Non sottovalutare mai i sanguinamenti gengivali, anche se occasionali.
  • 6. Evitare il più possibile bevande zuccherate e gasate.
  • 7. Verificare periodicamente la presenza di placca batterica o di segni di usura, semplicemente passando la lingua sulla superficie dei denti. Se non è liscia, meglio fare un controllo dal dentista.
  • 8. Osservare bene i denti: se appaiono corti o consumati è importante rivolgersi al dentista per un controllo.
  • 9. Verificare la mobilità dei denti: se uno o più denti sembrano “muoversi”, è bene non aspettare per andare dal dentista.
  • 10. Non fare passare mai più di 1 anno tra una visita dal dentista e l’altra.


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