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27 Maggio 2016

Odontoiatri protagonisti alla III Conferenza Nazionale della professione medica ed odontoiatrica. Il punto con il presidente CAO Giuseppe Renzo


Dopo l'evento riminese per che per tre giorni ha riunito medici ed dentisti per analizzare e ipotizzare quale sarà la professione del medico e dell'odontoiatra future, abbiamo incontrato il presidente nazionale CAO Giuseppe Renzo con il quale abbiamo cercato di approfondire alcuni temi toccati durante i lavori.

Presidente Renzo con il Ministro Lorenzin avete concordato un'Assemblea sull'odontoiatria. Chi vi parteciperà quali gli obiettivi?

Il rapporto con il Ministro Lorenzin è stato sempre franco ed aperto da entrambe le parti e, ancora una volta, durante la manifestazione di Rimini abbiamo avuto la possibilità di riscontrare l'interesse del Ministro sulle questioni dell'assistenza odontoiatrica. Si è concordato sulla organizzazione di una manifestazione, da preparare in via preventiva con molta attenzione, ed anticipata da riunioni a temi cui dovrebbero essere coinvolti sia i rappresentanti delle istituzioni, in primis il Ministro della Salute, sia tutte le rappresentanze della professione odontoiatrica nei vari ambiti, Ordini, associazioni sindacali, istituzioni universitari, società scientifiche.
L'obiettivo sarà, ovviamente, quello di studiare nuovi metodi per garantire l'estensione delle cure odontoiatriche anche alle categorie in difficoltà sociale.

Medici e dentisti rimangono comunque due professioni che su molti aspetti hanno posizioni differenti, perché gli interessi sono differenti. I primi legati al SSN i secondo alla libera professione.

Non parlerei di posizioni differenti ma di inevitabili approcci diversi alle problematiche dell'assistenza sanitaria. Le due professioni hanno radici comuni ed un Codice Deontologico valido per entrambe ma è evidente che, dall'epoca dell'istituzione del SSN, è più difficile trovare medici liberi professionisti puri mentre invece la professione odontoiatrica è ancora esercitata, in stragrande maggioranza, a livello libero professionale. Mi piace, però, ricordare i punti in comune imprescindibili per entrambe le professioni: tutela della salute, difesa dell'atto medico, promozione di una sempre migliore formazione professionale. Gli aspetti importanti sono questi, il resto rimane, in sostanza, frutto di impostazioni legittime dovute alla diversa natura del rapporto di lavoro.

Il documento sulle libere professioni definisce una chiusura netta verso le società di capitale. Però in odontoiatria molte Srl sono di proprietà di iscritti all'Albo. Non si rischia di penalizzare loro prima dei low-cost?

Il tema dell'esercizio professionale nell'ambito delle società, è stato oggetto, come è noto, della recente riforma legislativa che ha introdotto le STP che garantiscono da un lato, l'utilizzo dello strumento sociale ai fini della raccolta del finanziamento e dall'altro, impongono che spettino ai soci professionisti tutte le decisioni relative al rapporto di cura e al rapporto col paziente. Questo dovrebbe essere il meccanismo esclusivo anche se non è ancora chiaro se , come continua ad accadere, possano ancora proliferare le società commerciali anche nella forma di società di capitali non costituite come STP. Siamo convinti che il legislatore dovrebbe intervenire per fare chiarezza sul problema, garantendo un utilizzo corretto del sistema delle società di capitali che non può in alcun modo divenire una forma di inquinamento del rapporto medico paziente o peggio ancora un veicolo indiretto per l'esercizio abusivo della professione.

Sul low-cost la senatrice Nerina Dirindin durante la tavola rotonda finale dell'evento riminese si è chiesta come poter dimostrare che fanno cattiva sanità. Cosa le risponde?

Proprio in questi giorni, la CAO ha stabilito un rapporto di reciproca collaborazione con alcune associazioni di tutela dei consumatori e, a questo proposito, stanno uscendo notizie interessanti sulla qualità dei servizi offerti nei centri low-cost rispetto a quelli offerti dagli studi tradizionali odontoiatrici. Ovviamente, daremo ampio risalto a questa ricerca in un prossimo futuro, portando dati obiettivi e non interpretabili.

Importante passaggio quello sul progetto CAO del Dentista sentinella. Come si svilupperà e quando verrà attivato.

Il tema del dentista sentinella è già da parecchio tempo all'attenzione della CAO e già sono partiti i progetti di prevenzione e di garanzia della salute relativi ai tumori del cavo orale e alla osteonecrosi della mascella/mandibola da bifosfonati. Frutto di impegno appassionato e congiunto dei professionisti di associazioni, accademia, società scientifiche, istituzioni. In sintesi: gli Stati generali in odontoiatria.
Sono ulteriori passaggi di una strategia che vuole rilanciare il tema fondamentale della prevenzione come elemento chiave di tutela della salute.
Dovuto il riferimento alla contestuale manifestazione dell'Oral Cancer Day in assemblea alla presenza di circa 600 medici e odontoiatri e al Ministro Lorenzin che ha, recentemente riportato al centro del dibattito sulla tutela della salute, il tema della prevenzione .
Oltretutto, è uno strumento intelligente per comprimere i costi sociali delle malattie odontoiatriche.

Nelle prossime settimane dovrebbe approdare in Aula il Ddl Concorrenza con alcune norme che coinvolgono l'Ordine come l'armonizzazione delle norme sul direttore sanitario anche per quanto riguarda i poliambulatori. Oggi cosa e consentito a chi?

Ormai è di tutta evidenza, anche al di là delle specifiche nuove normative, che le direzioni sanitarie degli ambulatori in cui si esercita l'odontoiatria, non possono che essere affidate agli iscritti all'albo degli odontoiatri. Tale iscrizione, infatti, costituisce il requisito imprescindibile per l'esercizio della professione e non appare legittimo che un ruolo di direttore sanitario possa essere svolto da chi non è legittimato all' esercizio professionale stesso. Naturalmente, laddove esistessero strutture polispecialistiche che comprendessero anche l'odontoiatria, il direttore sanitario medico dovrebbe essere affiancato da un direttore sanitario odontoiatra o quanto meno da un responsabile specifico per l'odontoiatria.
Si tratta di conclusioni banali già derivanti dall'attuale quadro normativo e soprattutto dalle disposizioni del Codice Deontologico : ciononostante, come spesso accade in Italia , ci troviamo ancora di fronte ad interpretazioni avventate e a resistenze miopi e legate a posizioni ormai obsolete.

Norberto Maccagno

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