Come ogni anno il decreto sul numero dei posti per accedere al corso di laurea in odontoiatria si porta dietro polemiche sulla pletora odontoiatrica e la discussione su quale sia il reale fabbisogno di futuri dentisti. Quest'anno le polemiche hanno anticipato il decreto e sono nate dopo la pubblicazione della notizia sulla ricerca Agenas-Ministero della Salute sul fabbisogno di professionisti della sanità, che indica una carenza di dentisti di circa 10mila unità tra 20 anni, e l'inchiesta svolta dal Giornale della Previdenza di ENPAM in cui viene evidenziato perchè si iscrivono e si laureano meno odontoiatri rispetto ai posti disponibili.
Sulla questione AIO è intervenuta con una dura nota sostenendo che il problema non deve essere su quanti dentisti serviranno ma sul fatto che servono dentisti preparati, e così critica le Università che non riescono ad iscrivere e laureare il numero di studenti assegnato.
Abbiamo sentito il prof. Marco Ferrari (nella foto), presidente della Conferenza Permanente dei corsi di laurea in odontoiatria e protesi dentaria per chiedere un commento al decreto con il numero dei posti, anche se provvisorio, e ne abbiamo approfittato per raccogliere un commento anche a queste critiche.
"Nella nota del presidente AIO -dice il prof. Ferrari- si critica un sistema portando dei dati che non sono corretti. Non che quelli emersi dalle ricerche citate siano sbagliati, è AIO che strumentalmente cita dati per sostenere le proprie affermazioni. Quando il presidente Delogu cita l'OMS, dovrebbe sapere che in paesi come Germania o Regno Unito, riportati dalla stessa istituzione come paesi 'modello', il rapporto dentista/popolazione è pari a 1/1.000 ed è considerato ideale per la corretta cura delle malattie orali; poi certo non è corretto che il presidente AIO alluda che la pletora in Italia sia dovuta all'alto numero di sedi universitarie in confronto agli altri Paesi europei.
Cosa c'entra infatti il numero di sedi? Piuttosto bisogna guardare il numero totale degli studenti iscritti per anno. In Francia e Spagna il numero d'iscritti totale per anno è superiore a quello italiano nonostante abbiano meno sedi.
I dati che riporta il dott. Delogu che sono poi quelli che ha diffuso l' ENPAM si commentano da soli come 'marginali': mancherebbero solo 6 iscritti per completare il contingente annuale! Se poi guardiamo che in poche sedi c'è stato un decremento più importante, allora si potrebbe pensare che i posti non attribuiti sarebbero circa 20. Certo non si può considerare esiziale una differenza tra 6 e 20 studenti su un totale di 790-800, ma denota la volontà di sola 'critica' di certe affermazioni.
Inaccettabile, invece è che venga insinuato che il fatto che i posti non vengono utilizzati sia una colpa delle Università italiane. Il problema lo ha spiegato molto bene il prof. Gherlone recentemente ad Odontoiatria33: i posti segnalati dall'ENPAM come non assegnati sono dovuti al sistema di ammissione CINECA/MIUR con graduatoria unica nazionale e concorso insieme a Medicina che risulta non gestibile per quanto riguarda l' assegnazione dei posti nei tempi che lo stesso ministero avrebbe auspicato ed obbliga le sedi universitarie ad iscrivere studenti fino a tutto Febbraio (da decreto ministeriale). Perché AIO invece di scandalizzarsi non si attiva cercando di fare cambiare la legge?
Però AIO pone la questione dell'esubero del numero di odontoiatri. Sostiene che tra venti anni, anche se caleranno, i pazienti avranno sempre un numero sufficiente di dentisti che li cureranno. Per AIO il problema è la qualità delle cure.
Capisco bene che un odontoiatra libero professionista vorrebbe meno concorrenti possibili. Quest'anno per la prima volta il Ministero della Salute si è fatto carico di un'indagine molto accurata regione per regione includendo anche le necessità della libera professione con proiezioni a vent'anni, ed ha stabilito che il fabbisogno annuo è di 947 posti.
Un rilievo che si inserisce nel progetto della Comunità Europea di cui l'Italia è capofila (più esattamente il nostro Ministero della Salute) per ipotizzare il fabbisogno del numero dei professionisti della salute che serviranno in Europa e da ciò arrivare ad una programmazione dell'offerta formativa su base 'europea'.
Ma quanti dentisti serviranno?
Non voglio polemizzare sul numero necessario dei futuri dentisti. Posso solo ricordare, nuovamente, che secondo i dati ENPAM e dell'Ordine elaborati dal Ministero tra 20 anni mancheranno 10 mila dentisti rispetto a quanti oggi esercitano e questo anche considerando i nuovi ingressi, anche di quelli che arriveranno dall'estero. Non posso e non voglio certo 'non' dare credito a Ministero-Ordine ed ENPAM.
Voglio invece fare una considerazione sull'affermazione del presidente AIO quando dice che non importa quanti saranno i dentisti in futuro ma che invece deve importare che questi sappiano curare i pazienti. Ma cosa centra? E' ovvio che l'odontoiatra deve saper fare l'odontoiatra.
Si percepisce che è tirata in ballo la salute del cittadino solo per fare un discorso puramente corporativo. Ci dovrebbe ben spiegare su che base si può dire che un numero minore di dentisti possa curare meglio i pazienti. Sicuramente riduce la possibilità di scelta del paziente e forse si dimentica che la legge Bersani è tutt'ora vigente e che certo cerca di allargare la libera concorrenza non diminuirla.
E non è neppure vero che non ci sia lavoro per i neo laureati odontoiatri. Secondo i dati ufficiali (Alma Mater) la laurea in odontoiatria garantisce la piena occupazione a tre-cinque anni dalla laurea, ed ad oggi è tra le lauree che danno ancora migliori opportunità di lavoro per i nostri giovani.
Però i neo dentisti sono costretti a collaborazioni, a scendere a compromessi e faticano ad aprire un proprio studio.
Forse, lei ha dati reali su questo? Io non ho informazioni specifiche e dettagliate in proposito. Il cosi detto problema della pletora mi sembra arrivi da lontano, dalla mia generazione, cioè dai tanti medici senza la specialità che negli anni ottanta hanno scoperto la vocazione per l'odontoiatria lasciando la professione medica; certo la causa della pletora non è a mio avviso da riconoscere nell'istituzione della laurea in odontoiatria che quanto meno ha descritto un percorso formativo specifico e professionalizzante, nell'interesse dei cittadini e della loro salute e in sintonia con la Comunità Europea. Proprio quando la generazione degli esercenti l'odontoiatria di età 55-65 anni andrà verso il pensionamento porterà ad una riduzione del numero degli odontoiatri sul territorio di circa il 50% e quindi determinerà quel fabbisogno di 10.000 laureati in odontoiatria già puntualizzato all'inizio di questa conversazione.
Ma il metodo utilizzato oggi per decidere il numero di dentisti è funzionale a determinare il fabbisogno di dentisti sul nostro territorio?
Con le leggi attuali è l'unico metodo disponibile con cui possiamo stabilire il numero di posti.
Un metodo che raccoglie l'offerta formativa delle Università italiane (che è poco più di mille posti), considera le indicazioni che arrivano dall'Ordine (la CAO ha indicato in 850 il numero necessario), e valuta il fabbisogno indicato dalle Regioni attraverso un'indagine svolta regione per regione. Questa valutazione del numero di posti è coordinata dal Ministero della Salute, Ministero dell'Università e Ordine. Se questo sistema non funziona ci si deve rapportare con i ministeri competenti e proporre alternative costruttive. Salvo il fatto di voler chiudere tutti i corsi di laurea o all'opposto aprire i corsi di laurea eliminando il numero programmato e quindi l'esame di ammissione, di altre proposte concrete per modificare il sistema non ne ho mai sentite.
Ritengo un vero peccato che un sindacato potenzialmente rappresentativo come AIO abbia dirigenti che rilasciano comunicati ufficiali ed interviste superficiali e non costruttive.
Torniamo al numero di Atenei sede di corso di laurea. Un minor numero potrebbe garantire una formazione migliore?
In una classe in cui ci sono pochi studenti, questi sono sicuramente più seguiti di quanto avviene in una classe in cui sono in tanti. Il problema del numero di Atenei è esclusivamente un problema organizzativo ed amministrativo, e di conseguenza delle singole Università, che incide esclusivamente sulla loro autonomia finanziaria e sulla loro offerta formativa globale. Il contributo che lo Stato eroga ad ogni Università non è sul numero di corsi di laurea attivati ma sul numero di studenti iscritti a tutte le facoltà. Da anni sono tra coloro che sostengono che alcuni dei nostri atenei con pochi studenti dovrebbe accorparsi, ben sapendo che questo purtroppo comporta problemi organizzativi oltre che logistici per studenti ed insegnati. Il corso di laurea dove insegno (Siena) da 6 anni si è accorpato con quello di Firenze. Il risultato è stato sicuramente positivo per studenti e docenti ma dal prossimo anno torneremo a separarci principalmente per problemi amministrativi e quindi gestionali.
La scelta di tenere attivo o meno un corso di laurea quindi spetta esclusivamente alla singola sede Universitaria e la decisione viene spesso presa secondo logiche interne anche in funzione dei rapporti con la comunità locale, con il territorio e le sue esigenze. Tengo infine a chiarire che la chiusura di un corso di laurea può essere decisa solo dall'ANVUR e quindi da Ministero competente, non da Ordine, Sindacati e men che meno dal Tavolo tecnico che decide l'offerta formativa del nuovo anno accademico.
Soddisfatto del decreto con cui sono stati indicati il numero dei posti disponibili per ogni singolo Ateneo?
Prima ricordiamo che i numeri dei posti indicati del decreto non sono definitivi, ma sono quelli minimi. Il MIUR doveva indicare il numero dei posti entro il 30 giungo. Sarà il Tavolo interministeriale convocato per domani martedì 5 luglio ad indicare il numero definitivo. Come Università ricorderemo che la nostra capacità formativa è di mille posti e non avremo quindi problemi se verrà deciso di aumentare il numero di iscritti per il prossimo anno accademico.
Riguardo al numero minimo indicato noto con piacere che propone di 58 i posti in più rispetto a quelli assegnati lo scorso anno. Comunque qualsiasi decisione sarà definita dal Tavolo Tecnico sarà ovviamente condivisa, accettata e rispettata.
Norberto Maccagno
Copyright © Riproduzione vietata-Tutti i diritti riservati
interviste 22 Ottobre 2021
Con l’autore approfondiamo le tematiche trattate nel suo ultimo lavoro: nei due volumi vengono esaminate tutte le possibili soluzioni alle molteplici problematiche cliniche...
Landi (CED): chiediamo UE di intervenire per mitigare l’impatto a lungo termine di COVID-19 sulla disponibilità di cure orali in tutta Europa sostenendo i dentisti
cronaca 06 Novembre 2018
Webinar gratuito: Save The Date
È stato eseguito uno dei primi interventi in Italia di implantologia mascellare su un paziente affetto da atrofia mascellare estrema, ovvero con una perdita d’osso.Si è...
approfondimenti 19 Febbraio 2018
Sul dibattito se vi sia o meno l'obbligo da parte dell'odontoiatra di rilasciare il consenso informato scritto al paziente entra anche il recente testo di legge sui trattamenti di fine vita: Norme in...
approfondimenti 30 Novembre 2015
Credo che l'iniziativa dell'AISO sia solo da lodare, anche se è un dispiacere che solo 20 corsi siano stati valutati dei 35 esistenti.E' sicuramente giusto il commento del presidente AISO che...
cronaca 19 Giugno 2015
Nelle prossime settimane, in forte ritardo rispetto alle promesse del Ministro Giannini (che aveva parlato di fine Aprile), si dovrebbe conoscere il numero dei posti che i vari Atenei potranno...
cronaca 31 Marzo 2014
"Il numero chiuso è utile per fare una selezione, collegare l'offerta alla domanda. Sarei favorevole a lasciare l'accesso libero al primo anno e poi, come in Francia, selezionare gli studenti...
cronaca 11 Marzo 2014
Il MIUR ha pubblicato il nuovo decreto che definisce i posti per l'accesso ai corsi di laurea di Odontoiatria e Protesi Dentaria per l'anno accademico 204/2015. Rispetto al decreto del febbraio...
cronaca 15 Marzo 2011
Meritocrazia, lotta al baronato, miglioramento dell’efficienza. Questi alcuni degli obiettivi della riforma Gelmini. O, almeno, sulla carta: perché ancora mancano decreti attuativi e copertura...
O33approfondimenti 14 Aprile 2026
Un recente controllo del Nas in uno studio di medicina estetica porta l’attenzione sulla validità dei dispositivi medici (e dei filler) acquistati e sulle responsabilità del medico e...
O33endodonzia 27 Febbraio 2026
Una ricerca ha valutato costi ed efficacia degli anestetici locali nei molari inferiori con pulpite irreversibile
L’ASL Salerno: L’obiettivo è garantire l’accesso alle cure odontoiatriche anche a chi, per condizioni economiche o logistiche, fatica a rivolgersi ai servizi tradizionali ...
Aziende 16 Aprile 2026
Gli studi dentistici italiani hanno 300.000 euro nel gestionale, centinaia di vecchissimi pazienti già acquisiti aspettano che qualcuno li richiami. I consigli di DentalLead ...
Cronaca 16 Aprile 2026
Accedendo alla propria Area riservata sul sito ENPAM è possibile scaricare la Certificazione degli oneri deducibili e la Certificazione Unica
O33Approfondimenti 16 Aprile 2026
Su Dental Cadmos pubblicato un consensus con indicazioni e consigli sulla documentazione fotografica in medicina estetica odontoiatrica del viso
Nuovi servizi extra Lea e innalzamento delle soglie Isee, attivazione di 6 pronto soccorso odontoiatrico, più assistenza per pazienti con disabilità e giovani
O33Approfondimenti 15 Aprile 2026
Lo SPID sta diventando a pagamento, l’alternativa, gratuita, si chiama Carta d’Identità Elettronica. Ecco come funziona e come attivarla
Cronaca 15 Aprile 2026
Senna: servono regole nuove per poter meglio tutelare i cittadini. Come CAO continuiamo a impegnarci per fare in modo che le STP siano l’unica forma societaria per esercitare...
Musella: un progetto ambizioso che mira a formare una nuova generazione di odontoiatri, capaci di coniugare competenza tecnica, responsabilità etica e apertura al cambiamento ...
Le precisazioni della Presidente IDEA in merito all’aggiornamento obbligatorio ASO sottolineando i tanti punti ancora non chiari. Abbondanza: “Serve riattivare al più presto...
Il presidente Allegri presenta il Congresso di Maggio e riflette sull’anniversario numero 40 dell’Accademia Italiana di Odontoiatria Conservativa e Restaurativa
O33Approfondimenti 14 Aprile 2026
Un recente controllo del Nas in uno studio di medicina estetica porta l’attenzione sulla validità dei dispositivi medici (e dei filler) acquistati e sulle responsabilità del medico e...
Cronaca 13 Aprile 2026
SIOD denuncia: un sistema privo di stabilità, l’odontoiatria è sottodimensionata. Chiesto un confronto urgente sui temi strategici della branca
Abbiamo approfondito il tema del Congresso SIdP con il suo presidente. Trombelli: fare la cosa giusta, nel paziente giusto, al momento giusto: questa è la vera sfida del “Less is more”
Cronaca 13 Aprile 2026
Da oggi la procedura per richiedere i finanziamenti finalizzati all’acquisto della prima casa o dello studio professionale, oltre che a interventi di ristrutturazione e...
