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28 Giugno 2016

Per AIO non mancheranno i dentisti neppure tra 20 anni. Delogu: non ci si deve preoccupare della carenza di professionisti ma della qualità delle prestazioni


"Così come non era una risposta indicare zero odontoiatri come fabbisogno dell'anno accademico 2016-17, non lo è partire dal presupposto che in Italia i dentisti saranno pochi nei prossimi 20 anni. Il problema del nostro paese resta quello di un numero di Odontoiatri doppio rispetto gli standard indicati dall'Oms da 15 anni, "incoraggiato" da un numero di sedi universitarie doppio rispetto a paesi della nostra taglia come Spagna e Francia. Se ci sarà un calo negli Odontoiatri nei prossimi anni non è un dramma, è semmai un processo da guidare con buon senso".

Pierluigi Delogu presidente AIO risponde agli allarmi suscitati dalle proiezioni di Ministero della Salute e Agenas, riportate da Odontoiatria33 nei giorni scorsi, secondo cui anche laureando un migliaio di nuovi dentisti l'anno non si potranno mantenere le attuali 49 mila unità di esercenti e nel 2040 mancheranno circa 10 mila professionisti rispetto al fabbisogno. E riflette sul servizio del Giornale della Previdenza ENPAM ripreso da alcuni media che denuncia come, a seguito del meccanismo della graduatoria unica per Medicina ed Odontoiatria, ogni anno i posti destinati a Medicina vengono riempiti e quelli di Odontoiatria no. Nell'anno accademico 2015-16 al primo anno, riporta il Giornale ENPAM, sono iscritti 786 contro 792 posti disponibili e ci sono molte facoltà con posti liberi. Brescia avrebbe riempito la metà dei posti, Sassari 4 posti su 15. Gli studenti vorrebbero in gran parte Medicina, a Odontoiatria i docenti si ritroverebbero spesso allievi demotivati che vorrebbero diventare medici.

In vista del decreto che indicherà il numero di posti disponibili per i 35 atenei sede di corso di laurea odontoiatrico, le proiezioni del Ministero avrebbero spinto le Istituzioni ad alzare la proposta per il nuovo anno accademico di circa 100-150 odontoiatri in più dell'ultimo anno e la Commissione Albo nazionale ad abbandonare la posizione di indicare in zero il numero di dentisti necessari quest'anno e i prossimi. «Il rischio è continuare ad alimentare la pletora», dice Delogu.

"Chiedersi se in Italia ci sono pochi dentisti o se saranno pochi nei prossimi 20 anni mi pare domanda superflua e tendenziosa, cui è doveroso dare una risposta franca e circostanziata. I numeri degli odontoiatri italiani sono ben lontani dai numeri virtuosi degli Stati a noi più assimilabili. Il fatto che tra alcuni anni ci sarà un calo di esercenti non potrà che dare una buona autoregolamentazione interna dell'offerta e vedrà colmare la crisi d'identità che viviamo oggi nei nuovi odontoiatri , che purtroppo devono subire leggi fuori dagli schemi del loro lavoro e fare i conti con il "mercato ad ogni costo" per sbarcare il lunario, dopo 6-9 anni di studio universitario e di sacrifici! I rappresentanti istituzionali dei vari Ministeri non si devono preoccupare della carenza di esercenti (che secondo l'OMS è un esubero!) ma chiedere se i cittadini potranno essere assistiti con capacità , diligenza e coerenza rispetto agli standard che ultimamente abbiamo collaborato a costruire con gli apparati ministeriali, rendendoci sempre disponibili e con dati alla mano".

A cura di: Ufficio Stampa AIO

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