Tra i punti interessanti della ricerca di Altroconsumo sul turismo odontoiatrico c'è quello, forse scontato, che permette di conoscere i motivi che spingono a varcare l'italica frontiere e recarsi all'estero per farsi sistemare la masticazione persa. Molto spesso le motivazioni sono economiche ma non sempre e non solo. Molti sono gli aspetti che abbiamo segnalato nel nostro approfondimento. Con Laura Filippucci (nella foto), referente dell'area inchieste di Altroconsumo, abbiamo valuto approfondire alcuni di questi temi.
Dalla vostra indagine emerge che i pazienti sono contenti anche se il lavoro ha dato dei problemi. Problemi clinici evidenziati più dal vostro dentista che da un reale disagio del paziente.
E' proprio così. La cosa che salta più all'occhio è la distanza tra la valutazione del dentista e la soddisfazione dei pazienti.
Chi ha ragione?
Forse entrambi. Il detto: "l'operazione è riuscita, purtroppo il paziente è morto" nasconde una verità. La mancanza di un trattamento delle infiammazioni, delle corone non perfettamente posizionate fanno presagire a possibili infiltrazioni. Il paziente quello che guarda è la funzionalità. Sono passati 10 anni e la protesi è ancora lì. Magari sanguinano le gengive ma questo non sempre viene percepito come un segnale importante. Pensa che tutto sommato ne sia valsa la pena.
In sintesi: salvo un paio di casi clamorosi, dove i problemi sono emersi a distanza di un anno o poco meno, gli altri pazienti valutano la bontà del lavoro solo in termini di durata. E dopo 10 anni sono tutti soddisfatti. Per mancanza di un'adeguata informazione. Nessuno dei pazienti che abbiamo incontrato aveva un dentista di fiducia.
Perché il SSN non investe in questo lasciando tutto in mano al privato?
Purtroppo la branca dell'odontoiatria è proprio una di quelle in cui il paziente è lasciato più solo a fare le sue scelte senza poter contare sull'indirizzo e il consiglio del proprio medico curante. Il risultato è quindi la ricerca del dentista che farà più in fretta e ci farà meno male e/o a quello che ci farà soffrire di meno il portafoglio.
Emerge quindi con forza l'assenza di una risposta pubblica al problema dell'assistenza odontoiatrica. Quale potrebbe essere la soluzione?
Purtroppo l'assistenza pubblica viene offerta a macchia di leopardo ed è indirizzata solo alcune fasce della popolazione. Si tratta della spesa sanitaria privata più importante per le famiglie ed è per questo che da anni chiediamo l'aumento delle detrazioni delle spese odontoiatriche. Cercando i fondi da un più attento utilizzo delle risorse e riducendo gli sprechi.
Molto interessante la questione dei tempi clinici. I dentisti italiani sottolineano che fare troppo presto è un male, i pazienti che sono andati all'estero indicano, invece, tra i vantaggi quello di essere curati in poco tempo. Come giudica questo?
Diciamo la verità. Andare dal dentista non è sempre un'esperienza piacevole. La tentazione di fare tutto in fretta è molto allettante. Ed è qui che torna a essere fondamentale il tema della comunicazione, del coinvolgimento e della condivisione del piano di trattamento. Per fare capire che i "tempi lunghi" hanno un'importanza clinica e non sono dettati dalla scarsa organizzazione del dentista.
Ci sono anche colpe dei dentisti che non hanno saputo motivare e fare apprezzare il fatto che effettuare molte sedute è un bene, è una forma di cura nei loro confronti. Come spesso emerge il dentista si conferma un pessimo comunicatore oppure, alla fine, il paziente capisce cosa vuole capire?
Entrambe le cose. Però il dentista dovrebbe capire che la comunicazione è un tassello fondamentale della terapia esattamente come l'adozione di procedure corrette, l'utilizzo di materiali adeguati etc. Faccio un altro esempio. Praticamente non sono mai state date indicazioni per l'igiene delle protesi. Con un dentista italiano non sappiamo se le cose sarebbero andate diversamente, ma ci chiediamo perché venga trascurato questo aspetto.
Per concludere: alla base delle valutazioni dei pazienti c'è anche un problema di scarsa informazione frutto di una scarsa comunicazione, ma per pazienti non sembra essere un grosso problema.
Nessuno di coloro che abbiamo incontrato ha avuto la sensazione di essere andato in una struttura di serie B. Le cliniche sono belle, le attrezzature appaiono all'avanguardia, i dentisti vantano studi internazionali. I pazienti non considerano uno svantaggio la distanza e il non riuscire a creare un rapporto continuativo con il dentista.
La scelta di andare a curarsi i denti all'estero è un po' l'approccio di chi va alla ricerca di un pezzo di ricambio, banalizzando così il rapporto medico paziente. Senza rendersi conto che il modo migliore per risparmiare è tenere i denti in salute, con visite di controllo periodiche e concordate.
Norberto Maccagno
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