Le elezioni FNOMCeO che si aprono sabato 20 gennaio (chiusura seggi ore 16 di lunedì 22 gennaio) non dovrebbero avere sorprese vista la lista "unica" del candidato Filippo Anelli, anche se in queste ore si sarebbe aperto un fronte di dissenso che evidenza il rischio di una "sindacalizzazione" eccessiva della FNOMCeO visto che i componenti della lista Anelli siano "troppo" riconducibili alle sigle Fimmg, Anaao e Cimo
Nessuna lista unica, invece per quanto riguarda la CAO nazionale.
Salvo sorprese dell'ultima ora -decisiva potrebbe essere l'Assemblea dei presidenti CAO indetta per domani venerdì 19 gennaio- gli odontoiatri dovranno esprimersi tra due schieramenti, anche se il meccanismo elettorale non prevede nessuna candidatura ma spetta ai presidenti CAO indicare i nomi dei componenti alla CAO Nazionale preferiti.
Da una parte il presidente uscente Giuseppe Renzo, in lizza per la sua ottava presidenza consecutiva, dall'altra Raffaele Iandolo (presidente CAO Avellino e componente della CAO Nazionale da oltre 15 anni).
Il presidente Renzo non ha ritenuto di voler ufficializzare i nomi componenti della sua squadra, come ha declinato i nostri inviti ad una intervista o un approfondimento per presentare la sua squadra, il programma. Anche se ci aveva concesso qualche settimana fa un confronto sui temi del Ddl Lorenzin dove si era parlato anche del futuro della CAO.
Più disponibile Raffaele Iandolo che ha formalizzato i nomi della sua lista "Uniti e collegialità". Questi i componenti indicati che oltre allo stesso Iandolo sono: Gianluigi D'Agostino (CAO Torino), Alessandro Nisio,(CAO Bari); Diego Paschina (CAO Trieste); Brunello Pollifrone (CAO Roma).
Presidente Iandolo, come mai ha deciso di scendere in campo con un nuovo gruppo puntando alla guida della CAO Nazionale?
I prossimi 20, 21 e 22 gennaio ci troveremo di fronte ad una scelta decisiva per la nostra professione, dove potremo decidere di voltare pagina, rinnovando non solo le persone, ma soprattutto la mentalità e l'approccio nel raccogliere le sfide che abbiamo davanti.
Da oltre quindici anni mi onoro di essere uno dei cinque consiglieri eletti della CAO Nazionale e, negli ultimi nove, ho svolto il ruolo di Tesoriere della FNOMCeO. Qualcuno ha detto che non c'è tempo per imparare il mestiere, ma il vero problema è che in questi anni si è perso molto, forse troppo tempo, privilegiando la forma a discapito della sostanza e con una gestione poco condivisa.
Quindi che CAO sarà la vostra, se sarete eletti?
È di primaria importanza promuovere la gestione condivisa delle funzioni fondamentali della CAO Nazionale con una collegialità nelle decisioni, che produrrà coesione e integrazione. È nostro obiettivo creare una struttura organizzativa appositamente costituita che si farà carico del coordinamento continuo tra CAO Nazionale e CAO Provinciali.
Con quali criteri sono stati scelti i nomi dei candidati alla CAO Nazionale?
La squadra è nata da un confronto e un dialogo continuo con tutti i presidenti CAO provinciali: tale condivisione continuerà soprattutto dopo l'elezione della nuova CAO, incentivando la partecipazione alle assemblee, restituendo ad ogni provincia, indipendentemente dalla consistenza numerica dei propri iscritti, pari dignità e giusto valore. I candidati consiglieri sono tutti di altissimo profilo istituzionale, con maturata esperienza non solo nella gestione delle proprie commissioni provinciali ma con ruoli di responsabilità già ricoperti sia a livello locale che nazionale.
Parlava di coordinamento, attiverete delle Commissioni permanenti? Di cosa si tratta e quale sarà il loro ruolo?
I cinque consiglieri nazionali saranno affiancati da ulteriori quattro presidenti provinciali, ognuno con uno specifico ruolo di competenza, che coordineranno rispettivamente i seguenti gruppi di lavoro: Commissione Cultura, con competenze su ECM, Formazione pre e post laurea, rapporti Università, Società Scientifiche e MIUR; Commissione Politica, con competenze in ambito Legislativo, Legale, rapporti con la Politica, Estero, Autorizzazioni Sanitarie, Regioni; Commissione Relazioni Esterne, che privilegerà i rapporti con la Componente Medica, il Ministero della Salute, Sindacati medici e odontoiatrici, ENPAM, Associazioni Consumatori, Industria; Commissione Deontologia, Comunicazione e Organizzazione che si occuperà di Bioetica, procedimenti disciplinari, Pubblicità Sanitaria, rapporti con la Stampa, calendario e organizzazioni assemblee.
I coordinatori di queste Commissioni saranno Corrado Bondi (CAO Bologna); Gaetano Ciancio (CAO Salerno); Andrea Senna, (CAO Milano); Luigi Veronesi (CAO Brescia).
Il nuovo gruppo dirigente dovrà definire il nuovo Albo degli odontoiatri secondo il Ddl Lorenzin, come porterete avanti il processo di riforme?
Negli ultimi anni, se non decenni, alla nostra professione è mancato un confronto con la classe politica che aiutasse a ridefinire e valorizzare il nostro ruolo. Per molto tempo abbiamo subito passivamente le regole che limitavano e penalizzavano la nostra professione (come non citare il recente Ddl Concorrenza) piuttosto che promuoverne e scriverne di nuove.
Si aprirà l'epoca di una nuova CAO costituente: garantiremo un impegno massimo nella stesura dei Decreti Attuativi della Legge Lorenzin, di concerto con il Ministero della Salute e con la Componente Medica, individuando nuove regole che portino ad una fase di rinnovo generazionale e ad un equilibrio di genere, con grande attenzione ai giovani neo laureati e ad una maggiore trasparenza.
A mio avviso sarà altresì indispensabile riscrivere e riformare la legge istitutiva della nostra professione (Legge n. 409/1985), così cambiata negli ultimi anni, ridefinendo e ampliando il campo di intervento degli odontoiatri.
Quali sono i contenuti del programma verso il quale chiedete il voto di presidenti CAO?
Abbiamo sviluppato un programma articolato in molti punti, poiché tanti sono gli ambiti che richiedono un intervento urgente. Penso ad esempio al continuo diffondersi delle società commerciali, al fenomeno dell'abusivismo e del prestanomismo, alla semplificazione delle procedure amministrative per le autorizzazioni sanitarie. Tuttavia, nei numerosi colloqui intercorsi non solo con i colleghi presidenti CAO, ma soprattutto con i pazienti, a cui dedico ancora buona parte del mio tempo lavorativo, c'è una tematica molto trasversale che riguarda l'accesso alle cure con un costo minimo della prestazione che sia indice di qualità.
Le tariffe low cost non consentono trattamenti adeguati ed efficaci e la pubblicità sanitaria scorretta non aiuta a difendere il diritto alla salute, che è senz'altro un diritto preminente sulla libera iniziativa economica.
È nostra priorità porre all'attenzione della classe politica una proposta di intervento per una serie di strumenti economici e fiscali che riportino nuovamente i pazienti a curarsi presso i nostri studi.
Lunedì sera pensa di usciere vincitore dalla sfida?
Ovviamente lo spero. Però la vera sfida che avremo davanti eÌ rappresentata dalla capacità di far diventare la CAO Nazionale lo strumento principe per raggiungere i nostri obiettivi. Il vero programma lo costruiremo giorno per giorno, in maniera condivisa, confrontandoci con tutti (soprattutto nelle assemblee CAO) e discutendo su quali siano le scelte migliori.
Norberto Maccagno
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La CAO convocherà un tavolo tecnico per realizzarli
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