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14 Ottobre 2019

Tutto il nuovo percorso professionale dell’ASO nel libro della professoressa Ardizzone

La formazione per acquisire dignità professionale. Un testo ideale per i corsi di formazione ma anche per aggiornare chi non è obbligato a conseguire l’attestato di qualifica

Cristina Campanale

Il DPCM del 9 febbraio 2018 che istituisce figura e profilo dell’Assistente di Studio Odontoiatrico (ASO) annovera tra gli obiettivi la regolamentazione di questa professione anche dal punto di vista della formazione. Non più una professione formata sul campo spesso dal titolare dello studio, ma una professione con una formazione definita e certificata dal conseguimento di un attestato di qualifica che le conferisce non solo una dignità professionale ma anche una “esclusività”. 

“Il profilo è il coronamento di un percorso iniziato molti anni fa, anche se, necessita, come tutte le innovazioni di specifiche e chiarimenti nell’immediato e per il prossimo futuro”, dice la prof.ssa. Viviana Cortesi Ardizzone (nella foto) autrice del volume “L’Assistenza nello studio odontoiatrico. Teoria e pratica professionale dell’ASO” (Edizioni EDRA) in uscita in questi giorni.

Una nuova edizione di quel best seller del 2006, attualizzato secondo il percorso formativo previsto dal DPCM e dall’evoluzione della professione dell’ASO. 


Prof.ssa Ardizzone, il testo diventa uno strumento indispensabile per i corsi di qualifica ASO ma anche per chi è esentato dall’obbligo di frequenza e conseguimento del titolo perché in possesso dei requisiti richiesi e vuole mantenersi aggiornato. Che tipo di supporto didattico offre il nuovo volume, quali le novità?  

L’edizione del 2006 era oramai obsoleta, non solo perché è arrivato il DPCM che ha indicato il percorso formativo per le ASO ma anche perché in questi anni l’odontoiatria è cambiata e di conseguenza anche l’ASO. Tra le novità sicuramente l’aver definito i “must” della professione: cosa devo fare e cosa non posso fare. La formazione e la qualifica forniscono la consapevolezza all’ASO dei confini da rispettare nel quotidiano a cui tutti dovranno adeguarsi. L’idea iniziale era di aggiornare l’edizione del 2006, che ovviamente proponeva delle parti che oggi sono state superate, e applicare le nuove regole professionali, ma man mano che si riapriva un capitolo appariva vecchio e da rifare e quindi direi che più che una riedizione si tratta di una vera e propria nuova edizione con particolare attenzione al rispetto del profilo definito dal Decreto. E poi abbiamo inserito tutto quello che di nuovo è entrato a far parte della professione odontoiatrica: gestione informatica, medicina legale, fotografia, chirurgia degli elementi inclusi, emergenze, gestione dei pazienti “special needs”, un capitolo dedicato alla descrizione della strumentazione dinamica e alla sua manutenzione e in particolare un aggiornamento indispensabile alle procedure di sterilizzazione. Un totale di 592 pagine contro le 482 del precedente volume, corredato da oltre 700 immagini. Da non sottovalutare il prezzo volutamente contenuto (€ 79,00) per un volume che vuole essere un testo scolastico alla portata di tuttiUn’altra importante novità si coglie già dalla copertina. In un primo momento avevo fotografato una collega in studio, poi, all’ultimo, ho voluto rappresentare anche i tanti ASO maschi, che incontro negli studi e tra i banchi di scuola e dare una sorta di conferma e benvenuto ufficiale. Motivo per cui nel parlare dell’ASO nel volume abbiamo privilegiato il genere neutro.  


“Dedizione, empatia, responsabilità, volontà, desiderio di migliorare”: in che modo queste qualità umane richiamate spesso nel manuale, al di là delle necessarie competenze e qualifiche, possono fare la differenza in questa professione?  

Non fanno la differenza. La professione dell’ASO è esattamente tutto ciò, in modo imprescindibile e potrei aggiungere ancora altro, perché è incredibile tutto quello che riescono a fare gli ASO in studio.  


Nella prefazione del suo libro la professoressa Laura Strohmenger evidenza come l’ASO diventa professione acquisendo una formazione specifica, prima di compiti e competenze. Quali sfide si configurano per questa professione? 

Più che di sfida, dopo questa importante conquista, direi che inizia un nuovo percorso. La figura dell’ASO avrà un ruolo ben definito ed esclusivo, una dignità professionale riconosciuta all’interno dello studio. Ora l’ASO deve acquisire la consapevolezza del suo prezioso, difficile ma stupendo e insostituibile ruolo e dovrà saperlo proteggere nei diritti e nei doveri. Quindi da oggi: rispettare il ruolo e soprattutto farlo rispettare. Purtroppo per alcune, alcuni, i sacrifici non sono ancora finiti perché quando si tira una riga (come ha commentato il direttore Maccagno in un suo DiDomenica) e si stabiliscono delle regole, c’è sempre una parte che in quelle regole non rientra. Onori e oneri, qualcuno gioisce e qualcuno soffre: chi non ha i 36 mesi negli ultimi 5 anni e deve frequentare le 300 ore di teoria e 400 di pratica, chi teme per il titolo di studio d’accesso al corso, chi era stato assunto con un’altra qualifica dagli uffici per l’impiego, per citare alcune situazioni. Piano piano, sono certa, non mancherà la buona volontà di far ordine per cercare di non perdere per strada nessuno. E in questo sarà ancora una volta insostituibile il ruolo delle Associazioni e del Sindacato di categoria ai quali va il mio encomio per aver lottato e ottenuto il riconoscimento della qualifica. Pertanto, la parola d’ordine ora per l’ASO qualificata dovrebbe essere: associarsi. Da soli, soprattutto nelle fasi di transizione come questa non si va da nessuna parte. Io dico a tutti gli aspiranti ASO in difficoltà: non mollate. Se non avete i 36 mesi negli ultimi cinque anni, frequentare 300 ore a scuola è un grosso sacrificio, ma non è impossibile. Non guardatele nel loro insieme, che spaventa, affrontatele giorno per giorno e ogni giorno trascorso sarà un giorno in meno da affrontare! E ve lo dice una che per ottenere i suoi titoli ha battuto le università del nord e centro Italia per anni, tra mille difficoltà, tra cui quella di mantenere il lavoro… per mantenersi. O il sacrificio delle nottate e i week end spesi a scrivere i volumi. Quante volte mi son detta: “cedo, non ce la faccio più” e poi invece, stringi i denti (col bite!!!) e arrivi alla fine.Gli odontoiatri, che devono rispettare come voi le nuove regole, se ci tengono a voi, vi sosterranno. So benissimo che trovare un punto d’incontro tra orari degli studi, famiglia e scuola è difficile, ma se l’obiettivo è condiviso e il sacrificio ha una breve temporalità, si può fare. Anche se spesso ci vengono richiesti sforzi proprio quando pensiamo di non avere più tempo o energie. Se il prezzo da pagare è alto, la conquista sarà ancora più appagante. Se lo vuoi, puoi. Non è solo uno slogan, è vero! Puoi sempre fermarti se non ce la farai. Ma, se ami il tuo lavoro, non rimpiangere mai di non averci provato.  


Scrivere un volume di oltre 500 pagine non è certamente semplice. 

Dopo aver curato nel 2000 e successivamente nel 2013 i volumi per Igienisti dentali, avevo giurato a me stessa che non avrei più scritto neppure una cartolina. Ma poi, galeotto fu il decreto: troppo forte il richiamo e le motivazioni a creare un nuovo volume. Ne approfitto per ringraziare tutti gli autori che hanno collaborato alla prima edizione e che non hanno esitato un attimo a farsi coinvolgere in questa nuova avventura, le preziose new entry, colleghi igienisti e assistenti, personalità dal calibro ben più risonante e autorevole della sottoscritta che hanno sostenuto il mio progetto e hanno lavorato generosamente e sinergicamente dalla prima riga all’ultima. Un onore e un piacere per me riunirli tutti in un unico volume. Ringrazio la mia Prof. Strohmenger per avermi sempre sostenuta nei momenti di sconforto, l’editor in chief Paola Sammaritano, la project manager Elena Mezzetti con cui lavoro dal 2010 e la redattrice Elena Magnaghi, che mi hanno guidata e supportata con grande esperienza e pazienza. E infine ringrazio l’editore Giorgio Albonetti, per avermi dato ancora una volta fiducia. Spero che questo testo possa aiutare le nuove ASO non solo a prepararsi al meglio alle nuove responsabilità che sono chiamate ad affrontare ma anche a diventare e sentirsi una categoria preparata e qualificata.  


Sotto la copertina del volume.


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