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20 Giugno 2024

Prevenire il contenzioso in odontoiatria: il parere dell’odontologo forense Marco Scarpelli

Comunicare e instaurare un rapporto di fiducia con il proprio paziente consente di evitare le dispute giudiziali o, laddove si instaurino, di bloccarle sul nascere

di Lorena Origo


Marco ScarpelliMarco Scarpelli

L’odontoiatria è tra le specializzazioni mediche più frequentemente oggetto di contenzioso: da una recente indagine Eurispes emerge che è al quarto posto dopo ortopedia, chirurgia e infettivologia.

Data per assodata la competenza clinica del singolo professionista, il contenzioso generamente non nasce a causa dell’errore, ma quasi sempre da una scorretta e insufficiente comunicazione.

“Comunicare e instaurare un rapporto di fiducia con il proprio paziente consente di evitare i contenziosi o, laddove si instaurino, di bloccarli sul nascere” racconta a Dental Cadmos il dott Marco Scarpelli (nella foto), esperto odontologo forense.

“Voglio fare l’esempio che riporto sempre agli studenti: la mattina nel vostro ambulatorio togliete un ottavo incluso e la sera il paziente è a casa, sanguina, è gonfio e ha dolore. Se congedando il paziente gli avete detto ‘stasera lei potrebbe essere gonfio, avere dolore e sanguinare, si comporti così…’ il paziente penserà ‘ma che bravo quel dentista, mi ha tolto il dente e mi ha anche informato di questi eventuali problemi dandomi le informazioni necessarie su come comportarmi’.

Se congedate il paziente senza le opportune informazioni, a fronte dei medesimi problemi si arrabbierà e penserà ‘ho dolore, non so cosa fare, devo andare al pronto soccorso? Quel dentista è un incapace…’.

Quindi, informazione, comunicazione, interazione, disponibilità: questi gli elementi chiave che fanno la differenza fra un bravo dentista comunicatore e un bravo dentista non comunicatore”.     

La medicina legale in odontoiatria
Originariamente l’odontoiatra era prevalentemente un medico chirurgo che dedicava una parte del suo tempo alla cura della bocca; il cambio di paradigma si è avuto negli anni Ottanta con lo sviluppo di una professione automa, che ha trovato riconoscimento anche nella nascita di uno specifico corso di laurea.

Parallelamente a questo sviluppo dell’odontoiatria abbiamo assistito alla specializzazione in questa disciplina di altre figure, prima riferimento del mondo medico: infatti troviamo il radiologo che si occupa esclusivamente di odontoiatria, il neurologo che focalizza il suo intervento, per esempio, all’ambito trigeminale e si occupa solo o in modo particolare di questioni para-odontoiatriche.

Questo è accaduto anche per la medicina legale, dalla quale è nato un filone che ha portato alla nascita della figura dell’odontologo forense.

“Già negli anni Novanta in occasione di un incontro con il professor Gian Aristide Norelli gli proposi di creare insieme uno specifico iter formativo di odontoiatria legale” prosegue Scarpelli. “Lui era Ordinario di medicina legale ma insegnava al Corso di Laurea in odontoiatria e aveva già intrapreso questa strada.

Il nostro incontro ha portato all’avvio di un percorso che ha contribuito alla nascita di un corso di perfezionamento presso l’Università degli Studi di Firenze che è divenuto, successivamente, il Master in Odontologia Forense, ancora oggi tra più frequentati anche se percorsi formativi simili sono attualmente presenti in diversi Atenei del paese.”  

La situazione, oggi
Le nuove modalità di esercizio dell’odontoiatria – legate sia alle spinte legislative sia perché la forma societaria sta lentamente ma progressivamente prendendo piede – stanno evidenziando un tema molto rilevante per chi studia la qualità dell’esercizio dell’odontoiatria, cioè la ricerca di un equilibrio, ammesso che sia possibile individuarlo, tra le esigenze di carattere commerciale – che spingono anche gruppi con interessi esclusivamente economici a entrare nel mercato dell’odontoiatria – e l’interesse invece dei professionisti.

“Tra questi due poli troviamo la figura del Direttore Sanitario, il medico pagato dalla struttura commerciale per occuparsi della qualità e dell'efficienza dello studio” dice Marco Scarpelli..

“Si tratta di una figura che ha un’importanza rilevante per i clinici che operano nella struttura, che devono garantire il meglio al singolo paziente, ma che ahimè è pagata dalla struttura medesima trovandosi, in qualche modo, in una condizione di potenziale conflitto di interesse.

È necessario pertanto regolare questa attività perché tutelare il rapporto medico-paziente e coniugare gli interessi di tutte le parti per un obiettivo comune sono oggi due punti chiave fondamentali per la professione.”  

Potete leggere l’intervista integrale a Marco Scarpelli, pubblicata su Dental Cadmos di giugno 2024, a questo link.

 
 

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