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04 Luglio 2024

Il futuro dell’odontoiatria digitale, visto dagli occhi del CEO Ivoclar

Estetica, multicolore, stampa 3D, protesi totale digitale, prevenzione. Markus Heinz, CEO di Ivoclar, ci racconta come cambierà l’odontoiatria digitale nei prossimi anni

Norberto Maccagno

Spesso la parola innovazione viene abbinata ad una azienda, parola che diventa quasi un sinonimo per l’Ivoclar che nei suoi 100 anni, grazie alle sue “invenzioni”, ha offerto a odontoiatri ed odontotecnici materiali e strumenti innovativi nei campi della conservativa, della protesi fissa, della ceramica, della protesi mobile ed oggi è impegnata nello sviluppo dell’odontoiatria digitale.
Un'azienda che ha filiali e stabilimenti produttivi in tutto il mondo ma che ha saputo mantenere la sua identità familiare, aspetto confermato dal curricula del CEO del Gruppo, Markus Heinz (nella foto): assunto 39 anni fa nel reparto meccanico e poi ha fatto esperienza in quasi tutti gli altri reparti occupandosi di logistica, ricerca e sviluppo, risorse umane, assistenza clienti. 

Lo abbiamo incontrato a Torino durante l’Ivoclar Sjmposium, una due giorni di aggiornamento con relatori di tutto il mondo ed oltre 600 tra odontoiatri ed odontotecnici a confrontarsi sui temi dell’odontoiatria digitale e non solo. Che Markus Heinz non sia un “economista” me ne accorgo subito, ci sediamo vicino al nuovo sistema Ivotion, che consente di realizzare una protesi totale attraverso un processo interamente digitale, prende in mano la protesi e comincia a spiegarmi come viene fresata ed i vantaggi rispetto ad una realizzata con stampante 3D. 


Quindi un CEO che si intende di produzione e non solo di economica e strategie aziendali? 

Diciamo che per un CEO, economia, marketing e strategia aziendale devono essere alla base per poter gestire una azienda, conoscere dall’interno come quell’azienda funziona perché ci hai vissuto per 39 anni, hai partecipato alla progettazione e realizzazione di molti dei sistemi che l’hanno resa famosa ma hai anche seguito progetti che poi non sono approdati sul mercato, conoscere i prodotti e capire le problematiche di nostri clienti, aiuta moltoIvoclar è una azienda familiare con una sua storia lunga cento anni, una filosofia aziendale che si è costruita nel tempo, in continua evoluzione ma basata sulle sue radici storiche, se non la vivi, se non l’hai vissuta, non puoi dirigerla e tramandarla. 


Nella vostra storia la cultura, la formazione credo sia tra i punti fermi di questi cento anni. Eventi come questo di Torino lo confermano?  

Assolutamente, la formazione, l’aggiornamento dei nostri clienti sono aspetti fondamentali da sempre e ancora più oggi che le attrezzature ed i prodotti sono sempre più sofisticati. Devono essere utilizzati correttamente, gli odontoiatri e gli odontotecnici devono saperli gestire per cogliere tutte le opportunità. Momenti di confronto come questo consentono di conoscere le tecniche dei massimi esperti di tutto il mondo, valutare i loro protocolli operativi, capire come utilizzarli e quando. 


Parliamo di futuro, verso cosa l’Ivoclar sta investendo in termini di sistemi e materiali? A farla da padrona è il digitale sviluppato per la protesi? 

Ovviamente non posso svelare cosa i nostri tecnici con i nostri opinion leader e le Università stanno sviluppando e testando. Certamente l’odontoiatria digitale ci porta ad avere una maggiore attenzione verso protocolli codificati per evitare errori in funzione della sicurezza del paziente. Il digitale comporta moltissimi passaggi. Il processo digitale è complicato, si devono controllare tutti le fasi che spesso vengono realizzate da varie macchine ed operatori. In questo senso si deve migliorare i processi che devono essere integrati con le aziende, con i clienti in funzione della salute del paziente. E quindi ritorniamo sul concetto della formazione ma anche dell’assistenza che diamo ai clienti. Non è più pensabile creare dei manuali di istruzioni di 20-50 pagine, oggi servono video tutorial, consulenza digitale in tempo reale. Un tempo un laboratorio aveva 2-3 forni per ceramica, se capitava un problema su di uno ne aveva un altro. Oggi questo è impensabile visto i costi delle attrezzature, quindi dobbiamo riuscire a risolvere il problema quasi in tempo reale per non fare fermare la produzione sapendo che questa inciderà sui bisogni del paziente. 


E per quanto riguarda i materiali? 

L’evoluzione sarà sull’estetica, sui sistemi di stampa 3d, sul multicolore che possa replicare una corretta stratificazione, sull’ottimizzazione della produzione e sul contenimento dei tempi per realizzare un dispositivo protesico. Poi la protesi mobile che sarà sempre più digitale consentendo di realizzare dispositivi sempre più performanti sia dal punto di vista funzionale ed estetico a costi molto contenuti.  


E la ricerca? 

Indispensabile. Dall’idea di un nuovo prodotto a quando esce sul mercato passano in media passano almeno 3-5 anni e buona parte di questa attesa è dovuta alla sperimentazione clinica. Il prodotto può essere valido dal punto di vista ingegneristico, chimico ma è l’aspetto clinico quello più importante. Ivoclar ha un centro interno di Ricerca e Sviluppo che impiega più di 200 persone. Questo team collabora con Università e istituti scientifici di fama internazionale e professionisti qualificati per sviluppare e testare prodotti prima che arrivino sul mercato.   


Ma la ricerca non è solo sul digitale in funzione alla protesi, anche per la conservativa e la prevenzione.  

Quello della prevenzione è un mercato in forte crescita soprattutto negli Stati Uniti. Ivoclar è fortemente impegnata nella prevenzione dentale, offrendo una vasta gamma di prodotti e soluzioni per aiutare i pazienti a mantenere una buona salute orale. Stiamo sviluppando una serie di prodotti che agevolano l’odontoiatra ma anche il paziente verso la prevenzione, le politiche sanitarie andranno certamente ad incrementare questo aspetto, prevendo le malattie, puntando sulla prevenzione.  


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