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31 Marzo 2015

Antitrust, competenze mediche e formazione: tre nodi per la neoleader Fnomceo Chersevani


Eletta al vertice Fnomceo, la goriziana Roberta Chersevani, radiologa, coetanea del predecessore Amedeo Bianco, ne raccoglie lo scettro e diventa il primo presidente donna dei medici. In un contesto che le quote rosa per la sua rappresentanza non le applica ancora. È la prima questione che le poniamo. «Nell'ultima tornata elettorale c'è stato un segnale importante», osserva. «Eravamo in due presidenti donna su centosei in consiglio nazionale: Anna Maria Calcagni di Fermo ed io a Gorizia. Ora le presidenti Omceo sono diventate sei.  E sono di più anche le vice presidenti. Il numero di "ordiniste" cresce, pur lentamente, al crescere della componente femminile nella professione. Peraltro, dall'università escono in prevalenza laureate e credo che le donne medico con l'approdo ad età più mature sempre più occuperanno ruoli apicali e avranno più peso in ogni ambito di rappresentanza».

Quali auspici per la nuova squadra Fnomceo?

Intanto mi lasci dire che l'atmosfera durante lo scrutinio delle due liste era positiva, di colleganza e dialogo. Siamo amici con un po' tutti i presidenti, ci possono essere sfumature dialettiche diverse ma poiché abbiamo gli stessi interessi - fatte salve distinzioni di contesto - mi augurerei che la professione si ricompattasse sui grandi temi. Avremo un comitato centrale derivante in parte dalle tornate precedenti perché non si può innovare tutto di colpo, ma con nuovi innesti. Vorrei un maggior collegamento tra Comitato centrale e Consiglio nazionale, e mi piacerebbe coinvolgere colleghi del Consiglio oggi meno vicini ai lavori.

Chersevani è una scommessa di un sindacato in particolare? Qual è la sua estrazione?

Finché ero in ospedale ero dirigente iscritta Anaao. Ho continuato nel Sindacato Nazionale Radiologi anche da libera professionista quale sono ora. La convergenza sul mio nome nasce credo non solo dai nove anni di presidenza a Gorizia ma anche dal lavoro svolto in Consulta deontologica per la revisione del Codice. Quello è stato un momento di maggiore conoscenza con i vertici Fnom. Forse cercavano una figura femminile e trasversale agli schieramenti, capace di mediare e tenere buoni rapporti. Ho ricevuto una proposta, e poi altre, e sgombrate le prime perplessità ho pensato che si poteva dire di sì.

E ora?

Stiamo facendo conoscenza. Subito dopo l'elezione abbiamo sistemato scadenze interne e ne abbiamo calendarizzato altre. E' nata una maggiore fiducia tra noi, ho visto colleghi attenti e una squadra compatta che ha favorito una buona partenza.

La prima grana è la sentenza Antitrust contro cui Fnomceo ha ricorso al Tar...

La sentenza Tar è imminente, ed è sub iudice il Codice deontologico del 2006 che conteneva un allegato sulla pubblicità poi soppresso. Nel rinnovare il Codice nel 2014 abbiamo passato ore a cercare aggettivi che rendessero compatibili tutela della concorrenza e necessità di trasparenza del messaggio al cittadino, ma forse per qualcuno liberalizzare vuol dire far sparire tre articoli su una materia che noi riteniamo importante. In pratica, ci viene contestato un ruolo fondamentale. Sarà importante leggere sia l'esito sia l'impianto della sentenza.

C'è poi il comma 566 della legge di Stabilità sulle competenze infermieristiche che relega il medico agli atti complessi...

Da radiologa mi domando quale sia la differenza tra una diagnosi semplice e una complessa. Ritengo necessario un tavolo in cui medici e infermieri si parlino a livello di rappresentanze ordinistiche. Non ho ancora sentito la Presidente Ipasvi Barbara Mangiacavalli ma conto di farlo molto presto, non possiamo non avere voce in capitolo.

Formazione: bisogna dialogare con l'università per proporzionare gli studenti ai posti disponibili o è prioritario risolvere il nodo dei 2mila neolaureati che ogni anno si trovano senza lavoro?

Professione e Università si devono parlare a un tavolo. Fnomceo ha indicato fabbisogni reali di medici ed odontoiatri, e non sono certo i nostri numeri ad essere "avanti". Il problema della pletora inizia dal pre-laurea e le sue conseguenze sono gravi perché stiamo perdendo i nostri laureati. Si devono aprire gli occhi.

Mauro Miserendino per Doctor33

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